CONFCOMMERCIO online
mercoledì 05 novembre 2003

BENZINAI : GIOVEDI IMPIANTI DI CARBURANTI CHIUSI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Contro la Finanziaria un giovedì senza benzina. E’ confermata la protesta dei gestori di impianti stradali di carburanti che porterà alla chiusura di tutti i distributori, stradali e autostradali, il prossimo 6 novembre.
La mobilitazione sarà così articolata: sulla viabilità ordinaria gli impianti saranno chiusi dalle ore 19 di mercoledì 5 alle ore 7 del 7 novembre, self service compresi; sulle autostrade, dalle ore 6 del 6 novembre alle ore 6 di venerdì 7. La protesta interesserà in tutta la provincia di Vicenza oltre 300 distributori di carburanti.
Motivo di dissenso è la decisione presa dal Governo di non rinnovare la normativa che regola l’abbattimento forfetario del reddito d’impresa di una quota predeterminata, il cosiddetto bonus fiscale. L’agevolazione già prevista per la categoria cesserebbe, quindi, l’effetto con l’esercizio finanziario 2003, in sede di dichiarazione dei redditi da compilarsi a maggio del prossimo anno.
All’origine della questione è la scarsa redditività di ciascun punto vendita. “In passato Governo e Parlamento – spiega Gastone Vicari, presidente provinciale della Figisc- Confcommercio, Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali di Carburanti – avevano concesso questo beneficio per dare una risposta vera di apprezzamento alle peculiarità del sistema di distribuzione di carburanti in Italia. Tale sistema, infatti, è stato visto fin dall’inizio più come struttura di servizio alla collettività, piuttosto che come vera e propria impresa da esercitare nel territorio, a fronte di giustificati ritorni economici. In tale ottica, la rete degli impianti di carburanti, circa 23mila su tutto il territorio italiano, rappresenta tuttora un microcosmo in cui, spesso con difficoltà, devono trovare equilibrio efficienza, presidio del territorio, economicità e servizio reso anche alle piccolissime comunità. Proprio per questo motivo, la rete italiana ha il più basso volume di erogato d’Europa, mentre i gestori sono gravati da costi di esercizio, insopprimibili, che non hanno riscontro in alcuna altra categoria commerciale, soprattutto se si considera che il ricavo lordo di un gestore, rispetto al prezzo al pubblico, non si discosta molto dal 3 %”.



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“Il bonus fiscale – continua Vicari – è sempre stato visto come un riconoscimento dell’attività dei gestori, che ha una serie di particolarità. Come, per esempio, quella di garantire all’erario, senza contropartita che compensi i costi e il rischio, il recupero delle imposizioni che a diverso titolo gravano sulla vendita di carburanti. La protesta prevista per giovedì è per chiedere che nella legge finanziaria per l’anno 2004 e nei provvedimenti ad essa collegati ci sia il rinnovo, per almeno un quinquennio, dei benefici fiscali già previsti. Ciò, peraltro, non rappresenterebbe per l’Erario alcuna diminuzione di gettito”.
In caso contrario, i gestori già annunciano altre e prolungate chiusure degli impianti e la possibilità di disdettare gli accordi raggiunti di recente con le compagnie petrolifere.

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