CONFCOMMERCIO online
giovedì 28 novembre 2002

IL COMUNE DI VICENZA APRE UN TAVOLO PERMANENTE DI CONFRONTO CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SUI PROBLEMI DEL SERVIZIO RIFIUTI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Il passaggio dal Comune alle A.I.M. della gestione completa del servizio di raccolta ed asporto dei rifiuti urbani del Comune di Vicenza, realizzato a seguito dell’introduzione del decreto “Ronchi” che, come è noto, ha profondamente rinnovato tutto il sistema di trattamento dei rifiuti urbani provenienti dagli insediamenti domestici e dalle attività economiche, ha dato luogo a tutta una serie di problemi, soprattutto di suddivisione tariffaria delle diverse utenze fruitrici del servizio, che, come è attualmente articolata, discrimina e colpisce in particolar modo il comparto del commercio, del turismo e dei servizi.
Sono anni che l’Ascom vicentina denuncia ai Comuni della provincia l’ingiustizia di una tariffazione che si determina principalmente sulla maggiore e minore superficie degli insediamenti commerciali, per cui le attività che per le loro particolari caratteristiche necessitano di grandi superfici, come ad esempio i distributori di carburanti, gli alberghi, i mobilieri e attività similari, vengono estremamente penalizzate rispetto ad altre tipologie aziendali che occupano superfici largamente inferiori e quindi vengono tassate in misura parimenti inferiore.
La soluzione di una più equa tariffazione sarebbe quella di determinare la tassa sulla base della quantità di rifiuti che ogni singola utenza, domestica o commerciale che sia, conferisce al servizio di raccolta, osservando così il principio introdotto proprio dalla Ronchi “chi più inquina più paga”, ma fino a che non saranno approntati sistemi di misurazione dei rifiuti prodotti si continuerà a tener conto delle superfici occupate con tutte le iniquità tariffarie che ne derivano.
A queste difficoltà si aggiungono quest’anno anche quelle del cambio di gestione.
L’utente che vuole rappresentare, specie in questo periodo di transizione, un qualsiasi problema di classificazione di utenza e di errata tariffazione non sa dove trovare risposte. Non dal Comune perché non ha più in carico il servizio e tantomeno dall’A.I.M. perché non ha ancora alcuna esperienza in materia.
Preso atto di questo stato di cose, l’Ascom di Vicenza è intervenuta presso il Comune per la costituzione di un tavolo a tre: il Comune che continua a determinare annualmente la tariffazione, l’A.I.M. quale Ente gestore ed esecutore del servizio e le Associazioni quali portavoce delle istanze provenienti dagli utenti fruitori del servizio.
L’Assessore alle Finanze Zocca, al quale va reso atto di aver recepito l’urgenza e la bontà dell’istanza, ha quindi provveduto ad istituire la “Commissione per la gestione della tariffa di igiene ambientale” , in altri termini un osservatorio permanente di controllo del servizio al quale far pervenire tutte le anomalie emergenti nell’applicazione della tariffa, con l’assicurazione da parte dello stesso assessore che il neo organismo sarà immediatamente operativo.
Ed infatti l’Ascom ha già messo alla prova la neonata Commissione segnalando i primi e prioritari settori di intervento:
 distributori carburanti: tassare tutta l’area occupata dai piazzali è del tutto improponibile. Si dovrà tener conto esclusivamente delle aree pompe, delle aree adibite ad officina e ad eventuali magazzini di pezzi di ricambio o locali ad uso di bar o negozi;
 mobilifici ed articoli di arredamento: qualora sia dimostrato che la superficie occupata sia prevalentemente utilizzata per l’esposizione di prodotti è necessario riclassificare la categoria di appartenenza inserendoli in altra categoria a più bassa tassazione;
 grandi uffici strumentali di enti non lucrativi: considerato che gli unici rifiuti prodotti sono pressochè costituiti da carta non avviata in discarica, ma smaltiti in proprio dall’utenza mediante avvio al riciclaggio, è indilazionabile un intervento per ridurre la tassazione prevista dal decreto;
 banchi di vendita nei mercati: la tariffa giornaliera disposta dall’A.I.M. è assolutamente improponibile per questa tipologia di attività. Infatti l’A.I.M. ha erroneamente interpretato il regolamento comunale assimilando la superficie occupata dai banchi nei mercati con quella occupata in occasione di manifestazioni ed eventi di carattere eccezionale. Con tale assimilazione la tariffa applicabile ai banchi nei mercati sarebbe più che decuplicata. Urge quindi un intervento riparatore dell’apposita Commissione.
Individuati i primi, sopraindicati, problemi, rimane ora da attendere la prima bollettazione della tariffa “Ronchi” .
Speriamo che prevalgano equità e ragionevolezza.
In caso contrario, la neo costituita Commissione di controllo della tariffa, di lavoro ne avrà fin troppo.

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