CONFCOMMERCIO online
martedì 16 novembre 2004

DIVIETO DI FUMO NONOSTANTE LA PROROGA E’ DIFFICILE PER I PUBBLICI ESERCIZI ADEGUARSI ALLA NORMATIVA.

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Tolleranza zero per tutti i fumatori. E’ questo il diktat del Ministro della Salute Sirchia sulla possibilità per i fumatori di accendersi la sigaretta nei bar, ristoranti e in tutti i locali aperti al pubblico. Il divieto è stato riaffermato nel decreto che proroga al 10 gennaio prossimo l’entrata in vigore della legge e aumenta del 10% le attuali sanzioni in caso di contravvenzione.
“E’ un rinvio che risolve ben poco” commenta il presidente della Fipe-Confcommercio di Vicenza, Lorenzo Rizzi .
Lo slittamento dei tempi dell’entrata in vigore della legge è in effetti di soli 12 giorni, dal 29 dicembre al 10 gennaio 2005, troppo poco per modificare le prospettive dei gestori dei locali pubblici cittadini.
“Pur apprezzando il buon proposito del ministero di venire incontro alle nostre esigenze, salvando gli incassi di Capodanno- ribadisce il presidente provinciale della Federazione pubblici esercizi Rizzi -, le difficoltà di adeguamento alla normativa permangono tutte. Bar, pizzerie e ristoranti sono e rimarranno impossibilitati nella maniera più totale ad applicare la legge per questioni pratiche e burocratiche. E l’unica conclusione, di fatto, è che dal 10 gennaio in tutta Italia l’80 per cento dei locali si troverà a chiudere le porte ai fumatori. Zone off-limits alle sigarette che nel Vicentino potrebbero avere percentuali ancora più alte”.
Se poi a questo si aggiunge l’aumento delle 10 per cento delle sanzioni – l’importo delle multe, oggi stimato da 25 a 250 euro, passerà da 27,5 a 275 euro ma potrà essere anche raddoppiato in presenza di una donna incinta e di un minore sotto i 12 anni, ed arrivare a 2000 euro se la violazione viene fatta da chi dovrebbe far rispettare il divieto -, la possibilità di accendersi una sigaretta in santa pace si tratteggia di contorni ancora più “fumosi”.
“Essendo quest’ultimo provvedimento un decreto legge – precisa Rizzi - bisognerà aspettarne la conversione per vedere se ciò che è stato stabilito verrà effettivamente confermato. Dal punto di vista pratico, quindi, potrebbe mancare il tempo necessario per avere i cartelli in regola così come previsto dalla normativa antifumo, cartelli che necessariamente dovranno contenere le cifre esatte delle sanzioni.

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Senza contare, poi, che non è ancora stato indicato quale figura sarà preposta a vigilare sul rispetto della legge e quale dovrà accertarne l’infrazione, appurato il fatto che entrambi i compiti non coincidono con gli obblighi del gestore o di un suo dipendente. Tante e tali precisazioni, infatti, dovrebbero essere contenute in un decreto attuativo del quale però ancora non c’è traccia.”
Per tutti i fumatori italiani e vicentini, dunque, si prospettano tempi difficili: l’unica ancora di salvezza per il consueto “tiro” di sigaretta è quella di uscire fuori all’aperto, rinchiudersi in macchina, in casa propria o di amici “tolleranti”. Visto gli alti costi per l’adeguamento alla nuova normativa - si parla di un costo medio a locale di circa ottomila euro - sarà infatti difficile trovare un locale pubblico pronto ad “accogliere” chi non rinuncia, nonostante tutto, alla sigaretta.

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