CONFCOMMERCIO online
mercoledì 01 dicembre 2004

SERRATA DEI TABACCAI IL 9 DICEMBRE

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Per i fumatori vicentini il prossimo 9 dicembre sarà una giornata difficile. La Fit-Confcommercio, Federazione che raggruppa i tabaccai italiani e a cui aderiscono praticamente tutti i tabaccai della provincia, ha proclamato una serrata contro la legge Finanziaria in discussione al Senato, lamentando in particolare la mancata approvazione di uno specifico emendamento riguardante la categoria. “E’ l’ultimo atto estremo – è il commento di Mario Noale, presidente provinciale della Fit Confcommercio - per far sentire la nostra voce rispetto a provvedimenti che danneggiano gravemente la categoria. E’ quanto meno contraddittorio ricavare, come si vuol fare con questa Finanziaria, imposte crescenti da un’abitudine, quella del fumare, che viene inibita in volo, in viaggio, nei posti di lavoro e nei ritrovi pubblici”.
Che le sigarette e i giochi siano ormai da molto tempo una “riserva di caccia” dei vari Governi quando si tratta di andar in cerca di risorse è oramai chiaro. Ma ai tabaccai non sta bene che i soldi per abbassare le imposte siano ricercati anche alzando, come in questo caso, altre tasse, specie se il rischio è quello di mettere in crisi un intero settore. Le intenzioni del Governo sono infatti quelle di aumentare l’accisa sulle sigarette, i cui prezzi prenderebbe decisamente il volo (si stima che un pacchetto di “bionde” potrebbe costare da 0,80 ad 1 euro in più) e di portare dal 3 al 10% la trattenuta delle vincite del lotto, un autentico disincentivo a giocare. Senza contare la ventilata terza estrazione settimanale dell’enalotto non accompagnata da quella del lotto, che i tabaccai vedono, è proprio il caso di dirlo, come fumo negli occhi, perché rischierebbe di far crescere il gioco clandestino.
Per modificare questa Finanziaria, considerata dai tabaccai “persecutoria”, la Fit avevano tentato una mediazione, arrivando ad un “accettabile compromesso” sintetizzato in un emendamento presentato alla Camera a firma del Ministro Siniscalco. Ma l’ emendamento non è stato approvato ed ora la parola spetta al Senato con il rischio, come spiega Mario Noale “di agguati parlamentari”.
Quale era stato allora il punto di accordo con il Governo? L’aumento dell’accisa sulle sigarette sarebbe stato sostituito da un incremento del gettito attraverso aumenti di prezzo di vendita disposti autonomamente dai produttori; la terza estrazione sarebbe stata contestuale, sia del Lotto che del Superenalotto e non sarebbe avvenuta tutte le settimane ma secondo un calendario da discutere. Solo a questo punto, considerato il maggiore introito derivante dalla terza estrazione, i tabaccai avrebbero acconsentito all'aumento della ritenuta sulle vincite del Lotto, ma non al 10 bensì al 6%. L’accordo prevedeva inoltre la creazione di una 11. ruota nazionale, la reintroduzione dell’estratto determinato e la revisione delle quote per vincite sul terno (da 4250 a 4500 volte), quaterna (da 80mila a 120 mila volte), cinquina (da 1 a 6 milioni di volte), nonché la possibilità di vincere con un solo biglietto fino a 12 milioni di euro (contro gli attuali 516.000). “Tutte richieste sacrosante – spiega Mario Noale – che rischiano però di venire affossate se non ci sarà un limpido passaggio parlamentare”.
Così la Fit ha deciso di passare alla lotta dura, alla serrata, ed ha anche alzato la posta in gioco. Ora i tabaccai chiamano in causa anche l’accisa sugli alcolici, chiedendo al governo un “fifty-fifty” tra alcol e tabacco per ottenere il gettito fiscale previsto, diminuendo così la pressione sul settore. Chiedono inoltre di bloccare per quattro anni tutte le nuove istituzioni di rivendita e di patentini e di portare al 10 per cento l’aggio sul gioco del lotto e sulle lotterie istantanee. Chiedono inoltre di approvare immediatamente le nuove misure attualmente in discussione per patentini, parametri istitutivi e classificazione delle rivendite in prima e seconda categoria.
“Siamo determinati a portare fino in fondo le nostre richieste – è il commento del presidente provinciale della Fit-Confcommercio – lo sciopero potrà essere ritirato solo se il Governo presenterà, e la commissione Bilancio del Senato approverà, un nuovo emendamento con noi concordato che tenga conto anche delle nostre nuove richieste. Deve inoltre prendere precisi impegni per regolare la politica dei prezzi delle sigarette negli anni venturi. All’Amministrazione Autonoma dei Monopoli dello Stato chiediamo invece di intervenire con una circolare attuativa in tema di patentini, parametri di reddito e classificazione delle rivendite. Infine vogliamo che parta una trattativa credibile sulla revisione dell’aggio sul lotto”. Solo l’accoglimento contestuale di tutte queste richieste potrà scongiurare la chiusura. In caso contrario, per la giornata del 9 dicembre, meglio che i fumatori si siano già dotati di adeguate scorte.

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