CONFCOMMERCIO online
mercoledì 29 dicembre 2004

NATALE 2004 ALL’INSEGNA DELLA CAUTELA

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Un Natale senza troppe sorprese quello appena trascorso, con vendite leggermente in calo ma che hanno rispettato la tradizione e premiato la qualità. Sotto l’albero di Natale quest’anno i vicentini hanno messo qualche pacchetto in meno ma senza rinunciare alla frenesia dei regali dell’ultimo minuto.
Questo il quadro di massima che emerge da un’indagine effettuata tra gli associati Confcommercio di Vicenza, scelti in modo tale da rappresentare un campione significativo delle varie tipologie commerciali. Quest’anno si è badato senz’altro al portafoglio ma chi ha potuto ha scelto per tempo puntando su articoli di qualità.
Negli acquisti natalizi la parte del leone l’hanno fatta ancora una volta i videogiochi, telefonini e giocattoli che rispetto allo scorso anno hanno beneficiato di una discreta crescita. Bene anche il settore degli elettrodomestici e dei casalinghi e tenuta anche per il settore dell’orologeria-oreficeria che, con la corsa degli ultimi giorni, ha salvato una stagione opaca; sotto l’albero però i vicentini non hanno rinunciato nemmeno ai peccati di gola e con qualche attenzione in più ai costi, hanno imbandito a festa le tavole per pranzi e cenoni.
Un Natale in pratica più misurato, in cui gli effetti della crisi si sono fatti sentire ma anche dedicato alla tradizione, con dolci tipici e i prodotti che allietano da sempre le nostre tavole.
Nel comparto alimentare, infatti, le vendite di Natale 2004 non hanno subito variazioni rispetto allo scorso anno. Si è puntato ancora una volta sui prodotti di buona qualità, delizie gastronomiche e dei negozi specializzati, ma sono stati acquistati anche i prodotti della tradizione magari più economici come le carni di coniglio, tacchino e formaggi senza trascurare la tradizione locale (mostarda e mascarpone) più rispettata di certi piatti elaborati e costosi. Tra la frutta qualche digressione per l’esotico ma arance e mandarini la fanno da padroni.
Stabile invece il reparto ristorazione, che chiude un 2004 sostanzialmente in pareggio. Se è vero da un lato che sono diminuite le uscite domenicali e festive delle famiglie vicentine, sono altresì aumentati i pasti fuori casa e i ritrovi di gruppo che hanno compensato un certo calo della clientela d’affari. Quando sono a tavola i vicentini stanno poi più attenti alla linea … e al portafoglio. Sono molti oramai i clienti che, complice l’esigenza della dieta, non fanno pasti completi; si passa dal primo alla frutta o si mangia solo un secondo piatto e si sta affermando anche la tendenza di servire il vino “ a bicchiere”.
I negozi di elettrodomestici e casalinghi parlano di andamento stazionario delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si è puntato a cose utili, molto più che in passato (quest’anno sono stati particolarmente richiesti gli asciugabiancheria), e se l’acquisto era personale non si è badato al prezzo pur di avere prodotti di qualità come nel campo dei televisori (Lcd, al plasma o ricevitori satellitari) o dei navigatori satellitari. Il settore Hi-Fi e della telefonia è ancora in crescita, specie per quanto riguarda i cellulari dell’ultima generazione e videotelefonini. Più trascurato il settore dei piccoli elettrodomestici, con tendenza comunque a privilegiare gli oggetti utili.
Si parla invece di andamento negativo con cali del 15 – 20% nel settore abbigliamento, il comparto certamente più penalizzato che non ha recuperato, nemmeno con le vendite di Natale, il calo di un anno difficile. Nella crisi generalizzata ha inciso la tendenza del regalo all’ultimo minuto, legato agli accessori o ai capi di prima necessità (biancheria intima, guanti, sciarpe, calze e borsette) ma si è trascurata la maglieria e soprattutto l’abito confezionato, il tailleur, anche se a dicembre tradizionalmente non si acquistano vestiti.
Un settore con più ombre che luci anche quello dei fiori: se da un lato la clientela ricerca composizioni elaborate e di qualità senza badare al prezzo, dall’altro, in un periodo economico stagnante, sono spariti gli acquisti più ricorrenti e quotidiani, dal momento che il fiore non è considerato un bene di prima necessità.
Andamento moderatamente al rialzo per il comparto dei giocattoli dove si sono confermati vincenti i videogiochi e computer e, grazie all’ampio assortimento, si è potuto soddisfare sia la clientela attenta al prezzo che quella alla ricerca di giochi più complessi e di qualità.
Stazionarie le vendite di profumi (+ 2%) sia con riferimento al periodo natalizio che riguardo all’intera annata. Si sta affermando la tendenza alla differenziazione della clientela e conseguentemente del mercato: da una parte chi vuole prodotti economici e dall’altra chi ricerca prodotti importanti, anche non necessariamente reclamizzati. Una cosa è certa: sia nel primo che nel secondo caso il cliente si fa sempre più consigliare dal profumiere e, prefissato un budget di spesa, non esce a mani vuote dalla profumeria, trovando comunque assortimento e prodotti per ogni esigenza.
Il comparto affine delle erboristerie sta invece soffrendo dell’andamento decrescente dei consumi (-3/4%); al leggero calo, non solo natalizio, delle vendite si cerca di contrapporre la qualità del servizio e dei prodotti proposti, anche se la clientela più attenta al prezzo si rivolge altrove per i propri acquisti.
Male (-15/20%) il settore ottico dove l’acquisto di occhiali è rientrato raramente nel budget del regalo natalizio.
Non del tutto negativo il comparto gioielli ed oreficeria, che però ereditava una situazione pesante dal 2002. Complessivamente, grazie anche agli acquisti dei giorni precedenti il Natale, l’annata si è mantenuta in linea, con gli acquisti importanti fatti per tempo e quelli invece di minor valore all’ultimo minuto. E’ stato privilegiato ancora il brillante o il gioiello di qualità ma un ruolo importante nell’oreficeria e orologeria lo hanno giocato i marchi maggiormente pubblicizzati che fanno presa specialmente sul pubblico giovanile.
Libri natalizi ma anche ritorno al classico per quanto riguarda le librerie che hanno avuto un andamento delle vendite leggermente superiore allo scorso anno (+ 6/8%): regalare un libro comporta una spesa accessibile a molti ma tra i giovani permane ancora la tendenza dei libri economici.
In leggero ribasso invece il comparto della valigeria e pelletteria che pur ha mitigato gli effetti di un anno negativo con gli acquisti a ridosso del Natale; piccoli regali quali cinture, ombrelli o portafogli i più gettonati ma ancora calo per valigie e pelletteria in genere.
La speranza degli operatori va ora ai prossimi saldi di fine stagione: la partenza al 3 gennaio decisa dalla Regione ha spiazzato un po’ tutti e forse qualche giorno in più per dare uno sguardo alla merce esposta e offrire una pausa al personale dei negozi era la soluzione più logica; la clientela comunque li sta aspettando e potrà essere una buona occasione per monetizzare la merce degli scaffali e del magazzino che un’annata deludente ha lasciato invenduta.

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