CONFCOMMERCIO online
giovedì 13 novembre 2008

“Con la crisi il futuro non si prevede, si fa”

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“Stiamo vivendo una crisi profonda e duratura, ingigantita dai problemi che hanno coinvolto l’intero sistema bancario e finanziario mondiale, che ancora non è dato di valutare nella loro interezza. Per quanto di portata globale, la crisi si manifesta però con caratteri propri in ogni sistema locale, in base alle caratteristiche che esso presenta e, a quanto pare, in aree come il Veneto e il Vicentino, dove i modelli di vita dipendono più dalla capacità di creazione di ricchezza reale che dalle rendite finanziarie, la crisi dovrebbe manifestarsi con effetti meno intensi che altrove”. Non poteva mancare l’analisi dell’attuale situazione economica, con la quale, non diversamente da altri comparti, anche i settori commercio, turismo e servizi, si trovano a dover fare i conti, nella relazione del presidente Sergio Rebecca all’assemblea annuale dell’Ascom Confcommercio di Vicenza, tenutasi ieri nella sede di via Faccio. Un’assemblea che chiude il mandato quadriennale dato al presidente ed alla sua giunta e che ha portato all’elezione del nuovo Consiglio.
“Nell’impotenza di fronte allo scenario globale è dunque ai problemi irrisolti propri del sistema Italia che occorre porre attenzione - ha sottolineato Rebecca – questioni che non sono altro che quelle che con regolarità denunciamo: l’eccessiva pressione fiscale, il costo della burocrazia, la miopia programmatoria, l’abusivismo, la criminalità. Questo è l’ambito di lavoro da cui attendiamo con serietà e velocità delle risposte, per dare un futuro alle nostre imprese, per sostenere quella parte dell’economia che già oggi contribuisce alla formazione del PIL e dell’occupazione per ben più del 40%”.
E il presidente dell’associazione vicentina, che in provincia conta oltre 12.000 imprese aderenti, ha elencato le richieste che a tal proposito Confcommercio auspica vengano accolte dall’Esecutivo. In primis, rivedere i parametri degli studi di settore, chiaramente inadeguati a descrivere la situazione reddittuale delle imprese, poiché, come ha sottolineato Rebecca “se il 63% delle ditte soggette agli studi della nostra provincia risultano “non congrue”, significa che lo strumento è divenuto inutile e dannoso”.
“E’ indispensabile – ha poi continuato - rafforzare in modo deciso il sistema dei consorzi di garanzia fidi per permettere di continuare ad assicurare l’accesso al credito anche alle imprese più piccole, evitando di trascinare situazioni altrimenti sane nella spirale perversa della riduzione della liquidità. Altrettanto indispensabile è continuare a perseguire l’aumento della produttività della Pubblica Amministrazione che, per la prima volta da anni, ha avuto negli ultimi mesi importanti conferme sulla sua effettiva realizzabilità. Occorre poi definire un nuovo modello di contrattazione sindacale, in grado di dare effettiva risposta alle esigenze proprie delle imprese e dei lavoratori, meglio connettendo la dinamica salariale con gli incrementi di produttività. Così come dare priorità alla legalità, prevedendo pene ineludibili e garantendo la massima operatività alle forze dell’ordine e agli organici dei tribunali, perché è ormai evidente che abusivismo e criminalità sono focolai virulenti in grado di indebolire fino ad uccidere interi sistemi di mercato”. E ancora la proposta, avanzata con forza in sede nazionale dalla Confcommercio, di detassare le “tredicesime”: il provvedimento costerebbe tra gli otto ed i nove miliardi di euro, ma si tradurrebbe in cinque miliardi di consumi, migliorando sostanzialmente il loro andamento e generando un importante gettito tributario tramite l’Iva.
Guardando alle priorità “venete”, Rebecca ha indicato la nuova legge regionale sul commercio, un provvedimento tale da dare certezze agli operatori, con l’obiettivo concreto, a garanzia della libertà di tutti, di perseguire l’equilibrio fra le diverse forme distributive.
Dopo aver esposto le richieste, il presidente Rebecca ha, quindi elencato le responsabilità degli imprenditori e gli impegni che l’Associazione intende assumere quale loro rappresentante. Innanzitutto la responsabilità di rendere sempre più solide le basi patrimoniali delle imprese, “poiché - come ha sottolineato Rebecca - sono finiti i giorni dell’impresa “leggera”, dove la quasi totalità dei capitali veniva drenata verso i patrimoni personali dei soci; questi sono i tempi delle società di capitale, degli accordi di collaborazione, delle joint ventures, dell’ottimizzazione della filiera”.
In tale logica, è il caso di ricordare come Confcommercio Vicenza abbia spinto e sostenuto la costituzione di Terfidi Veneto, la confidi che ha messo insieme la “storica” Garanfidi e le analoghe cooperative di garanzia delle Associazioni di Padova e Treviso. Questo organismo oggi conta su oltre 10.000 soci, garanzie in essere per più di 50 milioni di euro, un’importante dotazione di fondi rischi e strette relazioni con buona parte del sistema bancario, il che permette di ben affiancare le imprese, particolarmente le piccole e medie, nelle principali necessità di gestione e finanziamento.
Il secondo obiettivo indicato dal presidente è la specializzazione delle attività. La segmentazione sempre più precisa del mercato di riferimento è infatti la chiave di volta, in particolare per le piccole e medie imprese, per sopravvivere se non per crescere.
In questo senso l’impegno dell’Associazione è dato, sia in termini generali, con l’intensa attività di convegni e seminari, sia con consulenze mirate fornite dall’Ister, l’Istituto per il terziario.
Terza obiettivo, è la valorizzazione del capitale umano, che le imprese potranno mettere in atto attraverso l’aggiornamento delle competenze e la sistematica verifica su cosa è opportuno ancora imparare.
Dunque, patrimonializzare, specializzarsi, valorizzare il capitale umano. Parole chiave che hanno caratterizzato lo stesso operato del presidente e del consiglio dell’Associazione di via Faccio negli ultimi quattro anni, che sintetizzando sono stati all’insegna del consolidamento delle strutture e dell’organizzazione. E guardando ai prossimi anni, Rebecca ha rimarcato che: “Mai come in questi tempi difficilissimi è necessario ricordare che il futuro non si prevede, si fa”. Ecco allora i progetti che vedranno protagonista l’Associazione, a cominciare dalla costruzione di un nuovo gruppo dirigenziale. “Occorre cominciare ad individuare uomini nuovi e coinvolgerli nei Consigli delle delegazioni comunali e delle categorie provinciali – ha detto il Presidente -, persone che abbiano lo stesso nostro amore verso l’Associazione ma che sentano presente e viva quella spinta imprenditoriale verso il futuro”. Per il resto, è possibile pensare ad un’Ascom che nei prossimi anni, oltre a fornire la tradizionale assistenza, sarà impegnata ad accompagnare le aziende sui mercati; a promuovere sempre più le reti di imprese; a sviluppare e gestire progetti pluriennali di formazione; a divenire essa stessa “banca delle imprese”; ad essere attenta e attiva nella programmazione del territorio.
“Fondamentale in tutto questo - ha concluso Rebecca – è rimanere uniti all’interno dell’Associazione, unico luogo dove discutere i problemi e cercare le soluzioni per sostenere e dare fiducia alle nostre imprese”.

Il nuovo consiglio della Confcommercio di Vicenza

Mario Cestaro
Paolo Chiarello
Luis Cogo (nuovo componente)
Antonio Cristofani
Rino Filippin
Giuseppe Galvanin (nuovo componente)
Raffaele Giacomuzzo
Umberto Maset
Mario Noale
Tiziana Nogara (nuovo componente)
Sergio Rebecca
Lorenzo Rizzi
Loris Volpato

Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico