CONFCOMMERCIO online
lunedì 09 novembre 2009

A VICENZA SI E' PARLATO DI MERCATO E DIRETTIVA BOLKESTEIN

“Mercato, Bolkenstein e Sviluppo”: questo il titolo della terza tappa del road show “Il Veneto che vogliamo”

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
SalaLa Direttiva Servizi o Direttiva Bolkestein, con la quale l’Unione Europea prevede che entro il 2010, nei 27 Paesi membri, siano eliminati sia gli ostacoli alla libertà di esercizio delle attività economiche di servizi, sia le barriere alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri, è stata al centro oggi della tavola rotonda organizzata dalla Confcommercio di Vicenza. L’incontro fa parte della serie di seminari sul tema “Il “Veneto che Vogliamo”, che Confcommercio regionale sta organizzando in ciascuna delle 7 province venete per individuare le line guida per un nuovo Veneto e per un nuovo Terziario di mercato.
Anche se ancora non se ne parla molto, tale direttiva dovrà essere recepita da ogni stato membro entro il 28 dicembre 2009, ed è indubbio che la stessa avrà un certo impatto sul terziario, visto che buona parte delle attività che formano il settore potrebbero essere toccate da nuove regolamentazioni.
“Il rischio che si corre – ha subito precisato Sergio Rebecca, presidente dell’Ascom di Vicenza e vice presidente nazionale di Confcommercio –è, in primo luogo, quello di veder scardinare gli elementi di pianificazione e programmazione che la nostra Organizzazione ha sempre ritenuto essenziali, al fine di garantire il più possibile l’equilibrio tra le varie forme della distribuzione, vale a dire grandi, medi e piccoli negozi. Ne consegue il pericolo di una ulteriore contrazione del numero delle piccole imprese, che hanno offerto sino ad oggi ai consumatori un prezioso servizio di prossimità, diffuso sul territorio e a stretto contatto con le esigenze dei cittadini”.
“La direttiva Bolkestein è una questione concreta – ha sottolineato Fernando Morando, presidente della Confcommercio del Veneto - perché concreta è la possibilità di veder uscire, dall’applicazione della stessa, un quadro normativo che potrebbe costringere i nostri operatori a misurarsi in un mercato con regole ben diverse”.
“L’Unione Europea ha fatto la pentola, a noi spetta fare il coperchio – ha detto Marco Michielli presidente di Confturismo Veneto – ovvero dobbiamo continuare a confrontarci con la Regione per dare vita a quel progetto ambizioso denominato “Terzo Veneto”, che ben si incrocia con quello di Confcommercio “Il Veneto che vogliamo”, per il quale ci sta a cuore un’attenta programmazione del territorio e delle sue attività”.
A diminuire le preoccupazioni evidenziate nelle prime battute della tavola rotonda, ci ha pensato Costante Persiani, vice direttore della Confcommercio nazionale, che ha partecipato fra l’altro al tavolo tecnico tra Ministero e associazioni, voluto dal Ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi, in vista dell’imminente recepimento della direttiva europea: “La Bolkestein non è l’ennesima riforma del commercio – ha detto – è, semmai, una direttiva che impone degli obiettivi. Lo Stato, entro il 28 dicembre, dovrà definire una legge quadro, all’interno della quale, le Regioni, a cui spettano le competenze in materia di commercio, saranno chiamate ad adeguare le loro regole”.
A specificare meglio come si sta muovendo in tal senso il nostro Paese è intervenuto Domenico Somma del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello sviluppo economico: “Nelle prime fasi di recepimento della Bolkestein, il pericolo è che ciascuna Regione vada per la sua strada, con il conseguente rischio che all’obiettivo di un mercato europeo uniforme si contrapponga un mercato interno non omogeneo. A livello, invece, di armonizzazione delle regolamentazioni degli Stati membri, i vari ministeri interessati stanno da tempo collaborando e procedendo allo scambio delle necessarie informazioni”.
Per illustrare come la Regione Veneto intenda applicare la Bolkestein è intervenuto Adriano Rasi Caldogno, segretario generale della programmazione della Giunta regionale: “La direttiva europea ci impegna principalmente su due fronti: il primo, la semplificazione della burocrazia a cui sono assoggettate le imprese, con l’obiettivo di dare piena attivazione agli Sportelli Unici, con un risparmio pari al 25% degli attuali costi e la possibilità per le imprese di avere un unico interlocutore per qualsiasi pratica relativa all’attività. Il secondo fronte è quello della libera circolazione dei servizi, tenendo conto sia dei requisiti in base ai quali gli stati membri non possono subordinare l’accesso ad un’attività di servizi o il suo esercizio (cittadinanza, residenza, essere iscritti a ruoli o registri, ecc.); sia dei requisiti che, invece, vanno attentamente valutati e che riguardano l’ordine pubblico, la tutela dell’ambiente, la sicurezza, ovvero motivi imperativi di interesse generale. Ed è all’interno di questi che la pianificazione regionale trova il suo ambito e un proprio ruolo”.
E in tale contesto - per come inquadra la questione la Confcommercio del Veneto - la salvaguardia del territorio deve avere valore assoluto e allo stesso tempo la programmazione commerciale deve trovare giustificazione tra i “motivi imperativi di interesse generale” che la Direttiva Bolkestein individua quali necessari presupposti per mantenere la deroga alla soppressione delle autorizzazioni per l’esercizio delle attività.
In merito al settore dei pubblici esercizi, dove la programmazione adottata dalla Regione Veneto sta funzionando megliocce in altre Regioni, è intervenuto nel dibattito Edi Sommariva, segretario nazionale della FIPE – Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), il quale ha dichiarato di non fidarsi troppo delle rassicurazioni provenienti da più parti, che considerano le disposizioni della Bolkestein poco incisive sul settore: “Per il nostro comparto non può bastare una semplice dichiarazione di inizio attività – ha detto - ma devono rimanere quelle verifiche preliminari che riguardano la professionalità dei titolari di pubblici esercizi, sia la possibilità di incrementare o meno, in un’area, la presenza dei locali. Tutto ciò a garanzia del consumatore e quale contributo a limitare i problemi legati alla sicurezza e al consumo eccessivo di alcol”.
E proprio riguardo alla tutela del consumatore l’eurodeputato Sergio Berlato ha voluto mettere in guardia i partecipanti alla tavola rotonda: “L’obiettivo della direttiva Bolkestein è favorire i cittadini tramite la libera circolazione dei servizi. Il pericolo è che nel mercato non tutti gli operatori stiano alle regole e che quindi si inneschi uno scadimento della qualità stessa dei servizi offerti, vanificando i vantaggi per i consumatori finali”.
Nel suo intervento l’Assessore alle politiche economiche Vendemiano Sartor ha tranquillizzato la platea, sottolineando che “se è lo Stato centrale a dover recepire la Direttiva, saranno poi le Regioni ad applicarla, essendo questa materia di totale competenza regionale. E per quanto riguarda il Veneto – ha precisato – sono già in discussione alcuni strumenti previsti dalla Direttiva, nella realizzazione dei quali saranno ampiamente garantiti operatori e consumatori. Mi riferisco – ha proseguito – sia agli orari e alle nuove aperture, sia allo Sportello Unico, già in fase avanzata e sul quale stiamo lavorando in collaborazione con le associazioni di categoria e con i Comuni, con l’obiettivo di semplificare al massimo le procedure burocratiche e i passaggi amministrativi”.
Da parte sua l’Assessore Renzo Marangon che nel riprendere il tema della semplificazione amministrativa e della sburocratizzazione, ha ricordato la recente legge regionale a sostegno del settore edilizio, più nota come “piano casa”. “Approvando questa legge – ha ricordato – abbiamo fatto una rivoluzione copernicana, riducendo al massimo l’iter burocratico richiesto ai cittadini e alle imprese per applicare la norma. Non è detto - ha concluso- che la semplificazione amministrativa o la riduzione dei vincoli porti, come qualcuno sostiene, all’anarchia o al caos, anzi a volte è vero il contrario”.

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