CONFCOMMERCIO online
giovedì 18 novembre 2010

SULLA SOSPENSIONE DEI TRIBUTI MANCANO ANCORA RISPOSTE CONCRETE
Comunicato del 18 novembre 2010

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“Registriamo con favore il parere positivo dell’Agenzia delle Entrate del Veneto per la sospensione del versamento dei tributi da parte delle aziende colpite dall’alluvione. Ma purtroppo, in questo momento, non è tempo solo di buone intenzioni; le imprese hanno bisogno di certezze che devono arrivare una volta per tutte e soprattutto presto, dal Ministero”. E’ questo il commento del presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca sugli esisti della riunione dell’Osservatorio Regionale sugli Studi di Settore (di cui fanno parte l’Agenzia delle Entrate, le categorie economiche e gli ordini professionali) che si è tenuto mercoledì 17 novembre a Mestre. Durante l’incontro Confcommercio ha portato a casa, assieme alle altre associazione di categoria presenti, un primo sì ufficiale, espresso dall’Agenzia delle Entrate, per la sospensione fino al 30 giugno 2012 dei versamenti di tasse e contributi da parte delle imprese alluvionate. Si è deciso inoltre di inoltrare al Ministero competente la richiesta che le stesse imprese non siano soggette, per il biennio 2010-2011, all’applicazione degli studi di settore, evitando dunque il rischio di essere sottoposte ad accertamenti nel caso, altamente probabile, che vengano dichiarati imponibili inferiori a quanto predeterminato da questi strumenti di accertamento del reddito.
Ora, però, questi pareri e queste richieste devono ricevere la ratifica dal Ministero competente, mentre si fa sempre più vicina la scadenza del 30 novembre quando si dovrebbe versare l’acconto delle imposte; denaro sonante che Confcommercio Vicenza ha più volte richiesto di lasciare nelle casse delle aziende che in questo momento devono fare i conti con i cospicui danni dell’alluvione.
“Ai tanti problemi che in questo momento stanno vivendo le nostre imprese – afferma il presidente Rebecca – si sta rispondendo con evidente ritardo, sia sul fronte del rinvio delle scadenze fiscali, per il quale manca ancora una ratifica definitiva, sia sulle procedure per ottenere i rimborsi, sulle quali va fatta quanto prima chiarezza. L’unica cosa certa, in questo momento, sono i danni subiti dalle imprese, che chiedono di tornare quanto prima alla normalità: sarebbe assurdo che chi è stato colpito da una simile calamità dovesse anche fare i conti con una burocrazia impietosa fatta di carte bollate e ritardi, solo per vedersi riconosciuto il sacrosanto diritto ad ottenere un congruo risarcimento”.

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