CONFCOMMERCIO online
giovedì 16 dicembre 2010

ALLUVIONE: COSA SI ASPETTA A TOGLIERE LA TASSA SULLA SOLIDARIETA?
Comunicato del 16 dicembre 2010

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Confcommercio Vicenza torna sulla situazione paradossale dei contributi agli alluvionati sottoposti a tassazione. Dopo che agli inizi di dicembre l’Associazione aveva sollevato il caso con una presa di posizione ufficiale, il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca torna a scrivere al Governatore nonché Commissario Delegato al superamento dell’emergenza alluvione Luca Zaia - ma anche a tutti i parlamentari del Veneto - per chiedere ancora una volta di togliere l’assurdo balzello fiscale sugli aiuti liberali a favore delle imprese e dei professionisti danneggiati dall’alluvione, provenienti da Enti Pubblici e Privati.
La questione, va ricordato, nasce dall’ordinanza n. 3906 della Presidenza del Consiglio dei Ministri che stabilisce, al comma 2 dell’articolo 9, la non rilevanza fiscale dei contributi erogati dal Commissario delegato. Il che significa che solo gli aiuti dello Stato non verranno tassati. Tutti gli altri, come ad esempio quelli che saranno distribuiti dalla Camera di Commercio di Vicenza, ma anche dalle stesse associazioni di categoria come Confcommercio, che ha attivato un conto corrente di solidarietà ad hoc, rientreranno a tutti gli effetti tra i redditi d’impresa. “Non è assolutamente accettabile – scrive Sergio Rebecca nella lettera inviata il 14 dicembre scorso a Zaia – che il percettore di contributi, a fronte di danni da alluvione, debba includere tali somme tra i suoi ricavi”. Pertanto l’associazione sollecita una risposta affinché anche queste elargizioni siano sottoposte al medesimo trattamento fiscale di quelle stanziate dallo Stato.
Analoga richiesta, come si diceva, era già stata inviata lo scorso 1. dicembre, ma a tutt’oggi non è stato ancora posto rimedio alla problematica. I tempi però stringono: le aziende e i professionisti interessati dalla calamità hanno infatti urgente bisogno del sostegno di tutti per ripartire, solo che il rischio è che oltre al danno, questi imprenditori subiscano anche la beffa del dover restituire all’erario una parte consistente dei soldi utilizzati per ripristinare negozi e uffici.
Per questo il presidente Rebecca chiede una risposta urgente, vale a dire l’emanazione di un provvedimento specifico che superi questa assurda situazione.

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