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lunedì 10 dicembre 2012

ANCORA CEMENTO E GRANDE DISTRIBUZIONE: FERMIAMO IL PIANO VI.VER.

Dà il via libera a altri 155mila metri quadrati di grande distribuzione. Il presidente Rebecca: "La sindrome del plenipotenziario ha colpito il commissario Schneck”

Lo stanno presentando come un progetto di riqualificazione della S. R. 11, che collega Vicenza a Verona. Ma per Confcommercio Vicenza c’è il rischio concreto che il “Piano Direttore Vi-Ver”, proposto dal Commissario straordinario della Provincia Attilio Schneck e sottoscritto dai Comuni interessati nei giorni scorsi (tranne Vicenza), si  trasformi in un via libera alla conversione delle aree produttive in disuso in grandi superfici commerciali.
Si calcola che potrebbero sorgere ben 155mila metri quadrati (ed è la soglia minima!) di nuovi iper, centri commerciali e altre strutture della distribuzione organizzata, pari a quattro volte le “Piramidi” di Torri di Quartesolo. In poche parole, un’altra colata di cemento, da cui sorgeranno ulteriori poli attrattivi extraurbani di notevoli dimensioni, dedicati a grandi strutture di vendita, che contribuiranno ad indebolire ulteriormente la rete tradizionale di negozi situati nei paesi limitrofi.
Per la verità, considerata l’importanza dell’asse viario in questione e le molte aree da riconvertire, la pianificazione del suo possibile sviluppo urbanistico-commerciale era stata già decisa dal Consiglio provinciale con la delibera n. 30 del 10 maggio 2011. Con tale provvedimento si era stabilito, senza possibilità di equivoci, che al Piano Direttore, la Provincia e tutti i Comuni interessati facessero seguire la sottoscrizione di un accordo di copianificazione, e quindi un Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI). Quest’ultimo documento, che come stabilisce l’art. 16 della Legge regionale 11/’04, ha per oggetto “previsioni la cui incidenza territoriale sia da riferire ad un ambito più esteso di quello comunale”, è perciò quello indicato dal Consiglio Provinciale come unico atto, equo e democratico, per progettare il futuro dell’area.
Con il commissariamento della Provincia sembra, invece, che l’iter sia cambiato. Il Piano direttore proposto da Schneck ai Comuni è tutt’altro che un accordo di pianificazione propedeutico alla realizzazione di un PATI. Prevede, infatti, lo “spezzettamento” dell’ambito Vi.Ver. in quattro aree e dà la possibilità ai singoli Comuni di sottoscrivere differenti accordi di programma, direttamente con la Provincia, in autonomia dagli altri comuni firmatari dell’accordo. Il PATI, in pratica, sembra essere diventato inutile o quanto meno superato da un iter “più snello” che però tralascia il concetto di programmazione intercomunale e un confronto più ampio sul futuro urbanistico commerciale di tutta l’area. 
Confcommercio Vicenza che da sempre persegue lo sviluppo equilibrato di tutte la varie forme della distribuzione commerciale, ha provveduto a inviare con urgenza una lettera al Commissario Attilio Schneck e ai sindaci dei comuni direttamente interessati, con precise osservazioni sulla questione e la richiesta di una serie di chiarimenti.
“La sindrome del plenipotenziario ha evidentemente colpito Scheck – afferma Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza – ma non può però avere effetti devastanti su tutti. La bella posta in gioco, vale a dire minimo 155 metri quadrati da costruire, non è accettabile possa evitare ogni confronto. Abbiamo, quindi scritto ai decisori pubblici interessati – continua Rebecca-, evidenziando che il Piano Direttore non può essere usato come grimaldello per scardinare le indicazioni del PTCP che subordinano l’insediamento di qualsiasi grande struttura di vendita all’approvazione del PATI tematico. L’iter proposto da Schneck salta, infatti, tutta la fase partecipativa e di concertazione. Più che un Piano direttorio ci sembra quindi un “piano dittatorio”, poiché non solo evita il confronto con le categorie economiche e sociali, ma anche la possibilità di discutere nei  consigli comunali le condizioni per la trasformazione del corridoio Vicenza – Gambellara. Questo ovviamente non ci sta bene. In più, ancora una volta si sottovaluta l’importanza di una seria programmazione urbanistica-commerciale del territorio e si continua a non tenere in considerazione la funzione centrale che riveste il commercio nella qualità di vita delle aree urbane”. 
“Non possiamo rimanere fermi a rivedere un film già visto – continua Rebecca – dove si accontentano gli “appetiti” immobiliari, si favoriscono gli insediamenti commerciali extra urbani e si va a stravolgere l’assetto distributivo del territorio. Di grande distribuzione ne abbiamo fin troppa nel Vicentino e il medio e piccolo commercio ha già pagato il proprio tributo ad un modello di sviluppo che, oltre a riempire il territorio di cemento, rivela tutti i propri limiti”.
“Sul Vi.Ver – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza - il commissario Schneck e le amministrazioni interessate ci ripensino. E’ il momento di riaffermare con forza gli obiettivi e le strategie già indicati dalle norme urbanistiche, puntando nei fatti ad uno sviluppo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che in termini di equilibrio della rete distributiva, ambedue fondamentali alla qualità delle nostre città e dei nostri paesi”.

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