CONFCOMMERCIO online
lunedì 10 dicembre 2012

SCIOPERO CONFERMATO: IMPIANTI DI BENZINA CHIUSI MERCOLEDI’ E GIOVEDI’

Vicari, presidente provinciale della Figisc-Confcommercio: “Oggi, più che mai, si corre il rischio di veder stravolto il nostro lavoro”

Nulla di fatto al tavolo sulla benzina convocato oggi al ministero dello Sviluppo economico per scongiurare lo sciopero dei gestori di impianti stradali di carburanti.
La Figisc – Confcommercio di Vicenza  comunica pertanto che l’agitazione è confermata e che le pompe di benzina rimarranno chiuse per protesta dalle 19 di martedì 11 dicembre fino alle 7 del 14 dicembre sulla rete ordinaria. Nella rete autostradale la sospensione del servizio sarà dalle ore 22 dell'11 dicembre alle ore 22 del 13. Inoltre, nella settimana che va dal 24 al 30 dicembre prossimi, i gestori rifiuteranno i pagamenti con “moneta elettronica” (carte di credito, pagobancomat, ecc.). 
La protesta, che coinvolge i gestori di impianti stradali di carburanti di tutte le organizzazioni di categoria, culminerà con la manifestazione a Roma, mercoledì 12 dicembre, con il presidio di piazza Montecitorio.
I gestori lamentano da tempo la drammatica crisi strutturale che attraversa la distribuzione carburanti e colpisce duramente le migliaia di piccole imprese di gestione; nei riguardi delle compagnie petrolifere vogliono sia messa la parola fine alla loro partecipazione ai costi degli “sconti” applicati sul prezzo finale. Inoltre protestano per rivendicare il diritto a contratti equi, a prezzi non discriminanti ed a margini giusti, ma soprattutto per far rispettare i diritti faticosamente conquistati che non sono negoziabili.
“Terremo martedì 11 dicembre un’assemblea nella sede della Confcommercio di Vicenza – spiega Gastone Vicari, presidente provinciale della Figisc -, alla quale sono invitati tutti i gestori di impianti stradali di carburanti della provincia. Durante l’incontro discuteremo le motivazioni della protesta, in vista della manifestazione che si terrà il giorno dopo a Roma, ma rifletteremo anche sulla necessità di reagire in maniera compatta, con un’unica voce, alla situazione che stiamo vivendo come gestori. Oggi, più che mai, si corre il rischio di veder stravolto il nostro lavoro, di vederci sostituire dalle macchinette self o di continuare a lavorare con la stessa professionalità, ma a margini risibili in relazione all’impegno di tempo, risorse e capitali. Per questo dobbiamo far capire che noi ci siamo e ci vogliamo essere anche in futuro”. 
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