CONFCOMMERCIO online
venerdì 28 dicembre 2012

CESSIONE PRODOTTI ALIMENTARI, MODIFICATE LE DISPOSIZIONI SUL CONTRATTO

Dopo le sollecitazioni di Confcommerzio nazionale, semplicazioni all’articolo 62: la mancanza di elementi specifici non causa la nullità

Novità e semplificazioni per gli adempimenti a carico degli operatori del comparto food nella stesura dei contratti che riguardano la cessione di prodotti agricoli e alimentari. Le disposizioni previste all’articolo 62 del DL 1/2012, entrato in vigore lo scorso 24 ottobre, che imponevano l’obbligo di redigere il contratto scritto, sono state ora modificate, grazie anche alle richieste avanzate da Confcommercio.
Nel nuovo testo del Decreto Crescita bis (DL 179/2012 convertito nella Legge 221/2012), il legislatore ha infatti soppresso l’inciso del 1° comma dell’art. 62 che sanzionava, con la nullità del contratto, la mancata indicazione di elementi specifici come la durata, quantità e caratteristiche del prodotto venduto, prezzo, modalità di consegna e di pagamento.
L’eliminazione delle parole “a pena di nullità”, fermo restando l’obbligo di stipulare il contratto in forma scritta, toglie il carattere di “essenzialità” a questi elementi e, quindi, la loro eventuale mancata indicazione non potrà più essere causa di nullità.
Si ritiene comunque opportuno far presente che resta immutato l’impianto sanzionatorio della normativa sulla cessione di prodotti agricoli e alimentari che prevede, in caso di violazione degli obblighi (sia quelli relativi alla forma scritta, che quelli riguardanti gli elementi del contratto), una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 a 20.000, importi che dovranno essere determinati facendo riferimento al valore dei beni oggetto di cessione.

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