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L'ARTE DEL CIBO, IN UNA CENA AL MUSEO "LE CARCERI"

Venerdì 24 febbraio l'evento, curato dai ristoratori Confcommercio di Asiago, si svolge nell'ambito della mostra di stampe antiche "Un'arte senza tempo"

martedì 14 febbraio 2017

Dalle stampe antiche alla buona tavola di oggi. Si arricchisce di un nuovo appuntamento, curato dai Ristoratori della Confcommercio di Asiago, il programma di eventi collegati alla mostra “Un’arte senza tempo: la cucina e le sue tradizioni nelle stampe antiche dal XVI al XIX secolo”, che si svolge fino al 5 marzo al Museo Le Carceri di Asiago.
Venerdì 24 febbraio, dalle ore 20.00, gli chef del territorio saranno i protagonisti di una “Cena al Museo” nella quale si potrà gustare un menù d’eccezione, ispirato alle tradizioni enogastronomiche del territorio e non solo (vedi il menu completo sul sito ristoratoridivicenza.it). 
La cena (il cui costo è di 50 euro a persona), sta già riscuotendo molta curiosità e si può prenotare al n. 0424 462221.
Per chi non ha ancora visitato l'esposizione, la cena potrebbe essere dunque l’occasione giusta per unire cultura e buon cibo. “Un’arte senza tempo” è infatti organizzata dall’Amministrazione Comunale di Asiago (Assessorato al Turismo e alla Cultura), in collaborazione con Claudio Ceccato della Bottega delle Arti Stampe Antiche di Padova e l'Associazione Proloco Asiago e Sasso. Lo sguardo sul cibo è quello dell’arte incisoria che, come la pittura, si rivela sensibile alle tradizioni popolari e alle abitudini culinarie delle terre d’origine dei maestri incisori e in tal senso la mostra focalizza il rilevante ruolo ricoperto dal cibo e dalla sua raffigurazione nelle stampe antiche dal XVI al XIX secolo.  La scelta delle circa duecento stampe esposte, selezionate per la loro rarità e singolare curiosità, si basa su un criterio principalmente iconografico: il leitmotiv è il riferimento al cibo, alla sua preparazione e “al mangiare”.
L’allestimento sfrutta la struttura del museo – ex carcere adibito a sede espositiva – per creare numerose sezioni tematiche, ospitate all’interno delle celle del piano terra e del primo piano. Il visitatore viene guidato in un percorso che intende affermare che il “cibo è arte”, un’arte tramandata da generazione in generazione, nella coltivazione, nella pesca, nell’allevamento, nella viticultura, e che attraverso le testimonianze artistiche è perpetuata nel tempo, mantenendo vivo il ricordo di tradizioni, gusti e sapori passati.
La mostra si apre con le allegorie dei mesi e delle stagioni per evocare quelle abitudini di epoche ormai lontane sulle quali però ancora oggi si basa la cucina internazionale, affiancate dai più diffusi mestieri che contraddistinguono questo mondo raffigurati in alcune delle più celebri serie incisorie, quelle da Annibale Carracci e di Gaetano Zompini. In questo modo grande rilievo è posto a venditori e mercanti ambulanti e di strada, come fruttivendoli, macellai, fornai ecc. Una seconda sezione vede protagoniste le tavole imbandite, che trovano ampio spazio all’interno degli episodi evangelici dell’Ultima Cena o delle Nozze di Cana, o in raffigurazioni di ambito più popolaresco. A quest’ultimo tema sono dedicate due differenti sezioni, una più spostata verso l’interpretazione nordica della vita in osteria attraverso numerose incisione tratte dai dipinti di Tenier, un’altra ambientata in contesto italiano, soprattutto veneto, che mette in scena incisioni di Giovanni Volpato, Nicolò Cavalli, Francesco del Pedro raffiguranti scene di genere dal sapore fresco e familiare. L’esposizione si chiude con due sezioni dedicate una alla disciplina della caccia, l’altra a quelle stampe che, con estrema precisione scientifica ma con indiscutibile bellezza tecnica e cromatica, rappresentano specie animali e vegetali.  L’importanza di questa mostra risiede, oltre che nella familiarità del tema proposto, soprattutto nella possibilità di ammirare una selezione così accurata di incisioni originali, presentate per la loro bellezza e unicità.
Durante i mesi invernali di apertura della mostra si sono svolti numerosi eventi : visite guidate alla mostra, laboratori per bambini, aperitivi al Museo con incontri su temi specifici inerenti il cibo e la cucina, passeggiate guidate invernali ad Asiago e dintorni con tappe di degustazione di prodotti tipici. Tra questi, appunto, la cena dei Ristoratori altopianesi che si svolgerà il 24 febbraio. 

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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