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Un'immagine dell'Assemblea Ordinaria di Confcommercio Vicenza
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giovedì 30 novembre 2017

L'ASSEMBLEA DI CONFCOMMERCIO VICENZA HA ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO

Nella relazione del presidente Sergio Rebecca la necessità di puntare sull'innovazione digitale, di valorizzare il turismo e l'enogastronomia

Con l’elezione del nuovo Consiglio avvenuta mercoledì 29 novembre, al termine dell’Assemblea Ordinaria Annuale, si è avviata la prima fase di rinnovo cariche di Confcommercio Vicenza. Dopo la relazione del presidente Sergio Rebecca, l’Assemblea è stata chiamata ad esprimere il proprio voto. Dei 96 componenti l’Assemblea convocati erano presenti l’88,5% e lo spoglio dei voti ha portato all’elezione di un consiglio in larga parte rinnovato: 8 su 13 i nuovi consiglieri eletti. Questi i nomi : Lisa Bragagnolo, Paolo Dainese, Stefania Dal Maso, Filippo Galeazzo, Alberto Morato, Tiziana Nogara, Leonardo Opali, Roberto Pavan, Nicola Piccolo, Sergio Rebecca, Enrico Res, Massimo Stimamiglio, Eugenio Volpato.
Nei prossimi giorni si passerà alla “fase 2”, nella quale i consiglieri eleggeranno al loro interno la nuova Giunta di Confcommercio Vicenza, che sarà formata, come da Statuto, da 7 componenti, tra i quali il presidente e due vicepresidenti.
Momento centrale dell’Assemblea  è stata la relazione del presidente Sergio Rebecca, che ha annunciato la sua disponibilità a ricandidarsi alla guida dell’Associazione: “Mi è stato chiesto dal Consiglio uscente – ha detto - di mettere esperienza e conoscenza al servizio dei nuovi dirigenti, accompagnando la fase di rinnovamento dei vertici associativi”. Rebecca ha inoltre ringraziato tutti i dirigenti uscenti, a partire dal vice presidente vicario Paolo Chiarello e dal vice presidente Giuseppe Galvanin, oltre che gli altri colleghi di Giunta e di Consiglio.
Tornando alla relazione, il presidente Rebecca ha esordito citando i grandi e velocissimi cambiamenti in atto sul fronte delle innovazioni tecnologiche e digitali, della logistica, del sistema bancario. “In una parola – ha affermato -, in futuro il mondo e la vita saranno più smart e noi della community Confcommercio sapremo accompagnare le nostre aziende, dal più piccolo dettagliante sino alla grande impresa, fornendo certamente un forte supporto sindacale, ma anche saremo prodighi nel suggerire idee, percorsi formativi stimolanti, garantire servizi di qualità”.
Alla velocità di cambiamento nell’economia e nella società, il presidente Rebecca ha voluto contrapporre la lentezza della politica (“riteniamo essenziale che ritorni la politica, quella con la “P” maiuscola”, ha affermato) nell’affrontare il cammino delle riforme necessarie per sostenere e amplificare i piccoli “segnali di vitalità sul fronte economico”: eccesso di burocrazia, deficit di legalità, fragilità del sistema infrastrutturale a cui si aggiungono un fardello tributario e un costo del lavoro insostenibili sono, per Rebecca, tutti temi “che sembrano finiti dal tavolo della trattazione a sotto il tappeto”. Sul federalismo, però, ha aggiunto Rebecca “ci hanno pensato i veneti a far tornare la questione sulle prime pagine dei giornali votando compatti al referendum per l’Autonomia, dimostrando, così, quanto sia vivo il desiderio di democrazia, di essere consultati, di decidere il proprio futuro”. Una dimostrazione, questa, in controtendenza rispetto ad altre consultazioni dove emerge, invece, “il grido silenzioso di chi non vota”.
Tra tutte queste riforme essenziali, il presidente di Confcommercio Vicenza ha citato la più importante da affrontare subito, quella della semplificazione: “ecco la parola d’ordine che le nostre imprese vogliono sentire”.
In tal senso, per Rebecca, una via da seguire è quella di “investire in una credibile digitalizzazione per semplificare la vita a cittadini e imprese, accrescendo al tempo stesso la competitività”; un fronte quello dell’innovazione digitale, su cui anche le imprese del Terziario devono impegnarsi di più.
Un passaggio importante, poi, il presidente Rebecca lo ha dedicato al problema dell’illegalità diffusa, “che genera impunità” e all’assenza di regole e di giustizia “che può scavare la fossa al nostro futuro. L’impegno delle forze dell’ordine c’è tutto – ha aggiunto - a latitare è la certezza della pena. Tutto questo deve cambiare”.
Il presidente provinciale di Confcommercio ha quindi tracciato un quadro della situazione dei settori commercio, turismo e servizi in provincia, che nonostante alcuni dati positivi diffusi recentemente sull’economia vicentina, hanno registrato nel 2016 un calo dell’1,6% delle imprese, un trend negativo che continua anche nel 2017. Più incoraggianti i dati che provengono dalle Consulte del Terziario, l’indagine congiunturale della Confcommercio provinciale riferita al primo semestre 2017, “da cui risulta – ha affermato - il sostanziale calo delle aziende che si dichiarano in una situazione economica “non buona o pessima”, passate dal 40% del 2013 al 26% di oggi e la curva discendente dei fatturati che si sta lentamente arrestando, con un settore importante, come l’ingrosso, in lieve crescita. I trend, dunque, sono migliorati, ma ci troviamo sempre in un terreno instabile, che al primo scossone rischia di crollare”, ha ribadito.
Tra le vie di sviluppo da percorrere con decisione, secondo il presidente di Confcommercio Vicenza, c’è quella del turismo: “sviluppando appieno le sue potenzialità, la filiera turistica e dell’enogastronomia potrebbe dare un’iniezione di fiducia all’intero Paese e alla nostra provincia”. E poi le imprese devono puntare con decisione sull’innovazione: “Guardiamo con curiosità alle best practices, apriamoci al dialogo, facciamo rete” ha esortato Rebecca, invitando gli imprenditori a puntare ancor più sulla formazione per sfruttare le opportunità del digital marketing, per cambiare i modelli organizzativi e migliorare le lettura del mercato.
“Noi, come Associazione, siamo certi che questa è la via maestra – ha ribadito in chiusura il presidente Sergio Rebecca -: non dobbiamo perdere di vista la necessità di contribuire a modernizzare le imprese associate”. Un messaggio conclusivo, che indica già un programma di lavoro per il nuovo Consiglio e per la nuova Giunta.

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