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lunedì 21 maggio 2018

L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE: UN "TESORETTO" PER TROVARE LAVORO

Questo strumento punta a superare una logica di pura assistenza, per passare a politiche attive per il lavoro, aiutando la persona disoccupata a migliorare le possibilità di ricollocarsi

Superare una logica di pura assistenza per passare a politiche attive per il lavoro: questo principio trova applicazione nell'Assegno di Ricollocazione (AdR), uno strumento che aiuta la persona disoccupata a migliorare le possibilità di ricollocarsi. Al momento possono richiedere l'assegno i beneficiari di NASpI (indennità di disoccupazione) disoccupati da almeno quattro mesi. La platea dei potenziali destinatari è stata recentemente ampliata, coinvolgendo altre categorie quali i beneficiari del Reddito di Inclusione e i lavoratori coinvolti in crisi aziendali, anche se le modalità per la richiesta dell'assegno di ricollocazione da parte di queste ultime due categorie non sono ancora operative e saranno definite in una fase successiva.

L'assegno consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza intensiva alla ricerca di lavoro (centri per l'impiego, agenzie per il lavoro, enti formatori accreditati).

Il destinatario dell'assegno può scegliere liberamente l'ente da cui farsi assistere: il centro per l'Impiego, o l'operatore accreditato scelto, assegnerà un tutor che affiancherà la persona attraverso un programma personalizzato di ricerca intensiva per trovare nuove opportunità di impiego adatte al suo profilo.

L'importo dell'assegno viene riconosciuto non alla persona disoccupata, ma all'ente che fornisce il servizio di assistenza alla ricollocazione e solo se la persona titolare dell'assegno trova lavoro.

L'importo varia da un minimo di 250 euro ad un massimo di 5.000 euro, a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro e del grado di difficoltà per ricollocare la persona disoccupata.

Le tipologie di contratto per le quali si riconosce l'esito occupazionale sono il tempo indeterminato, compreso l'apprendistato, il tempo determinato, maggiore o uguale a 6 mesi (3 mesi per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

Si tratta di una prima misura di politica attiva del lavoro di livello nazionale coordinata da Anpal e gestita tramite la rete pubblico-privata dei servizi per il lavoro: a marzo 2017 è partita la sperimentazione dell'assegno per circa 30 mila persone scelte in maniera casuale dall'insieme dei potenziali destinatari.

Dallo scorso 14 maggio 2018 l'assegno di ricollocazione è entrato a regime per tutti gli aventi diritto.

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