CONFCOMMERCIO online
mercoledì 29 agosto 2018

IL DECRETO DIGNITA’ APRE “SPIRAGLI” NEL PERIODO TRANSITORIO

Introdotto con la conversione in legge, lascia aperta la possibilità di mantenere le vecchie regole sui contratti a termine in caso di riassunzioni

L’ultimo atto per il così detto “Decreto Dignità” è la pubblicazione, avvenuta nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale n. 186/2018, del testo definitivo della Legge n. 96 del 9 agosto 2018 di conversione.

La legge porta con sé, sinteticamente, questi provvedimenti

  • le modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, in tema di durata massima, di reintroduzione delle causali giustificative e di aumento della contribuzione aggiuntiva, con l’introduzione in sede di conversione di un periodo transitorio per l’applicazione delle disposizioni previgenti fino al 31 ottobre 2018
  • la revisione delle previsioni sulla somministrazione di lavoro a termine, con anche l’innalzamento al 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato, in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio 2018, dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato o con contratto di somministrazione a termine; 
  • la proroga per gli anni 2019 e 2020 dell’esonero contributivo relativo all’assunzione di giovani under 35
  • l’estensione dell’uso dei voucher per prestazioni occasionali nel settore agricolo e alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive fino a 8 dipendenti, con il limite temporale di 10 giorni di utilizzo; 
  • l’innalzamento dell’importo delle indennità da corrispondere nell’ipotesi di licenziamento ingiustificato
  • regole limitative della delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti di Stato.

Tutti provvedimenti, questi, di cui si è già parlato e che hanno sollevato non poche critiche da parte del mondo delle imprese, con Confcommercio nazionale in prima fila. Va da sé, però, che le aziende devono ora fare i conti volenti e nolenti con questa normativa e in questo senso è il caso di segnalare un aspetto da tenere fin da subito in considerazione: quello del periodo transitorio vigente per alcuni obblighi.

Attenzione al periodo transitorio

Una delle novità presenti nella legge di conversione è stato, infatti, l’inserimento di una norma transitoria. Vediamo quali sono, nel concreto, le tempistiche per rendere operative le novità previste,  in base al momento di stipula del contratto.

Applicazione  immediata Legge 96/2018

Dal 14 luglio 2018 sono vigenti i limiti imposti dal decreto Dignità esclusivamente per i nuovi  contratti a tempo determinato.Con ciò identificando i contratti a termine stipulati con lavoratori che non hanno mai avuto precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato. Con quello specifico datore di lavoro, ai sensi dell’articolo 19 e ss. del D.Lgs. n. 81/2015.

Stesso trattamento, vale a dire applicazione immediata delle nuove disposizioni legislative,  dovranno avere le proroghe ed i rinnovi, qualora il primo contratto a tempo determinato sia stato stipulato dal 14 luglio all’11 agosto 2018 (periodo compreso tra la vigenza del D.L. n. 87/2018 e la  pubblicazione in GU della legge n. 96/2018). 

Applicazione  ritardata  Legge 96/2018

Fino al 31 ottobre 2018 non si applicheranno i nuovi limiti ai rinnovi di precedenti contratti a tempo determinato e alle proroghe di contratti stipulati prima della vigenza del D.L. n. 87/2018 (14 luglio 2018). Infatti, come si diceva,  la legge di conversione ha previsto per questi contratti un periodo transitorio.

Ciò sta a significare che la riassunzione (sino al 31 ottobre 2018) di un ex lavoratore, assunto in un periodo precedente (anche lontano nel tempo) con un contratto a tempo determinato ordinario, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 19 e ss. del D.Lgs. n. 81/2015, potrà essere effettuata rispettando i vecchi limiti. Vale di dire:

- 36 mesi, quale durata massima complessiva dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro. 

- 5 proroghe, nell’arco dei complessivi 36 mesi a prescindere dal numero dei contratti a termine stipulati tra le parti;

- acausalità per la stipula dei contratti (cioè assenza di una specifica motivazione all’assunzione).

Una volta raggiunta la data del 1° novembre 2018, a tutti i contratti a tempo determinato da stipulare, e alle relative proroghe, dovranno essere applicate le nuove regole. Logicamente i contratti a termine stipulati antecedentemente a tale data e che prevedono un periodo che andrà oltre i 24 mesi (anche con la sommatoria di precedenti rapporti di lavoro a termine) potranno continuare sino a scadenza.

Data la complessità della materia, nel caso si intenda avvalersi del regime transitorio il consiglio è quello di rivolgersi all’Ufficio Sindacale di Confcommercio Vicenza (tel. 0444 964300), che potrà fornire una consulenza specifica in merito a questo e ad altri aspetti della norma.





Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico
BANDO
BANDO
NEWS IMPRESENEWS IMPRESE
Vedi tutte >
CERCHI UN RISTORANTE?

Bar - Pizzerie - Locali da ballo

CERCHI UN HOTEL?