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L'AZIENDA ITALIA TORNA IN RECESSIONE TECNICA
L'AZIENDA ITALIA TORNA IN RECESSIONE TECNICA
giovedì 31 gennaio 2019

L'AZIENDA ITALIA TORNA IN RECESSIONE TECNICA

Confcommercio: "Il reperimento di circa 23 miliardi di euro per disinnescare le clausole Iva diventa una sfida che il Governo deve assolutamente vincere"

fonte: Confcommercio nazionale

L'economia italiana nel quarto trimestre 2018 ha registrato una contrazione dello 0,2%. Lo comunica l'Istat in base ai dati provvisori. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. L'Italia è così entrata in recessione tecnica. Per quanto riguarda invece l'intero anno, il Pil ha registrato un aumento dell'1% in base ai dati trimestrali grezzi, in netta frenata rispetto all'1,6% del 2017. Il dato corretto per gli effetti di calendario mostra una crescita dello 0,8% (nel 2018 ci sono state 3 giornate lavorative in più rispetto al 2017).Le previsioni del governo per il 2018 si attestano all'1%.  Il dato pienamente confrontabile sarà però quello che l'Istat renderà noto il primo marzo, calcolato in modo più approfondito e con una diversa metodologia.

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Dopo la comunicazione ufficiale dell'Istat, non si è fatto attendere il commento della Confcommercio Nazionale. "La caduta della produzione industriale sembra avere prevalso sulla possibile tenuta dei consumi delle famiglie. Più che il passato, preoccupa il futuro: la combinazione dell'eredità contabile negativa per il 2019 con gli scarsi elementi di vitalità produttiva e la riduzione degli impulsi positivi provenienti dall'economia internazionale rendono più che concreti i rischi di una variazione del Pil molto al di sotto delle previsioni contenute nei documenti di finanza pubblica. Di conseguenza, il reperimento di circa 23 miliardi di euro per disinnescare le clausole Iva, che si attiverebbero dal primo gennaio 2020, diventa una sfida che il Governo deve assolutamente vincere: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio alle stime del Pil diffuse dall'Istat. "Infatti – prosegue la nota - allo stato attuale per ottenere una crescita attorno all'1% nell'anno appena iniziato, sarebbe necessaria una progressiva accelerazione che dovrebbe tradursi, in termini tendenziali, in una crescita prossima al 2,5% nell'ultimo trimestre, una performance che non sembra alla portata del sistema produttivo". In coerenza con questo quadro di recessione tecnica, l'occupazione ha smesso di crescere da aprile scorso e le forze di lavoro si sono ridotte di circa 150mila unità a dicembre rispetto al secondo quarto del 2018. Si conferma, nella comparazione internazionale, la vecchia regolarità che vede l'Italia muoversi a ritmi costantemente più deboli del resto dell'Europa (nel quarto trimestre del 2018 -0,2% contro +0,2%). La recessione, infine, potrebbe aver colpito in misura sensibilmente più profonda le aree tradizionalmente deboli del Paese, in particolare alcune regioni del Mezzogiorno.

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