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mercoledì 27 marzo 2019

HOME RESTAURANT, IL PUNTO SULLA NORMATIVA

Nessuna deroga al settore: per esercitare questa attività servono gli stessi requisiti di tutti i pubblici esercizi

Nessuna liberalizzazione per gli Home Restaurant: l’attività si può fare solo rispettando tutti i requisiti richiesti alle altre imprese della somministrazione. Lo ribadisce la Fipe Confcommercio Nazionale in una recente informativa che fa il punto sulla situazione normativa vigente. “Come si ricorderà – spiega la Federazione Italiana Pubblici Esercizi -, nelle scorse legislature sono state presentate alcune proposte di legge aventi ad oggetto la regolamentazione dell’attività di ristorazione in abitazione privata; le stesse, tuttavia, anche grazie all’intervento della Federazione, non hanno mai completato l’iter procedimentale per assumere il valore di Legge”.

Ne consegue che deve ritenersi vigente quanto più volte ribadito dal MISE (il Ministero dello Sviluppo Ecocomico), che qualifica tale attività economica quale “attività di somministrazione di alimenti e bevande, [che] può essere esercitata previo possesso dei requisiti di onorabilità nonché professionali ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e previa presentazione […] di una SCIA, qualora si svolga in zone non tutelate, o previa richiesta di un’autorizzazione, ove trattasi di attività svolta in zone tutelate” (Risoluzione Mise n. 493338/2017 – allegato 1). 

Fipe ricorda inoltre “che, in base a quanto più volte ribadito nelle Risoluzioni del Mise, l’attività di “Home Restaurant” continua ad essere classificata come attività imprenditoriale di somministrazione di alimenti e bevande e, dunque, può essere regolarmente esercitata solo nel rispetto delle specifiche prescrizioni previste per detta attività, perciò soggetta alla relativa disciplina commerciale, fiscale, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza”. Dunque: 

  • anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela; 
  • sebbene i clienti vengano trattati come “ospiti personali”, la fornitura di dette prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e, quindi, anche se eseguita con modalità innovative, l’attività rientra tra le attività economiche in senso proprio, rappresentata dalla fornitura del servizio di somministrazione di alimenti e bevande in cambio del pagamento di un prezzo”. 

La Federazione ricorda inoltre che sulla stessa linea si esprime anche la Giurisprudenza amministrativa. Gli Home Restaurant non hanno più l’evidenza mediatica degli inizi, è vero, ma la Federazione continua comunque a vigilare sugli eventuali sviluppi del fenomeno. 

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