CONFCOMMERCIO online
martedì 08 aprile 2003

SOLO CONTANTI PER LA BENZINA

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
La Figisc/Confcommercio di Vicenza aderisce alla protesta nazionale

Dal 9 all’11 e dal 16 al 22 aprile, Pasqua compresa, i distributori di carburante non accetteranno i sistemi di pagamento elettronici

Scatterà domani, mercoledì 9 aprile, e durerà fino a venerdì 11, la prima fase dello “sciopero dei bancomat e delle carte di credito” che i distributori di carburante metteranno in atto su tutto il territorio nazionale. Alla protesta aderisce anche la Figisc-Confcommercio vicentina.
Lo sciopero della moneta elettronica farà poi il bis dal 16 al 22 aprile, proprio durante la settimana di Pasqua, quando milioni di automobilisti faranno ricorso alle pompe di benzina.
Sotto accusa il caro-bancomat, ovvero il trattamento inaccettabile imposto alla categoria dal Co.ge.ban - l’ente che gestisce il sistema del Pagobancomat. Dal 1° gennaio 2003, infatti, tale ente ha modificato il costo del servizio fornito, pretendendo, su ogni transazione di pagamento elettronico, una commissione fissa di 23 centesimi di euro per ogni rifornimento, indipendentemente dalle quantità richieste, cui si aggiunge lo 0,0897 per cento sul valore dell’operazione, oltre alle spese bancarie, ai costi telefonici e al prezzo del noleggio del lettore POS.
Una decisione ritenuta inaccettabile dai benzinai, che hanno deciso di inscenare una nuova forma di protesta: per dieci giorni, nel mese di aprile, i pagamenti con carte di credito e bancomat non saranno più accettati. L’intenzione è dare un segnale forte sia alle banche che all’esecutivo, sensibilizzando anche l’opinione pubblica, visto che i benzinai chiederanno alla clientela di associarsi alla contestazione.
“Questi aumenti – spiega il presidente provinciale della Figisc-Confcommercio, Gastone Vicari – hanno ridotto drasticamente il margine lordo di guadagno degli operatori, creando non pochi problemi e rendendo antieconomico tale sistema di pagamento. Nel caso in cui le due tornate di chiusura non dovessero sortire alcun effetto – conclude Vicari – valuteremo se passare alle maniere forti: potremmo disdire in massa tutti i contratti con gli istituti di credito e con gli enti di gestione delle carte. Certo, creeremmo un disservizio e metteremmo una barriera al sistema di pagamento del futuro, ma noi gestori, se andiamo avanti così, un futuro non ce l’abbiamo comunque”.


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