CONFCOMMERCIO online
martedì 17 giugno 2003

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Piace alla Confcommercio vicentina il decreto che accoglie la legge Biagi. “La regolarizzazione del lavoro “occasionale” è stata anche una nostra proposta”.

Il Governo conta di varare definitivamente la riforma del lavoro entro la fine di luglio, dopo il confronto con le Regioni e le parti sociali, e il parere delle commissioni parlamentari, ma già il testo approvato nei giorni scorsi dal Senato raccoglie commenti positivi da parte della Confcommercio di Vicenza.
“Le soluzioni previste nel decreto, che trasforma in legge dello Stato il contenuto della riforma Biagi, – dice il direttore Andrea Gallo - rispondono alle attuali, forti esigenze del mondo del lavoro, ovvero di flessibilità e di normare le fattispecie occupazionali che di fatto esistono e che, per loro natura non trovano, né possono trovare, un soddisfacente inquadramento nelle tradizionali forme finora individuate e disciplinate dalla vigente normativa. E questo senza insidiare i capisaldi delle conquiste sociali ad oggi realizzate e che fanno ormai parte della coscienza civile del Paese. La legge delinea infatti un nuovo telaio di tutela per chi è fuori dalla contrattazione, ovvero i collaboratori coordinati e continuativi o occasionali, e contiene tutta una serie di provvedimenti che vanno dalla riforma del collocamento al lavoro alla formazione lungo tutto l’arco della vita lavorativa, da nuove regole per l’apprendistato e il part-time alle altre tutele e opportunità per l’adattamento reciproco tra il lavoratore e l’impresa. Di questa riforma apprezziamo, inoltre, il fatto che il ruolo degli enti bilaterali, quali sedi negoziali privilegiate per coniugare esigenze di giustizia sociale ed esigenze di competitività delle imprese, risulti alquanto valorizzato. Sull’applicazione delle innovazioni contenute nella riforma molto influiranno gli esiti della contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale: anche in tal senso l’attività degli enti bilaterali sarà di primo piano”.
Un altro punto del provvedimento che interessa in modo particolare l’Associazione del commercio, del turismo e dei servizi di Vicenza è quello che riguarda il cosiddetto lavoro “occasionale”, per il quale il Governo ha in mente la regolarizzazione tramite il nuovo contratto di somministrazione di lavoro, il lavoro per un determinato progetto, i buoni prepagati da consegnare al prestatore di lavoro.
“Senza dubbio tale riforma – commenta il direttore Gallo – ha il pregio di non puntare alla flessibilità del lavoro fine a sé stessa, ma di far transitare nell’area del lavoro regolare quei lavoratori che per vari motivi ora “stagnano nel sommerso”. Attualmente, come ho già detto, esistono necessità delle imprese, e conseguenti offerte di lavoro, che non trovano inquadramento nei tradizionali rapporti di lavoro.
Mi riferisco, guardando in particolare al settore commercio, turismo e servizi, al servizio ai tavoli nei pubblici esercizi nei giorni festivi, al confezionamento e alla consegna dei pacchetti durante le festività, alla vendemmia nelle piccole aziende agricole, all’assistenza domiciliare ai bambini e agli anziani, ai lavori domestici di carattere straordinario e così via. In pratica a tutta una serie di lavori che possono occupare generalmente gli studenti, le casalinghe, i pensionati o i disoccupati. Per tali attività è difficoltoso e frenante per il richiedente la prestazione sottostare compiutamente alle normative inerenti il lavoro subordinato o autonomo, poiché gli adempimenti burocratici connessi con tali attività lavorative, sono tali e tanti da apparire del tutto sproporzionati alla brevità e alla occasionalità delle prestazioni richieste e alla modesta entità del corrispettivo di tali prestazioni”.
“Va poi sottolineato – continua il direttore Gallo - come il provvedimento ricalchi, per quanto riguarda tali fattispecie, le proposte avanzate dalla nostra associazione nei vari incontri con gli esponenti politici, al fine di dare soluzioni fattibili alle imprese che intendono avvalersi di prestazioni occasionali con carattere “accessorio”. Abbiamo sempre sostenuto, infatti, che questa fosse la strada da percorre per arrivare a facilitare e incrementare l’occupazione, favorire l’emersione del “lavoro nero”, contrastare l’evasione ed elusione fiscale e contributiva e corrispondere a reali esigenze di taluni settori economico-produttivi. Tuttavia, a nostro avviso, una correzione auspicabile alle disposizioni previste, è quella di elevare i limiti temporali di impiego, previsti ad oggi non superiori a 30 giorni per anno solare, come pure di innalzare il limite del compenso annuo, oggi contenuto in 5.000 Euro, e ciò per poter essere maggiormente aderenti alla realtà che tali prestazioni comportano”.

Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico