CONFCOMMERCIO online
lunedì 28 luglio 2003

BENZINAI: CONFERMATA LA PROTESTA

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Dopo l’incontro inconcludente tenutosi ieri presso il Ministero delle Attività Produttive, alla presenza del Sottosegretario, on. Dell’Elce, con i rappresentanti di Cogeban ed ABI, esce confermata con determinazione l’iniziativa di protesta dei benzinai, che su tutta la rete distributiva italiana, sia della viabilità ordinaria, che di quella autostradale, sospenderanno dalle ore 24.00 di oggi 25 luglio, a tempo indeterminato, l’accettazione dei bancomat e delle carte di credito.
I gestori di impianti di carburanti della provincia di Vicenza che aderiscono alla protesta sono circa 300, per cui anche nel Vicentino, il rifornimento alle pompe di benzina potrà essere fatto quasi esclusivamente in contanti. Saranno infatti accettate solo la American Express e la Carta SI’ in ragione dell’impegno assunto dagli Istituti emettitori di tali carte di credito di lasciare inalterata la commissione esistente e di intervenire direttamente presso le banche che dovessero surrettiziamente, a qualsiasi titolo, portare degli aumenti alle condizioni applicate.
“La protesta verrà attuata in maniera unitaria e decisa da tutti i gestori – spiega il presidente provinciale della Figisc-Confcommercio Gastone Vicari – a difesa dei propri legittimi interessi, nei confronti del sistema bancario che, contando su una posizione di forza e dominante, vuole imporre condizioni sulle transazioni con bancomat e carte di credito che assorbono gran parte del margine di guadagno del gestore”.
“Anche a livello locale – precisa Vicari - sono iniziate le prime disdette delle banche dei contratti in essere, accompagnate dalla richiesta di sottoscrizione di nuovi accordi con l’aggiornamento al rialzo dei costi del servizio, ma il fenomeno rimane ancora limitato a pochi casi. Resta il fatto che qualche Istituto bancario già comincia a pretendere una cifra fissa per ogni pagamento con bancomat che arriva a 0,29 euro, circa 561 delle vecchie lire, più una percentuale sul totale della transazione. Se si tiene conto poi che a tali costi fissi il gestore deve aggiungere le spese bancarie e telefoniche, più il costo del noleggio dell’apparecchiatura POS, è evidente che la sommatoria dei balzelli finisce per annullare quasi totalmente il suo guadagno sul rifornimento di carburante.


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Non possiamo, quindi, continuare ad accettare che i nostri margini siano tagliati a favore delle banche, che, peraltro, sulle carte di credito oltre a pretendere commissioni che arrivano fino all’1,70% sul transato, incassano da ogni singolo possessore di carta, anche una cifra fissa di circa 77 eurocent (1.500 vecchie Lire). La situazione, ripeto, è insostenibile e la protesta andrà avanti ad oltranza finché non sarà data al problema una soluzione accettabile”.
“Tale iniziativa di protesta – conclude il presidente dei gestori vicentini- creerà, nostro malgrado, un certo disagio agli automobilisti, ma vuole essere l’ultimo tentativo per evitare di trasferire a tutti i consumatori, ritoccando al rialzo i prezzi dei carburanti, gli oneri che derivano da questa assurda situazione”..


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