CONFCOMMERCIO online
giovedì 02 ottobre 2003

UN PANINO LUNGO UN CHILOMETRO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Lo hanno preparato, per beneficenza, i panificatori del mandamento di Schio, in occasione della presentazione ufficiale del Famila Basket avvenuta il 28 settembre
Domenica 28 settembre due importanti manifestazioni hanno riempito le piazze di Schio, si è trattato della “Prima Estemporanea di Pittura” e del “Panino più lungo del Mondo”.
Con l’estemporanea di pittura, proposta dall’associazione culturale Arte Castelli di Montecchio Maggiore, il centro è stato occupato da una quarantina di gazebo, in cui altrettanti artisti hanno esposto le loro opere. La manifestazione era promossa dall’Associazione Commercianti, sotto l’egida del logo “Vivi il centro”.
La stessa domenica ha visto il ritorno sulla scena del “Panino più lungo del mondo”, organizzato dal Famila Basket per promuovere la stagione cestistica 2003 – 2004. E proprio per raggiungere questo autentico “guiness”, Famila ha chiesto la collaborazione dei panificatori dell’Ascom, che hanno sfornato per l’occasione 2800 baguette di pane per 1.012 metri di lunghezza e ciò nonostante la giornata sia stata caratterizzata dall’oramai famoso black-out che ha oscurato tutta l’Italia.. La nuova edizione del “Panino più lungo del Mondo” ha goduto peraltro di una ghiotta particolarità: ad infarcire l’interminabile filone non sono stati gli insaccati tipici del territorio, ma la Nutella, che era disponibile in quantità industriale. Nell’occasione è stata presentata la squadra del Famila basket femminile. Uno dei principali protagonisti è stato però il pane. Ed allora chiediamo al capocategoria mandamentale Carlo Regretti come ha preparato l’evento. “Sono stati una decina i panificatori che hanno partecipato a questo simpatico momento – afferma - Il pane, più di 5 quintali, è stato tutto sfornato fresco la domenica mattina. E’ stata una manifestazione di stampo popolare, come da tradizione – spiega Regretti - con la differenza che la Nutella ci ha consentito di attirare il pubblico giovane, che le altre volte latitava, meno propenso a rimpinzarsi di sopressa. Ma ciò che è più importante e che ci ha ripagato della fatica fatta in una giornata solitamente dedicata al riposo- conclude Carlo Regretti - è stata la possibilità di devolvere in beneficenza il ricavato delle offerte spontanee. E’ bastato questo a motivarci. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che i panificatori del mandamento scendono in piazza, e lavorano di festa, per cause nobili”.

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