CONFCOMMERCIO online
venerdì 06 settembre 2002

SANATORIA PER LAVORATORI EXTRACOMUNITARI IRREGOLARI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
La Confcommercio invita i datori di lavoro a regolarizzare le posizioni e mette a disposizione i propri uffici per l’espletamento delle pratiche

Entrerà in vigore il prossimo 10 settembre la legge di modifica della normativa in materia di immigrazione e di asilo, in base alla quale è possibile procedere alla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari addetti al lavoro domestico o all’assistenza di familiari affetti da patologie o handicap. Per gli altri lavoratori subordinari extracomunitari in genere si dovrà attendere la pubblicazione da parte del Governo di un analogo provvedimento.
Dal 10 settembre, quindi, scatteranno i 30 giorni (60 giorni per colf e badanti) utili per denunciare l’esistenza del rapporto di lavoro alla Prefettura, mediante presentazione della dichiarazione di emersione. I plichi contenenti gli stampati sono disponibili oltre che negli uffici postali, anche presso la sede di via Faccio 38 della Confcommercio di Vicenza, dove sarà inoltre possibile avvalersi di personale qualificato per l’espletazione della pratica.
La stessa Associazione ritiene utile sottolineare la valenza dell’opportunità offerta ai datori di lavoro di regolarizzare la propria posizione, in quanto il provvedimento di sanatoria prevede la non punibilità per le violazioni delle norme relative al soggiorno e al lavoro dei clandestini, oltre che per quelle di carattere finanziario.
Condizione fondamentale per potersi avvalere del provvedimento di sanatoria è che il datore di lavoro abbia fatto ricorso a collaboratori domestici, badanti o di operai, braccianti, impiegati, ovvero di lavoratori subordinati extracomunitari privi dell’apposito permesso di soggiorno, nei 3 mesi precedenti la data di entrata in vigore della legge in esame.
Non possono invece essere regolarizzati: i lavoratori extracomunitari nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; i lavoratori extracomunitari che risultino segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato; i lavoratori extracomunitari che risultino denunciati per reati gravi, salvo che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilità dell’interessato, ovvero risultino destinatari dell’applicazione di una misura di prevenzione, salvi in ogni caso gli effetti della riabilitazione.
La dichiarazione di emersione deve essere presentata dal richiedente, a proprie spese, agli uffici postali. Per quanto concerne la data, farà fede il timbro dell’ufficio postale accettante.
Alla dichiarazione di emersione devono inoltre essere allegati: l’attestato di pagamento di un contributo forfettario; la copia di impegno a stipulare con il prestatore d’opera il contratto di soggiorno; la certificazione medica della patologia o handicap del componente la famiglia alla cui assistenza è destinato il lavoratore. Tale certificazione non è ovviamente necessaria qualora il lavoratore extracomunitario sia adibito al lavoro domestico o ad un lavoro subordinato in azienda.
Dopo la verifica da parte della Prefettura dell’ammissibilità della dichiarazione e da parte della Questura di eventuali motivi ostativi all’eventuale rilascio del permesso di soggiorno, le parti verranno invitate a presentarsi in Prefettura per stipulare il contratto di soggiorno nelle forme previste dalla legge e alle condizioni contenute nella dichiarazione di emersione, nonché per il contestuale rilascio del permesso di soggiorno della durata di un anno.
L’ufficio sindacale della Confcommercio di Vicenza, al quale ci si può rivolgere per ulteriori chiarimenti e assistenza per la predisposizione della documentazione, raccomanda ai datori di lavoro, che intendono avvalersi della sanatoria, di procurarsi cautelarmente fin d’ora, la certificazione di idoneità abitativa (rilasciata dal comune) dell’alloggio occupato dal lavoratore, copia dei documenti utili ad attestare l’identità personale del lavoratore; nel caso di badanti, la certificazione medica attestante lo stato di salute del componente del nucleo familiare che necessita di assistenza: questo al fine di accelerare i tempi necessari all’espletamento della pratica.




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