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mercoledì 06 febbraio 2002

GIOVEDI’ A CENA IN CENTRO: SERATE ENOGASTRONOMICHE D’ECCEZIONE PER VICENTINI E TURISTI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
I piatti della tradizione e i sapori di un tempo presentati dai Ristoratori del Centro Storico
La rassegna prenderà il via il prossimo 21 febbraio

In centro si mangia bene. Eccome. Non solo, ma si possono gustare i piatti della tradizione e i sapori del tempo. Quattro ristoratori che hanno i locali nel cuore di Vicenza partono piatti in resta e propongono serate d’eccezione all’insegna delle più note e rinomate specialità gastronomiche di casa nostra. Destinatari di questa speciale offerta da consumare a tavola fra architetture palladiane e atmosfere di un ambiente che l’Unesco ha inserito nel patrimonio dell’umanità sono sia i vicentini che i turisti, stanziali e forestieri alla scoperta del tessuto più nobile della città. Riparte così una rassegna lanciata con successo nel ‘99 da un “pool” che comprende i ristoranti “Al Pestello”, “Il Vecchio Borgo”, il “Ponte delle Bele”, nonchè la Trattoria Veneta “Al Cervo”. E il canovaccio sarà quello già collaudato negli anni scorsi. “I giovedì a cena in centro storico” si snoderanno a cadenza settimanale, sui ritmi stagionali di un calendario, da febbraio a novembre, che riserverà grande attenzione a quattro periodi: la Quaresima, la primavera, l’inizio dell’autunno e l’autunno inoltrato. Tutto questo per presentare i piatti più tipici e rinomati della tradizione culinaria vicentina, per far scoprire o riscoprire cioè le fragranze, i profumi e, appunto, i preziosi e ineguagliabili sapori delle erbette spontanee, degli asparagi, dei piselli, del tartufo, del pesce d’acqua dolce, ma anche di funghi, lumache e dell’immancabile baccalà. E con una sorpresa in più. Ogni serata sarà infatti a tema. Non solo la tavola, ma anche l’arte, la letteratura e la stessa arte della cucina, abbinando piatti e pietanze alla cultura. Il 21 febbraio, giorno dell’esordio, ad esempio, al Ponte delle Bele si parlerà di “cento modi di dire canederli”, il 28 al “Vecchio Borgo” si disserterà di “porco maiale !!”, il 7 marzo “Al Pestello” protagonista sarà “il pesce d’acqua dolce”, e il 14 “Al Cervo” si replicherà svelando tutti i segreti delle “erbe spontanee e aromatiche dei colli Berici”. Come dire: fra leccornie da re e dolci conversari.
Alla presentazione di oggi nella sede della Confcommercio provinciale della terza edizione di queste serate speciali c‘erano il Presidente della Sezione 1 Centro Storico dell’Ascom Luciano Pozzan e il noto enogastronomo Alfredo Pelle, nonché i quattro titolari del “Gruppo Ristoratori del Centro Storico di Vicenza”, nato proprio allo scopo di risvegliare l’interesse degli amanti della buona tavola per i locali nascosti nelle vie più caratteristiche della città del Palladio e per smentire, cimentandosi con talento sia nelle ricette classiche che in nuove interpretazioni, il luogo comune che vorrebbe il centro storico povero di punti di ritrovo oltre che di idee in grado di coinvolgere residenti e visitatori.
A fare da apripista a questo vero e proprio festival gastronomico-culturale sono state alcune iniziative messe in atto dai quattro bravi e appassionati chef già nel corso del 2001. A settembre si è iniziato con “Baccalà nel mondo”, sorta di confronto tra la ricetta considerata vicentina per eccellenza e la ricerca di un abbinamento con i migliori vini provenienti anche dall’estero. E ciò pure per confermare l’appartenenza dei locali del Gruppo del Centro Storico al circuito dei Ristoranti del Baccalà, l’associazione che mira a salvaguardare e a diffondere questo piatto storico. Mentre a dicembre, in sintonia con il corposo calendario presentato dall’amministrazione comunale in vista delle festività natalizie, i gestori di questi ristoranti, solitamente chiusi la domenica, avevano deciso di tenere aperto, a turno, uno dei locali, così da garantire sempre un servizio di qualità.
Il “Ponte delle Bele”, “Il Vecchio Borgo”, “Al Pestello” e la Trattoria Veneta “Al Cervo” sono tutti aderenti all’Associazione provinciale pubblici esercizi - FIPE Confcommercio, che ha lavorato al fianco dei titolari fornendo assistenza e coordinando l’attività del gruppo, che non intende limitarsi ai quattro fondatori, ma, anzi, invita e incoraggia altri ristoratori a seguire la strada intrapresa. L’unico limite imposto sarà il rispetto di alcune regole basilari, quali il servizio accurato ai tavoli, la qualità dei prodotti offerti alla clientela, l’esperienza e via dicendo, così da garantire uno standard elevato dei momenti conviviali.
Per l’immediato futuro il “Gruppo Ristoratori del Centro Storico di Vicenza” si è, inoltre, dichiarato favorevole a sposare le eventuali iniziative messe in campo tanto dagli amministratori pubblici quanti da altri enti o gruppi animati dalla stessa volontà di rilanciare il cuore della città. Tra le idee che potrebbero avere un seguito, se accolte da diversi partners, quella di creare un itinerario gastronomico-culturale con visite ai musei o ai palazzi storici del centro, alternate a soste dedicate all’assaggio dei piatti locali nei quattro ristoranti. Oppure l’offerta di pacchetti turistici che prevedano visite guidate, magari anche in provincia, con una conclusione particolarmente suggestiva e romantica: una cena a lume di candela in pieno centro storico. Tutte ancora idee, ma che denotano la vocazione turistica dei locali, ognuno dei quali si presenta con un corredo di proposte di menù, abbinate ai relativi prezzi, ben esposti all’ingresso, come avviene nelle maggiori città.
Insomma, consci della fortuna di operare nel salotto buono della città, i quattro ristoratori del centro si apprestano a prendere nuovamente per la gola vicentini e turisti con una gamma di ricette magari semplici ma ricche di storia e appunto degli irresistibili sapori di un tempo, per far rivivere un’arte che ha radici lontane. Un ultimo dettaglio: ogni menù sarà accompagnato dai vini vicentini doc e la presentazione verrà fatta in dialetto, così da aggiungere una simpatica nota di genuino folclore a serate, come detto, già di per sé speciali.

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