CONFCOMMERCIO online
martedì 08 gennaio 2002

SCONTRINI, DOPPI PREZZI, RESTI E ASSEGNI: QUALCHE INTOPPO, MA LA PRATICA E’ IL MIGLIOR RIMEDIO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Saranno la pratica quotidiana e l’utilizzo in costante aumento degli euro i modi migliori per eliminare, con il trascorrere dei giorni, i dubbi e gli errori legati all’introduzione della nuova moneta.
Nel frattempo, però, qualche intoppo ancora si registra nella gestione giornaliera delle operazioni di compravendita. Così succede che il commerciante, non certo con cattive intenzioni, ma magari sopra pensiero, digiti l’importo dovuto dal cliente senza inserire la virgola, oppure, abituato al meccanismo delle lire, aggiungendo qualche zero in più.
“Niente di irrimediabile – spiegano i funzionari della Confcommercio provinciale, addetti a rispondere ai quesiti posti dagli operatori alle prese con la doppia valuta, i resti, gli arrotondamenti e con i mille dubbi dei consumatori – . Se lo scontrino fiscale è stato emesso in maniera errata, le soluzioni da adottare sono diverse a seconda della situazione: nel caso in cui l’operazione non sia stata ancora terminata e lo scontrino non sia stato stampato, è sufficiente annullarla; se, invece, lo scontrino è già stato stampato e staccato dalla macchina, è necessario trattenerlo, annullarlo e fare un’annotazione sul retro dello scontrino di chiusura giornaliera; nel caso in cui lo scontrino sia già stato consegnato al cliente occorre fare un’annotazione sul retro dello scontrino di chiusura giornaliera riportando, nel registro dei corrispettivi, una idonea annotazione della rettifica effettuata. Si evitano, così, contestazioni inutili, facendo anche in modo che i conti tornino corretti a fine giornata. L’importante, poi, è che le singole voci del conto e il totale riportati sullo scontrino fiscale siano espressi in euro, mentre potrà anche essere indicato, a discrezione del commerciante, l’ammontare in lire”.
Tra gli altri quesiti che gli addetti al commercio, ma anche i comuni cittadini, rivolgono ogni giorno agli esperti dell’Ascom incaricati di rispondere al numero verde euro (800 00.43.00), a ricorrere con maggiore frequenza sono i dubbi relativi alle emissioni delle fatture e dei documenti contabili (non possono essere fatte in lire dal 1° gennaio 2002) e alla corretta modalità di esposizione dei cartellini dei prezzi (solo l’indicazione in euro è obbligatoria; quella in lire è facoltativa, tranne per i commercianti che hanno aderito al protocollo eurologo).
Quanto ai resti, da ricordare come, per tutto il periodo transitorio, non sia fondamentale, per quanto consigliato, darli nella nuova valuta; mentre i negozianti potranno, se vorranno, accettare i pagamenti in lire anche dopo il 28 febbraio, decidendo di farsi carico della conversione agli sportelli della Banca d’Italia, operazione che potrà essere effettuata gratuitamente per dieci anni a partire dal 1° marzo 2002. E gli assegni? Vietato staccarne in lire già dall’inizio dell’anno, mentre è possibile incassarne, purchè espressi in euro, anche se provenienti da altri Paesi aderenti alla moneta unica.
Sarà, comunque, al di là di una puntuale consulenza da parte degli esperti, la pratica quotidiana la migliore arma a disposizione dei negozianti per evitare qualsiasi errore. E quando le lire andranno definitivamente in pensione anche i dubbi e le incertezze spariranno con le vecchie banconote.

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