CONFCOMMERCIO online
giovedì 21 marzo 2002

ABROGATA ANCHE L’IMPOSTA DELLE INSEGNE SUI VEICOLI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
L’esonero del pagamento dell’imposta di pubblicità sulle insegne di esercizio aventi superficie fino a cinque metri quadrati è stato esteso anche alle scritte sui veicoli contenenti la denominazione commerciale e l’indirizzo della ditta.
L’esenzione riguarda le scritte poste sui veicoli utilizzati per il trasporto di merci, per cui le scritte identificative dell’impresa riportate sui veicoli immatricolati per il trasporto di persone non dovrebbero poter beneficiare dell’esonero dall’imposta.
Diversamente dall’esenzione sulle insegne di esercizio introdotta dalla legge finanziaria 2002, l’esenzione per le insegne sui veicoli stabilita dalla legge 16/2002 di convenzione del decreto legge 452/2001, non pone limiti di dimensione delle scritte e di numero delle stesse. A quest’ultimo riguardo va infatti ricordato che l’art. 13 del decreto legislativo 507/93 esonerava dal pagamento dell’imposta solo le iscrizioni del marchio e dell’indirizzo delle imprese purchè apposte non più di due volte e ciascuna iscrizione non fosse di superficie superiore a mezzo metro quadrato.
Si conclude così il progetto governativo di abolizione dell’imposta di pubblicità sulle insegne, fisse o mobili, atte all’individuazione delle imprese, che tanto ha impegnato anche la Confcommercio di Vicenza.
Il direttore Andrea Gallo ricorda che con lettere del 17 gennaio e 6 febbraio scorsi, inviate a tutti i Sindaci della Provincia, sono state fornite indicazioni e richiesti chiarimenti urgenti in ordine al differimento dei termini di pagamento del tributo qualora dovuto, all’interpretazione da dare al concetto di “franchigia” dei cinque metri e ai criteri distintivi delle diverse tipologie di pubblicità e insegna, fino al 31/12/2001 irrilevante perché entrambe assoggettate alla medesima imposta.
Con questo ultimo provvedimento molto è stato risolto positivamente. Rimane il rammarico – conclude il direttore Andrea Gallo – che è rimasta finora inascoltata la richiesta fatta dall’Ascom ai Comuni di esonerare (avendone facoltà) dall’imposta anche le superfici superiori ai cinque metri quadrati.
Un tale gesto, a basso costo per gli Enti locali poiché la stragrande maggioranza delle insegne è sotto i cinque metri, assumerebbe il significato di una nuova attenzione dei Comuni verso le imprese, sempre in lotta per mantenere competitività e ancora alle prese con gli effetti globali scaturiti dagli attentati alle “Twin Towers”.

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