CONFCOMMERCIO online
mercoledì 17 aprile 2002

CORTEI IN CENTRO STORICO IL SABATO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
L’Ascom chiede un incontro con Il Sindaco ed il Prefetto. Il presidente della Delegazione di Vicenza Luciano Pozzan: “Studiamo una soluzione che coniughi la libertà di manifestare con la necessità di salvaguardare il diritto dei negozianti di poter lavorare”

Convivere e fare i conti con le continue manifestazioni che di sabato occupano le strade del centro storico non è una prospettiva accettabile per i negozianti e per gli operatori dei pubblici esercizi che nel cuore di Vicenza hanno la loro attività.
Lo dimostrano le innumerevoli telefonate di protesta che sono giunte alla sede provinciale della Confcommercio nelle ultime settimane. Il leitmotiv è sempre lo stesso: perché i cortei si fanno di sabato pomeriggio e perché sempre in Corso Palladio e dintorni? Domanda a cui se ne aggiunge subito un’altra: quale logica c’è nel consentire ai negozi di tenere aperto alcune domeniche, se poi la gente non può raggiungere il centro storico perché le strade diventano percorsi sportivi e come tali inaccessibili, così come inaccessibili diventano alcuni parcheggi circostanti? Naturalmente queste domande lasciano intendere che il danno economico dovuto alla diminuzione della clientela che evita lo shopping di fine settimana è piuttosto rilevante.
Portavoce della preoccupazione e del disagio degli operatori commerciali della zona è il presidente della delegazione Ascom di Vicenza, Luciano Pozzan: “E’ necessario porre un freno a questa situazione che allontana la gente dal centro e che di fatto innesca il pericolo di snaturare la vocazione commerciale della zona. Non si può far finta che il problema non ci sia. E’ ovvio che la clientela per evitare qualsiasi disagio, dal rischio di essere coinvolta in qualche tafferuglio al fatto di non condividere i motivi della manifestazione, oppure di non poter passeggiare tranquillamente in centro o di trovare ancor più difficoltà di parcheggio, in centro non ci va e sceglie altre mete per effettuare i propri acquisti. Le conseguenze sono un evidente danno economico per i negozianti e gli esercenti e - ed è quel che più preoccupa - una lenta ma continua disaffezione al cuore della città da parte delle famiglie, dei pensionati, da parte della gente che considera il centro storico come il “salotto buono” di Vicenza. Non è quindi possibile trascurare la situazione e lasciare che i problemi ben noti del centro storico diventino irreversibili”.
La questione non va sottovalutata, dice l’Ascom, anche perché va a sommarsi ad una congiuntura economica già di per sé critica a causa di un generalizzato calo dei consumi.
E per esaminare assieme le possibilità di soluzione del problema, l’Ascom ha richiesto al sindaco Enrico Hullweck e al prefetto Angelo Tranfaglia un incontro urgente. “Nessuno discute sul fatto che quello di manifestare sia un diritto sacrosanto e da salvaguardare – dichiara il direttore dell’Ascom di Vicenza, Andrea Gallo –, ma è altrettanto evidente che tali iniziative causano un danno non indifferente a quanti svolgono la propria attività nel cuore della città. Per di più, credo debba essere altrettanto tutelato il diritto di tutti di potersi recare in centro storico, di fare l’abituale passeggiata al sabato, di girare tranquillamente per le strade senza avere la preoccupazione di essere coinvolti in cortei con i quali non si vuol avere nulla a che fare. Per questo chiediamo all’Amministrazione di pensare ad una regolamentazione sulla disciplina degli spazi e dei tempi per tutte le manifestazioni in città. Crediamo sia giusto individuare altri percorsi per i cortei, non necessariamente nel centro storico e riteniamo sia altrettanto ragionevole prevedere che le varie iniziative, che richiedono le vie e le piazze centrali, perché queste sono indubbiamente i luoghi di maggior richiamo per il pubblico, debbano comunque essere organizzate tenendo conto delle esigenze di chi ha l’attività in centro storico e che chiede di essere in qualche modo tutelato per dare garanzia di continuità al proprio lavoro”.

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