CONFCOMMERCIO online
lunedì 24 settembre 2001

PASSAGGIO ALL’EURO: IL COMMERCIO ACCELERA IL PASSO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Lo rivela la seconda indagine svolta dall’Ister-Confcommercio sul livello di adeguamento delle imprese vicentine alla nuova moneta unica

Hanno prenotato i kit di monete in euro, aperto i conti correnti bancari nella nuova valuta, adottato sistemi di pagamento alternativi ai contanti, come il bancomat e la carta di credito, adeguato i registratori di cassa e i sistemi informatici, addestrato il personale facendolo partecipare ai corsi di formazione e di aggiornamento sulla moneta unica. Tutto in vista dell’arrivo dell’euro, preoccupati all’idea di farsi trovare impreparati alla fatidica data del 1° gennaio 2002, quando le lire, un po’ alla volta, spariranno dai portafogli degli italiani, soppianti dalle nuove banconote.
I commercianti del vicentino, intervistati nell’ambito della seconda indagine svolta dall’Ister (l’Istituto per il terziario della Confcommercio provinciale), su incarico dell’Ascom e con il sostegno della Camera di Commercio vicentina, in materia di adeguamento all’euro delle imprese locali, hanno migliorato nettamente la propria posizione nei confronti della nuova valuta, rispetto a quanto accertato all’inizio dell’estate.
Tra i settori nei quali è stato apportato il maggior numero di modifiche, attrezzando l’area per il passaggio all’euro, senza dubbio ci sono quello amministrativo (passato dal 53 al 75 per cento), il finanziario (dal 37 al 61 per cento), il commerciale (dal 53 al 77 per cento), l’organizzativo (dal 53 al 77 per cento), quello della formazione del personale (dal 41 al 63 per cento) e l’area informatica (balzata dal 41 al 65 per cento). Solo in ambito legale continua a prevalere il segno negativo, con oltre il 59 per cento delle aziende che non hanno adottato alcuno provvedimento.
“Un ottimo risultato, se si pensa che a giugno i dati rivelavano una preparazione ancora lacunosa rispetto all’imminenza di questo epocale evento – commenta il direttore della Confcommercio, Andrea Gallo – . Questo significa che molti negozianti e addetti al settore turistico e a quello dei servizi hanno trasformato la propria risposta alla domanda “Avete attrezzato il vostro esercizio per il passaggio all’euro?” da un preoccupante “Ci stiamo pensando” a un più rassicurante “Sì”. E’ un segnale confortante, indice che l’intero comparto si sta rimboccando le maniche e che la nostra Associazione spera di riuscire a migliorare ancora nel corso delle prossime due indagini, che svolgeremo entro la fine dell’anno”.
I commercianti si stanno muovendo anche nell’ambito della predisposizione di materiale informativo e nella realizzazione di campagne pubblicitarie rivolte alla clientela in materia di euro, un settore al quale, fino a poco tempo fa, non era stato dedicato uno specifico interesse. Ora qualche passo avanti è stato fatto, anche se la strada, sotto questo punto di vista, è ancora tutta in salita.




Il campione di aziende cui è stato sottoposto il questionario dell’Ascom è lo stesso analizzato due mesi fa: si tratta principalmente di piccole e medie imprese con un numero di addetti inferiore a cinque. Nella stragrande maggioranza dei casi il grado di conoscenza in materia di euro si è rivelato di buon livello, sia quanto alla data relativa l’inizio della circolazione della nuova valuta, sia in merito al periodo di durata della doppia divisa lira-euro. Diminuito, rispetto alla precedente rilevazione, il livello di euroscetticismo: quasi il 58 per cento degli intervistati, infatti, pensa che con la moneta unica europea non si verificheranno particolari modifiche in materia di spese affrontate dalla clientela, mentre solo all’inizio dell’estate ben il 41 per cento dei commercianti si dichiarava convinto che i consumi avrebbero subito una battuta di arresto a partire dal 1° gennaio 2002. Logico, poi, che alla luce dei recenti tragici avvenimenti americani una previsione di questo genere non possa darsi per certa, ma ciò indipendentemente dall’introduzione dell’euro.
“Senza dubbio siamo soddisfatti delle risposte date dai nostri associati, perché sono un segnale che tutte le iniziative intraprese dalla Confcommercio provinciale e dalle diverse sedi mandamentali in materia di moneta unica europea, nell’ambito del programma “Re cliente-Cliente soddisfatto” hanno colto nel segno – dichiara il direttore Andrea Gallo – . L’offerta è stata e continuerà ad essere anche nei prossimi mesi ricca di proposte alternative, adeguate a ogni esigenza: dai corsi di formazione e di aggiornamento al numero verde (800.00.43.00) e alla e-mail (infoeuro@home.ascom.vi.it) cui rivolgersi per trovare risposte precise sull’euro; dalla distribuzione alla clientela degli euroconvertitori, ovvero di tabelle riportanti l’esatto ammontare in euro di alcune cifre indicate in lire, all’avvio di una campagna pubblicitaria riportante il marchio “Re Cliente”, con sullo sfondo il simbolo della nuova moneta, sui maggiori quotidiani, sui settimanali e sulle reti televisive locali, oltre che sui mezzi pubblici delle Aziende Industriali Municipalizzate di Vicenza. Infine, Eurologo2, il protocollo di intesa siglato tra Confcommercio, Unioncamere e altre associazioni imprenditoriali e di consumatori tendente a minimizzare i rischi connessi all’introduzione dell’euro per i consumatori. Il progetto – conclude Gallo – verte ad assicurare che l’eliminazione della lira avvenga in un clima di sostanziale stabilità economica, correttezza, trasparenza e fiducia da parte dei consumatori”.
Il terzo e il quarto rapporto Confcommercio sul grado di adeguamento all’euro delle imprese vicentine verranno realizzati dall’Ister entro il mese di dicembre. Nel frattempo è possibile visualizzare i dati raccolti in questa seconda indagine collegandosi al sito della Confcommercio vicentina (www.ascom.vi.it), dove sono riportati nell’area dedicata all’euro.


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