CONFCOMMERCIO online
giovedì 12 febbraio 2004

FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE PER ABBATTERE L’INFLAZIONE

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Sono i prezzi della frutta e della verdura ad impoverire i cittadini? Grossisti e dettaglianti di prodotti ortofrutticoli, stanchi di fare da bersaglio di quella che considerano un’ingiustificata campagna di accuse, passano al contrattacco, senza alcuna polemica e con intento propositivo.
L’idea di grossisti e negozianti di ortofrutta è di unire le forze e mettersi a fianco dei consumatori nella battaglia contro i rincari. In concreto proporre ai clienti dei negozi, ogni settimana, un certo numero di prodotti a prezzi convenienti, creare una cultura dell’acquisto che manca, e dimostrare pertanto – osservano – “come sia immeritata l’etichetta che qualcuno, forzando o strumentalizzando le situazioni, continua ad affibbiare a operatori che invece agiscono con grande correttezza”.
L’iniziativa è stata al centro del dibattito tra dettaglianti e grossisti, che si è svolto ieri nella sede provinciale della Confcommercio, e che si concretizzerà, entro breve tempo, con la nascita di un tavolo di dialogo. Seguirà, quindi, la realizzazione di un segno distributivo che individuerà i negozi nei quali sarà possibile acquistare quei prodotti, soprattutto di stagione, selezionati e consigliati al consumatore per il rapporto qualità – prezzo.
“L’obiettivo – sottolinea Lorenzo Pittoni, presidente del gruppo grossisti del mercato ortofrutticolo - Confcommercio – è di far chiarezza, di far capire alla gente che non siamo, come da qualche parte si vorrebbe insinuare, gli affamatori del popolo o i responsabili dell’inflazione percepita. Vogliamo costruire con il consumatore un rapporto positivo”.
“In pratica – precisa Remo Seganfreddo, presidente dell’Associazione provinciale dettaglianti prodotti ortofrutticoli della Confcommercio, - vorremmo fornire indicazioni precise sui prodotti in vendita e orientare le scelte del consumatore sulla base di dati ed elementi di giudizio oggettivi e inattaccabili. Il tutto si tradurrà poi nella selezione e proposta periodica di alcuni prodotti di frutta e di verdura che risulteranno più convenienti per il consumatore. Ma il prezzo sarà solo uno dei fattori che determineranno la scelta, perché si terrà conto soprattutto della stagionalità, della pezzatura e della qualità di ogni singolo prodotto. Inoltre, in collaborazione con un nutrizionista, vorremmo dare al cliente, di volta in volta, indicazioni precise sulle proprietà dietetiche dei singoli articoli, in relazione agli effettivi benefici sulla salute.
Questo per rilanciare anche alcuni prodotti, che la gente compra sempre di meno, ma che fanno molto bene per l’organismo. Infine, mettendo a frutto l’esperienza e la pratica di “addetti ai lavori”, forniremo suggerimenti su come utilizzare al meglio i prodotti, sugli abbinamenti con altri cibi e sulle modalità di cottura”.
Secondo gli operatori del settore, infatti, molti equivoci sono indotti da una carente conoscenza dei prodotti e delle regole di mercato. Urge, cioè, un’educazione a tutto campo che metta in condizione i consumatori di effettuare acquisti oculati in base alle proprie esigenze e alle proprie tasche.
L’esempio lo dà lo stesso Segandreddo: “Si è perduta la cultura della stagionalità – dice -. Oggi lo stesso prodotto può essere trovato e comprato per tutto il tempo dell’anno, ma è ovvio che cambiano le condizioni e che, perciò, varia anche il prezzo. In questo periodo sono di stagione arance, mele e pere, per cui acquistarle ora è più conveniente che non fra qualche mese. E poi – aggiunge – un altro fatto importante, sul quale fanno caso in pochi, è che ogni frutto ha determinate caratteristiche non solo di freschezza e qualità, ma anche di provenienza e pezzatura. Sono tutti requisiti, questi, che incidono sensibilmente sul prezzo finale scritto sul cartellino”.
Gli esempi possono essere tanti. Per le arance tarocco, di pezzatura media, il prezzo dal fruttivendolo può variare comunque da un minimo di 0,70 a un massimo di 1,80 euro al chilo in funzione di provenienza e pezzatura. Per le mele, l’assortimento è vasto e il ventaglio di qualità e di scelta altrettanto esteso. Importante è anche la provenienza, se di pianura, di montagna, se arrivano dall’Alto Adige, se hanno un “marchio” speciale. Per le pere, di questa stagione, le kaiser, si arriva a un prezzo di 1,60 euro al chilo. Insomma, dipende da ciò che si vuole in un mercato che mette a disposizione un po’ tutto, dalle primizie alla frutta esotica e al classico “made in Italy” spesso “maltrattato” da un consumatore sempre più esigente che ha cambiato anche i gusti, e, ad esempio, ha quasi accantonato il buon mandarino di una volta, “accusato” di contenere i fastidiosi semi, sostituendolo con il più “comodo” (da mangiare) mandarancio.
“Per quanto riguarda le verdure di febbraio – spiega ancora Seganfreddo – è il mese d’oro per verze, cappucci, catalogna e coste. Il prezzo è davvero modesto, non più di un euro al chilo, e con una quantità normale ce n’è abbastanza per saziare una famiglia. E’ una vera specialità, invece, il radicchio, ma le varietà sono tante: ci sono i germogli di Verona, di Castelfranco, di Chioggia, il bianco di Lusia e quello, più lungo e ricercato, di Treviso. Si va dai 2 euro ai 4 euro al chilo. Se, invece, si vuole mangiare pomodoro, che non è verdura di stagione, si passa dai 2 euro per pomodori belli, ma senza sapore, ai 7,50 dei “datterini”. C’è poi da considerare il servizio. La verdura da lavare e pulire ha un prezzo, quella confezionata che si può mettere subito in tavola o in pentola, ovviamente costa di più. Lo zucchino siciliano più “robusto” che nessuno gradisce più costa poco, quello piccolo, bello da vedere, che si produce in quel di Latina, costa di più, fino a tre volte tanto”.
“Spesso – conferma Seganfreddo- anche l’occhio vuole la sua parte e la frutta e verdura brutta, anche se buona, non la compra più nessuno. Per la verdura poi, alcuni articoli si vendono solo se puliti”.
In una società consumistica che pretende sempre di più e tutto perfetto, che corre troppo in fretta e non ha più tempo, come facevano la mamme e le nonne di una volta, di “curare” gli ortaggi, ci si dimentica che qualità, servizi e comodità fanno la differenza nel portafogli anche quando si va ad acquistare frutta e verdura.

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