CONFCOMMERCIO online
lunedì 23 febbraio 2004

“VERSO L’ISTITUZIONE DELL’ALBO REGIONALE DEL BIO-NATURALE’”

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“La proposta licenziata a novembre dalla VI Commissione regionale per il riconoscimento normativo degli operatori del bio-naturale sarà quanto prima legge”. L’augurio, che suona più come speranza che certezza matematica, è lanciato con una punta di sfida da Rino Filippin, presidente provinciale e regionale della neocostituita Associazione degli operatori del benessere.
Esperto del settore commerciale e di intermediazione, vice-presidente dell’Ascom Provinciale, Filippin conosce infatti molto bene le difficoltà incontrate dal settore nella sua lotta decennale per la trasparenza giuridica e professionale. E’ per questo che quasi due anni fa, spalleggiato dai diversi operatori, ha spinto per la fondazione, a Vicenza, di un nuovo organismo associativo, collegato all’Ascom, che al momento non conta precedenti in Italia. Oggi, questa stessa realtà può vantare la costituzione del suo primo direttivo ufficiale e contare un numero di adesioni che scavalca i confini provinciali e regionali.
“Per troppi anni- spiega infatti Filippin-, l’universo delle discipline del benessere, che vanno dalla più comune iridologia e chiropratica alla riflessologia plantare e alla cultura ayurvedica, ha dimenticato la regola madre di ogni battaglia: l’unione. Strutturati in articolati mondi frammentati e singole associazioni di categoria, gli operatori del bio-naturale in Italia non hanno finora saputo far quadrato intorno alle loro legittime pretese di normatività professionale”.
In questo, dunque, la novità della Associazione vicentina, che prima in Italia ha saputo raggruppare sotto un’unica sigla le variegate realtà del settore, focalizzandone così il comune obiettivo. “La costituzione del nuovo Direttivo- continua Filippin -, è oggi solo il primo passo, concreto, per una battaglia mirata alla legalità della professione che presto vedrà il suo primo successo”.
Risale, infatti, al novembre dello scorso anno la proposta di legge licenziata dalla VI Commissione, presieduta da Nadia Qualarsa, consigliere regionale, volta al riconoscimento giuridico, fiscale e previdenziale degli operatori del bio-naturale, cui dovrebbe seguire una responsabilità civile e penale della categoria a tutela del consumatore. Secondo le intenzioni della Commissione, infatti, la normativa darebbe adito al più presto all’istituzione di un albo professionale regionale cui iscriversi previo esami e certificazioni concordati.
“La VI Commissione- spiega ora Filippin-, ha saputo muoversi con intelligenza. Da anni, infatti, in ogni Consiglio di Regione approdano proposte di legge inerenti il settore del bio-naturale che, di volta in volta, vengono demandate al Parlamento perché valutate di competenza sanitaria. Oggi invece si sta giocando una carta molto diversa. In pratica, si sta chiedendo che gli operatori delle discipline salutistiche vengano inquadrati normativamente non in quanto discipline sanitarie, ma perché frutto di un cambiamento culturale tra la popolazione, che in modo sempre più massiccio si affida alle cure e alla dottrina delle tecniche non convenzionali. Essendo la cultura di competenza regionale, l’approvazione della proposta di legge, che oggi attende solo l’ultimo passaggio in Consiglio, avrà sicuramente vita più breve”.
La votazione, a Vicenza, di un Direttivo nazionale (presidente Rino Filippin; vice Giorgio Bisinelli; consiglieri Gerald Lanziner, Camilla Patuzzi, Antonio Scoffori) oltre che provinciale (presidente Rino Filippin; vice Marco Trevisan e Sergio Signori; consiglieri Daniela Pellizzaro, Antonio Scoffori, Vittorio Magrin, Angelo Dalla Via, Loredana Garbuio, Alberto Lattanzi, Luciano Seganfreddo, Leopoldo Zizzola, Laura Pilati) e regionale (Presidente, Rino Filippin; vice Claudio Tormen di Padova e Andreina Guiotto di Treviso; consiglieri Luigina Dario, più i rappresentanti delle Associazioni provinciali di Belluno, Rovigo, Verona e Venezia) la dice lunga sul cammino intrapreso dall’Associazione.


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