CONFCOMMERCIO online
mercoledì 13 aprile 2005

NESSUN DIVIETO PER L’ACQUA SFUSA AL BAR

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Non interverrà nessun divieto per bar ristoranti alberghi e tutti i pubblici esercizi in genere di somministrare acqua sfusa. “L’interpretazione data al decreto del Ministero delle Attività Produttive del 24 marzo 2005 – conferma Lorenzo Rizzi, presidente provinciale della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio -, è completamente fuori pista e alcuni organi di stampa hanno diffuso un allarme inutile”.
“E’ stato detto – precisa Rizzi - che tale normativa avrebbe introdotto il divieto di somministrare acqua sfusa in bicchieri o caraffe nei pubblici esercizi. Ed invece non è così: il decreto ministeriale in questione si è solo limitato a consentire ai produttori di acqua minerale di imbottigliare l’acqua in contenitori più piccoli di quelli finora in commercio. Proprio per questo, la Fipe nazionale ha chiesto una rettifica della notizia e ha diffidato quanti, produttori o distributori, forniscano interpretazioni della nuova norma che non rispecchino la verità, non siano funzionali al rispetto del consumatore e del libero mercato, e non siano supportate da credibili motivazioni di salvaguardia della sicurezza alimentare”.
La querelle era sorta dopo che la Gazzetta Ufficiale n. 78 del 5 aprile aveva, appunto, pubblicato il Decreto del Ministro delle attività produttive 24 marzo 2005, con il titolo: Gamme delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente destinate alla somministrazione.
L’art. 4 del DPR 26 maggio 1980, quello che concerne la disciplina metrologica del preconfezionamento dei preimballaggi di tipo diverso da quella CEE, conferisce infatti al Ministro il potere di stabilire, in relazione a specifiche esigenze di produzione e di consumo, gamme di quantità o di capacità nominali diverse da quelle previste negli allegati allo stesso decreto.
Il provvedimento in questione ha, perciò, aggiunto all’allegato 1 il nuovo punto 2.2, che fissa la gamma in quantità delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente destinate alla somministrazione in contenitori di quantità non superiore a 500 ml.
La gamma ora prevede capacità prefissate pari a 125, 250, 330 e 500 ml., ed essa dovrà essere applicata entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto e cioè entro il prossimo 18 luglio.
Fra l’altro, il provvedimento non fa alcun cenno allo smaltimento delle scorte non più conformi. Le bottigliette di acqua confezionate in capacità differenti da quelle sopra citate potranno quindi essere smaltite dagli operatori della somministrazione fino all’esaurimento delle scorte.
Tutto qui. Nessun divieto e l’acqua sfusa al bar non diventerà illegale. Si è trattato solo di un equivoco, di una forzatura già svanita in un bicchiere d’acqua.


Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico