CONFCOMMERCIO online
lunedì 27 febbraio 2006

CONFCOMMERCIO VICENZA SUL REGOLAMENTO DEL COMMERCIO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“Fintantoché non esamineremo il provvedimento nella sua interezza è impossibile esprimere un giudizio completo sul nuovo regolamento del commercio”. Ernesto Boschiero, vice direttore della Confcommercio di Vicenza, dice questo dopo aver letto gli articoli della stampa locale che riportano quanto è stato deciso ieri sera dal Consiglio comunale.
“Gli uffici del Comune, ai quali questa mattina abbiamo chiesto il testo del regolamento – spiega Boschiero – ci hanno risposto che la stesura definitiva non era ancora pronta, a causa dei tanti emendamenti esaminati dal Consiglio e degli aggiustamenti in corso d’opera. E’ ovvio, quindi, che qualsiasi nostro commento prima di aver letto l’intero testo è da considerarsi parziale e limitato a quanto si può apprendere dai quotidiani”.
“Di primo acchito – continua Boschiero – diciamo che dividere territorialmente la città in due sole zone, anziché nelle sette definite dalle circoscrizioni, è un grave errore che a lungo andare porterà dei disservizi. Dare la possibilità di spostare un’attività del settore alimentare da una parte all’altra della città e di ampliarne la superficie fino a 1.250 metri quadrati ha in sé il grande rischio di creare zone con un sistema distributivo sovraddimensionato e altre con servizi carenti. Ed è, comunque, la prova lampante che quest’amministrazione comunale non ha la benché minima idea delle esigenze future della città, non avendo nemmeno chiare le prospettive riguardanti il suo possibile futuro urbanistico”.
“In secondo luogo – continua Boschiero – è evidente che il provvedimento approvato è frutto del compromesso e soprattutto della pressione esercitata dal caso Interspar e dalle attese dei settanta dipendenti con il posto di lavoro a rischio, nel caso in cui si fosse scelta una diversa normativa sulla controllabilità degli insediamenti commerciali. Con il risultato che, per salvare un supermercato, si è creata una falla, che non potrà che creare, a nostro avviso, degli effetti distorsivi sulla distribuzione di prossimità”.

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