CONFCOMMERCIO online
lunedì 15 maggio 2006

MEGLIO EVITARE L’EMERGENZA PLATEATICO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
C’è preoccupazione tra gli esercenti dei bar e dei ristoranti di Vicenza per la prossima scadenza del 6 luglio, entro la quale i locali che usufruiscono di uno spazio esterno dovranno adeguarsi al regolamento comunale per l’occupazione di aree pubbliche per spazi di ristoro all’aperto. In una parola, per occupare il “plateatico”.
Le difficoltà derivano dalle numerose prescrizioni estetiche imposte e dalla voluminosa e complicata documentazione tecnica che il Comune richiede agli esercenti della città per rilasciare la necessaria autorizzazione. Una serie, quindi, di cambiamenti ed adempimenti di cui gli interessati hanno saputo a gennaio, quando cioè il nuovo regolamento è entrato in vigore, assieme alla notizia di avere solo 6 mesi di tempo per mettersi in regola.
Il rischio è, se le cose continuano a stare così, che la città perda, proprio nel bel mezzo della stagione estiva, quei tavolini all’aperto che negli ultimi anni hanno contribuito a vivacizzare le vie e le piazze, soprattutto, del centro storico.
“Servono assolutamente e quanto prima una proroga della scadenza del 6 luglio e una semplificazione degli elaborati tecnici richiesti per ottenere l’autorizzazione – afferma il direttore della Confcommercio di Vicenza Andrea Gallo –. Lo abbiamo chiesto esplicitamente, nei giorni scorsi, in una lettera inviata all’Assessorato allo sviluppo economico e al responsabile dell’Ufficio commercio del Comune. Però la risposta non è ancora arrivata e intanto i giorni passano e la scadenza si avvicina. Ed aumenta ulteriormente la preoccupazione degli operatori, costretti ad una corsa contro il tempo che non aiuta certo a fare le cose per bene. I sei mesi concessi sono per molti operatori un periodo insufficiente, sia per il poco tempo a disposizione, sia per l’ingente investimento di denaro necessario per adeguare l’arredamento esterno al locale alle disposizioni comunali. Abbiamo, quindi, chiesto che gli esercenti possano usufruire di almeno 24 mesi di tempo”.
Con la domanda di concessione, infatti, viene richiesto agli esercenti di presentare una documentazione non solo voluminosa ma anche costosa, perché è praticamente impossibile il “fai da te”. Il Comune richiede una planimetria in scala dell’area interessata, dalla quale deve risultare l’indicazione delle quote piano-altimetriche dei piani di calpestio, dei percorsi pedonali e veicolari, dei chiusini, degli elementi di arredo urbano, della disciplina di sosta e delle fermate dei mezzi pubblici, con l’indicazione dell’area occupata dai dehors e la disposizione delle varie strutture ed elementi che costituiranno il dehors. Non solo, è anche necessaria una documentazione a colori dell’arredo prescelto, corredata da un disegno prospettico quotato in scale dell’arredo; e ancora, la dichiarazione di messa a norma degli eventuali impianti elettrici e/o apparecchi di riscaldamento; l’assenso del proprietario dell’immobile, dei proprietari e o degli esercenti qualora l’occupazione si estenda anche a spazi antistanti a negozi adiacenti, o di aree poste davanti ad ingressi condominiali, aree private soggette a passaggio, e così via.
Il regolamento prevede poi alcune limitazioni ed indicazioni mirate a uniformare l’impatto visivo delle strutture esterne ai locali, specie nelle zone di maggior pregio. Via libera, solo per fare alcuni esempi, per le sedie e i tavoli di metallo (ferro, alluminio, acciaio, leghe derivate) e di vimini, e di colori consoni all’ambiente. Stop invece all’utilizzo di tinte sgargianti e di materiale plastico. Ombrelloni e tendoni devono essere in legno o metallo, intonati con sedie e tavoli, la copertura in tessuto (esclusa plastica e telo cerato). La sobrietà, in questo caso è essenziale.
“Le richieste di concessione di plateatico in centro storico sono in aumento – conclude Gallo. - I titolari di bar, trattorie, ristoranti hanno capito e investito nella voglia dei vicentini e non solo, di locali all’aperto, che consentono di vivere un po’ di più la città. Non si discute sulla necessità che questi dehors siano esteticamente consoni al luogo in cui sono inseriti, soprattutto nelle vie del centro storico. Credo però che l’Amministrazione debba anche recepire le istanze e le esigenze di chi decide di spendere ingenti somme per il plateatico, contribuendo così anche a migliorare l’immagine della nostra città”.


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