CONFCOMMERCIO online
mercoledì 04 aprile 2007

La Confcommercio di Vicenza sullo shopping festivo: nessuna polemica con il Sindaco, semmai un altolà alla Regione

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Da parte nostra non c’è alcuna polemica in corso contro nessuno, ma solo la ferma richiesta di un’attenta riflessione sul tema delle aperture domenicali dei negozi, alla luce dei risultati raccolti con il nostro sondaggio, intervistando 810 negozianti di Vicenza e provincia”. Inizia così la puntualizzazione del presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca, dopo le dichiarazioni del Sindaco Hullweck apparse oggi sulla stampa.
“Lunedì abbiamo voluto presentare il sondaggio – spiega Rebecca – che evidenzia la contrarietà dei negozianti e dei lavoratori del commercio all’allargamento delle possibilità di deroga all’obbligo della chiusura festiva delle attività, per evidenziare che esistono aspetti della questione che vanno attentamente valutati e concertati, e non affrontati con semplicismo sotto la forte spinta di alcune grandi strutture di vendita e di qualche movimento dei consumatori, come invece sta succedendo in questo periodo a livello regionale. La Regione, infatti, è pressata da richieste dissennate in tal senso e pare incline ad assecondarle, consentendo l’allargamento indiscriminato del numero dei Comuni considerati ad economia turistica, ai quali concedere le deroghe alla chiusura domenicale e festiva dei negozi, nonché l’apertura degli outlet la domenica”.
“E’ scontato affermare che il cittadino gradisce un servizio di vendita più ampio possibile, a disposizione sette giorni su sette, così come passeggiare in città quando i negozi sono aperti e, di conseguenza, le vie ancor più illuminate e accoglienti – precisa Rebecca-. Ma la questione delle aperture domenicali e, in generale, degli orari dei negozi non può essere inquadrata solo guardando a questi aspetti, ma deve essere valutata tenendo debitamente conto di tutta una serie di variabili socio economiche che ne influenzano la fattibilità e la convenienza, ad iniziare dal problema della scarsità di personale qualificato disposto a lavorare la domenica, all’aumento dei costi d’esercizio e così via, per non parlare del fatto che i consumi sono tuttora in diminuzione e che le prospettive sulla capacità di spesa dei cittadini in generale non sono poi così rosee da giustificare lo shopping sette giorni su sette”.
“Su questi temi poi – aggiunge Rebecca – abbiamo apprezzato il tempestivo intervento del Vescovo Cesare Nosiglia, che ricordando il diritto e il valore del riposo domenicale, dà una forza in più alle nostre argomentazioni”.
Sulle polemiche conseguenti all’apertura dei negozi domenica scorsa, il presidente dell’Ascom precisa: “E’ vero che la possibilità di aprire i negozi è stata richiesta dalla nostra sezione cittadina - precisa Rebecca - ma ciò in sostituzione della deroga già concessa dal Comune per domenica 10 giugno 2007, che fa parte di quel gruppo di 8 domeniche di apertura previste dalla normativa nazionale. Non si è trattato, quindi, di un’ulteriore domenica di apertura dei negozi rispetto a quelle già programmate per tutto il 2007, ma solo di uno spostamento di data. La domanda in tal senso al Comune di Vicenza era stata motivata dal fatto che nel resto della città, ad eccezione del solo centro storico, l’apertura domenicale era già stata autorizzata. Lo stesso valeva in altri comuni nel Vicentino, per esempio Torri di Quartesolo o Thiene, e in molte altre zone del Veneto dove sono insediati grandi centri per gli acquisti, e dove era già stata prevista l’apertura delle attività commerciali. Se non ci fosse stata la deroga, i negozianti del centro di Vicenza avrebbero dovuto rispettare la chiusura domenicale, mentre i loro colleghi potevano, un po’ ovunque, tenere aperte le attività”.
In merito a Vicenza come città turistica e all’accoglienza che la stessa riserva ai visitatori, il presidente Rebecca aggiunge: “ Non credo che i negozi aperti in città possano essere il volano di un rilancio turistico di Vicenza. Anche perché, dobbiamo su questo punto essere chiari: già oggi all’interno delle mura duecentesche gli operatori commerciali hanno la facoltà di tenere aperto nei giorni di festa, in quanto città d’arte, per ben 28 volte nel corso dell’anno, eppure non vedo frotte di turisti che girano per il centro storico. Il problema dello sviluppo turistico di Vicenza è un altro: servono investimenti, idee e politiche attive per inserire la città negli itinerari turistici di massa, creando così un indotto che potrebbe giustificare l’apertura festiva come servizio ai visitatori. Certo è che, anche in questo caso, le deroghe già concesse dall’attuale normativa sarebbero, a mio avviso, più che sufficienti, in quanto è prevista la possibilità di apertura festiva delle attività commerciali nei mesi di maggior afflusso turistico, cioè ad aprile, maggio, settembre e ottobre”.


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