CONFCOMMERCIO online
lunedì 01 settembre 2008

FERIE IN CITTA’? PER CHI RIMANE C’E’ MOLTO DA SCOPRIRE

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
C’è un modo per sentirsi pienamente in vacanza anche se si è a casa. E’ quello di approfittare delle lunghe giornate estive e di un po’ di tempo in più a disposizione per scoprire la propria città e la propria provincia; per cercare tutte quelle bellezze che il turista normalmente nota girando con il naso all’insù tra vie e piazze e che invece noi proprio non vediamo, passando per le strade intenti a ben altri pensieri. E dunque, visto che quest’anno tanti vicentini sono a casa – un po’ per austerity, un po’ perché le vacanze al mare o in montagna sono comunque sempre più corte -, ecco alcuni consigli per riscoprire gli angoli nascosti di Vicenza e provincia al di fuori delle classiche e prestigiose mete che, si dà per scontato i vicentini conoscano già. A fornirli è Patrizia Muroni, presidente dell’Associazione provinciale guide turistiche – Confcommercio, che invita i vicentini a passeggiare per le vie della città con la filosofia, tutta francese, del “flaner dans la rue”, un po’ bighellonare e un po’ curiosare. “E’ bello cercare nuove prospettive e nuove visuali, ad esempio alzare gli occhi alla scoperta dei portali e delle finestre. Chi lo fa osservando l’infilata di case che abbellisce piazza Biade potrà scoprire, nei balconi, una lavorazione stupenda del ferro battuto in tantissime pregevoli forme”.
Perché poi, tanto per fare qualche altro esempio, non riprendere in mano il “Prete Bello”, stupendo romanzo di Goffredo Parise e riconoscere i luoghi della città che fanno da scenario a questa meravigliosa storia?. “Basta aggirarsi tra Contrà Santa Barbara e l’Oratorio dei Servi per riconoscere le ambientazioni del romanzo -. Già che si è lì c’è anche da scoprire la Chiesa dei Servi nella sua facciata posteriore e ammirare una delle poche chiese con abside piatta rimastra inalterata e tipica delle architetture religiose trecentesche. Spostiamoci poi lì vicino: a fianco dell’Hotel Palladio, che io ritengo uno dei migliori esempi di struttura moderna inserita nel centro storico della nostra città, andiamo a guardare l’antico Oratorio del Crocefisso. Speriamo che venga presto restaurato, ma anche ora la sua particolare facciata è un piccolo gioiello”. Non serve camminare anche molto per “flaner” anche in un altro quartiere caratteristico della città, quello delle Barche, “certamente conosciuto dai vicentini, ma a mio avviso troppo raramente frequentato”.
Un’altra idea suggerita dalla presidente delle Guide Turistiche Confcommercio di Vicenza, il cui elenco completo può essere consultato nel sito www.vitourism.it, è quella di andare a a cercare il fresco delle tante bellissime chiese cittadine, che spesso non guardiamo con l’occhio del turista. Pregevoli quelle di San Marco, di San Gaetano, dei Filippini e di San Lorenzo. “Osserviamo da vicino le cappelle, le statue, i dipinti, i capitelli – suggerisce Patrizia Muroni -. A proposito di chiese, meno conosciuta e certamente da riscoprire è quella di Santo Stefano. E poi, già che si è lì in zona, aggiriamoci fra quelle stradine fino ad arrivare a Palazzo Montanari. Qui vale veramente la pena di visitare la mostra delle icone russe, splendida sia per gli oggetti, sia per la bellissima ambientazione, anche perché una collezione simile non si trova fuori dalla Russia”.
Molto da vedere c’è anche tra i borghi della città. Patrizia Muroni ad esempio, sempre nell’ottica di scoprire una Vicenza meno conosciuta, suggerisce una visita al borgo di San Pietro: la chiesa, il chiostro, lo splendido Oratorio dei Boccalotti e le viuzze che arrivano al Bacchiglione. E magari lì, spostandosi su Ponte degli Angeli, perché non fermarsi una volta con lo sguardo verso Levà degli Angeli ad ammirare l’infilata di casette dove un tempo c’erano le antiche ruote dei mulini?
“San Pietro poi – continua la presidente delle guide Ascom – può essere l’inizio di un itinerario tra le nostre mura scaligere, un percorso che si snoda passando tra viale Margherita e Contrà Porta Padova. In questo caso, merita una piccola deviazione la facciata della scuola media Zanella, perché è uno dei pochi esempi di stile liberty in città”. Da qui si può poi salire per contrà San Domenico oppure per Mure San Domenico dove possiamo ammirare dei particolarissimi portali, che anziché essere adornati dai consueti mascheroni portano delle effigi muliebri. Sempre in contrà San Domenico si sta concludendo il restauro di una pregevole chiesetta, quella delle Suore Cappuccine della Congregazione della Carità, “al cui interno c’è un rarissimo altare maggiore ligneo arrivato fino ai giorni nostri – ci informa Patrizia Muroni -. Sarebbe anche l’occasione per conoscere la storia della Madonna Bambina venerata in questa chiesa”.
A proposito di quartieri meno centrali, una visita la merita anche Borgo San Felice e la sua Basilica. “La cripta è stata restaurata e a fianco c’è un lapidario con un allestimento davvero interessante” suggerisce Patrizia Muroni.
Se poi si è stanchi di girare per la città ecco due mete che val la pena visitare a colpo sicuro: il Criptoportico Romano, per inoltrarsi nella Vicenza di quell’epoca e il Museo Diocesano, dove si può ripercorrere tutta la storia della città. Qui Patrizia Muroni invita a soffermarsi su due particolari che potrebbero passare inosservati: “La possibilità di vedere le fondamenta di una delle torri della Cattedrale quando era incasellata e poi la sala dedicata ai Graduali e agli Antifonari, libri contenenti canti liturgici finemente decorati anche con vedute della Vicenza antica. E poi ricordiamo che in questo museo si può vedere il preziosissimo reliquario della Santa Spina originariamente conservato a Santa Corona, dove torna e può essere visto solo il Venerdì Santo”.
Se poi invece delle vie e piazze cittadine si preferisce cercare la frescura delle colline in provincia, si può unire l’utile al dilettevole visitando alcuni interessanti musei storici ed etnografici disseminati sul territorio. “Ce ne sono di molto belli e conosciuti – dice Patrizia Muroni -, ma anche di altrettanti belli e in parte sconosciuti. A proposito di questi ultimi io consiglierei il museo etnografico di Grancona, al quale si può unire una passeggiata in collina; il Museo della Seta a Malo e il Museo Priabonese, anche lì con la possibilità di una piacevole passeggiata nelle colline circostanti. Merita una visita anche il Museo di Archeologia e Scienze Naturali “Zannato” a Montecchio Maggiore, che ha un nuovo allestimento; i dintorni sono poi adatti per qualche bella escursione”.
Per chi ha la curiosità di conoscere la nostra provincia è però ricchissima di spunti e possibilità. “Ho citato solo alcuni aspetti curiosi per far capire che, con uno sguardo diverso, meno frettoloso e più attento, il nostro territorio può darci molto e trasformare il tempo libero che abbiamo a disposizione in questo periodo in una bella vacanza a pochi chilometri da casa” conclude la presidente delle guide Ascom Patrizia Muroni. Per dire che anche la “vacanza autarchica”, oltre a far risparmiare, può rivelarsi per certi versi molto più soddisfacente di un viaggio esotico.

Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico