CONFCOMMERCIO online
lunedì 01 febbraio 2010

I COMMERCIANTI SI MOBILITANO CONTRO L’OUTLET DI GRISIGNANO

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
I commercianti del Vicentino e del Padovano si schierano compatti contro l’ipotesi di realizzare un outlet a Grisignano di Zocco, che dovrebbe sorgere su un’area di 160mila metri quadrati (di cui 30mila occupati dalla varie strutture che compongono il progetto). Nel corso di un’assemblea straordinaria, tenutasi lo scorso 28 gennaio a Grisignano, e alla quale hanno partecipato i presidenti delle Delegazioni Confcommercio della zona, è stata espressa unanimemente la forte contrarietà all’opera, ribadita poi in un documento ufficiale inviato oggi (29 gennaio) ai presidenti di Regione Veneto e Provincia di Vicenza e Padova, ai sindaci del Comune di Vicenza, di padova e del territorio interessato.

L’ipotesi di creare un outlet nel comune al confine tra le province di Vicenza e Padova era rimbalzata sulle pagine dei giornali ancora nell’autunno del 2008 e l’idea, proposta da una società bresciana, era piaciuta all’allora sindaco del Comune di Grisignano Mirco Bolis. Poi le elezioni amministrative imminenti e il successivo “cambio della guardia” alla guida dell’amministrazione avevano momentaneamente stoppato l’avanzamento del progetto fino a poche settimane fa, quando l’idea di realizzare questa grande struttura è tornata d’attualità e ciò anche per l’interesse del Comune alle “compensazioni” che la società costruttrice potrebbe garantire (si parla, tra l’altro, di una piscina coperta e di un impianto polifunzionale).

Da qui la mobilitazione dei rappresentanti del commercio dei comuni dell’area, situati nelle due province di Vicenza e Padova: Camisano Vicentino, Grumolo delle Abbadesse, Longare, Montegalda, Montegaldella, Torri di Quartesolo, Campodoro, Cervarese Santa Croce, Gazzo Padovano, Limena, Mestrino, Piazzola sul Brenta, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Selvazzano, Veggiano, Villafranca Padovana.

Quali le perplessità e criticità espresse nell’assemblea di ieri e riportate poi nel documento? Prima di tutto, sostengono i commercianti, il fatto che il nuovo insediamento produrrebbe un’irreversibile disarticolazione della rete di vendita esistente in un vastissimo territorio, minando alla radice ogni possibilità di rivitalizzare l’offerta commerciale esistente, a partire da quella nei centri storici. Nello specifico, i negozianti prevedono che l’outlet, se realizzato, produrrebbe una contrazione del proprio volume d’affari già compromesso dagli effetti dell’attuale congiuntura economica che ha di fatto drasticamente ridimensionato la domanda. L’insediamento, poi, porterebbe con sé un innalzamento dei livelli di inquinamento acustico ed atmosferico, riversandolo nei comuni dell’area, che soffrono già per l’inadeguatezza del sistema infrastrutturale e non possono reggere ulteriori volumi di traffico senza conseguenza sulla qualità della vita.

Ma a sollevare forti perplessità sulla realizzazione dell’outlet ci sono anche alcuni aspetti tecnico-amministrativi riguardanti l’iter, non meno importanti delle già rilevanti motivazioni socio-economiche e ambientali. “Questa nuova grande struttura si configura ancora una volta come una cattedrale nel deserto, una nuova città degli acquisti completamente avulsa dal tessuto sociale ed economico dell’area – è il commento il presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca - . Inoltre si pone in contrasto con gli strumenti di governo del territorio adottati o in corso di adozione da parte di Regione e Provincia”. In effetti il Ptrc (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) non ha individuato, per l’area di Grisignano di Zocco, alcuna specifica destinazione commerciale di rango regionale, stabilendo invece che gli enti locali, nei propri strumenti pianificatori ed urbanistici, predispongano piani e progetti volti al riordino degli insediamenti esistenti. Lo stesso vale per quanto riguarda il Ptcp, il piano di pianificazione del territorio della Provincia: Vicenza non prevede a Grisignano alcuna struttura di questo tipo, né la prevede Padova nel suo territorio. Chiaro allora, sottolinea il documento siglato dalle Confcommercio di Vicenza e Padova, che la scelta di localizzare qui l’outlet è frutto di una valutazione autonoma del Comune di Grisignano, che non ha tenuto conto delle indicazioni contenute nella programmazione sovraordinata e anzi si pone in contrasto con essa.

In effetti in più di un’occasione, non ultimo i convegni dal titolo “Il Veneto che Vogliamo” organizzati dalla Confcommercio regionale, operatori, urbanisti, amministratori pubblici hanno convenuto sulla necessità di invertire la rotta relativamente all’insediamento di grandi strutture di vendita nella nostra regione: basta con le cittadelle artificiali in periferia – questo in sintesi il messaggio lanciato - e sì, invece, alla realizzazione di centri commerciali nel cuore delle città, che permettono di rendere le stesse ancora più attraenti, rinsaldando allo stesso tempo il tessuto sociale. “Abbiamo assistito per troppi anni, soprattutto in Veneto – spiega il presidente Rebecca – ad un utilizzo indiscriminato del territorio per costruire capannoni artigianali e industriali o grandi centri commerciali.
Oggi, di fronte ad un processo di riconversione della nostra economia, queste strutture rimangono spesso vuote o sottoutilizzate, ma nessuno, purtroppo, ci restituirà quanto si è in questo modo consumato e depauperato dal punto di vista ambientale. Mi sembra allora logico fare tesoro delle esperienze passate – conclude Rebecca – e non permettere più che ciò avvenga. A cominciare dunque dall’outlet di Grisignano di Zocco, di cui nessuno sente il bisogno e che avrebbe invece - anche per l’assenza di concertazione e programmazione sovracomunale che sta caratterizzando questo progetto - un impatto negativo sull’economia, il territorio, l’ambiente e, dunque, sulla qualità di vita di una vasta area in cui vivono, lavorano e operano decine di migliaia di cittadini”.

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