CONFCOMMERCIO online
mercoledì 03 febbraio 2010

RIPRESA, FRAGILE E INCERTA
A Vicenza si e’ svolto il terzo incontro de “Il circolo del terziario”. L’economista Kostoris e la giornalista Valerio hanno parlato di mercati reali e finanziari

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
La situazione di crisi dell’economia, che ha attanagliato tutto il 2009, si sta presententando con tinte meno fosche in questo inizio d’anno, anche se non tutto il peggio sembra essere stato buttato alle spalle. In sostanza, le economie di molti Paesi, compresa l’Italia, stanno mandando chiari segnali di ripresa, ma quello che oggi resta da capire è quanto questa sarà forte e con quali scenari si presenterà.
Ed è stato proprio per conoscere le “Prospettive dell’economia e della finanza per il 2010”, come recitava il tema dell’incontro, che Confcommercio Vicenza ha organizzato il terzo appuntamento de “Il Circolo del Terziario”, chiamando due relatrici di eccezione, l’economista Fiorella Kostoris, docente all’Università Sapienza di Roma e autrice di numerose pubblicazioni, e Marina Valerio, giornalista, volto del canale televisivo satellitare Class CNBC, vale a dire il più noto canale digitale di finanza e di economia; coordinatore dell’incontro, il giornalista Antonio Di Lorenzo de “Il Giornale di Vicenza”.
Ad introdurre il tema è stato il presidente di Confcommercio Vicenza, nonché vice presidente nazionale, Sergio Rebecca, che ha detto: “Dopo quanto è accaduto nel 2008, con il crack della Lehman Brothers, l’happening registrato dall’economia nel corso del 2009 ha senz’altro ridimensionato la portata catastrofica della crisi iniziale, ma assistiamo tuttora ad una situazione critica, con un’economia che deve risolvere ancora molti problemi, tra cui, quello più evidente, è il calo dell’occupazione e i problemi sociali che, di conseguenza, si stanno amplificando”.
L’economista Kostoris è partita proprio da questa considerazione per sottolineare altri aspetti rilevanti nella definizione del quadro generale dell’attuale economia mondiale. “Il caso Lehman Brothers, scoppiato a metà settembre 2008 – ha detto ripercorrendo la cronistoria degli ultimi due anni - ha aperto una ferita etica nei mercati, dando prova del mancato funzionamento del capitalismo e delle sue negative esternalità sul mercato. L’impegno conseguente di tutti i Paesi, uniti dalle difficoltà della crisi, è stato inizialmente quello di puntare al risanamento della finanza. Circa un anno dopo l’inizio della crisi dei mercati finanziari parte quella nei mercati reali, con ripercussioni negative fino a tutto il secondo semestre del 2009, quando cioè la generalità dei Paesi inizia a vedere qualche segnale di ripresa. L’Italia deve invece aspettare il terzo trimestre del 2009 per dire di essere uscita dalla recessione, un po’meglio della Spagna che tuttora combatte con tassi di crescita negativi. Tutti i Paesi hanno, comunque, messo in atto politiche di bilancio espansive, a sostegno dei mercati reali, caratterizzati da una domanda in forte caduta. Tali politiche hanno sicuramente avuto effetti positivi, ma hanno comportato aumenti del deficit pubblico. In Italia, il rapporto debito/Pil è andato ben oltre il 100%”.
Ma l’uscita dalla recessione, può far davvero sperare in un futuro più roseo? La risposta dell’economista non dà molte belle speranze: “L’Italia prima della crisi veniva da un ristagno di lungo periodo e dopo la crisi, torneremo ad analoga situazione, poiché abbiamo problemi strutturali profondi che penalizzano la nostra economia”.
Notizie non buone arriveranno dal fronte delicato, soprattutto per le implicazioni sociali, dell’occupazione. “Il cosiddetto terzo mercato, quello del lavoro, risente della crisi dopo quello finanziario e quello reale – ha detto Kostoris – e la stessa si trascina ben dopo la ripartenza delle imprese. Quest’ultime, finché non sono in grado di capire la portata della ripresa, non assumono. Il 2010 sarà pertanto l’annus horribilis per il lavoro, con il tasso di disoccupazione che dall’8% arriverà al 10%”.
Per la finanza, invece, il 2009 non è andato per nulla male, anzi. Dopo i minimi del marzo 2009, dal 6 dello stesso mese è iniziato il rally delle borse, con titoli che hanno fatto registrare ottime performance. “I mercati finanziari anticipano la ripresa – ha detto Marina Valerio, illustrando una serie di indici borsistici sull’andamento dell’ultimo periodo -. Nelle ultime settimane, però, la corsa delle borse si è fermata, l’attenzione dei regulator è sulle banche e tutte le Autorità di mercato esprimono forte cautela. La ripresa dell’economia viene, infatti, vista come un qualcosa di fragile e con fasi alterne ed i mercati finanziari, già da qualche mese, incorporano questi segnali”.
Gli indici che, invece, continuano a far ben sperare sono quelli dei tassi di interesse, ai minimi storici e quelli dell’inflazione che rimangono sotto controllo. Ma Valerio annuncia possibili rischi derivanti dalle banche stesse, che potrebbero restringere il credito, in quanto a loro volta penalizzate dalle politiche di exit strategy dei Governi. Questi sarebbero infatti intenzionati a riavere i fondi prestati agli istituti di credito per destinarli ad interventi di rilancio delle economie dei loro Paesi. “Vi sono poi altre situazioni da considerare –ha indicato la giornalista Valerio - : il rischio di default di Grecia e Portogallo e l’apprezzamento del dollaro sull’euro”.
Su queste ultime previsioni l’economista Kostoris non si è detta molto d’accordo, anche se ha affermato che un euro meno forte non sarebbe un male, anzi, per le nostre esportazioni.
L’incontro, al quale hanno partecipato numerosi imprenditori del terziario, ha, quindi, lasciato irrisolto parte del quesito iniziale su come sarà il futuro della nostra economia. Se, infatti, non c’è dubbio che la ripresa sia cominciata, a dominare la scena rimane ancora l’incertezza, anche nelle previsioni.

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