CONFCOMMERCIO online
mercoledì 22 settembre 2010

PTCP, LE PAROLE NON CORRISPONDONO AI FATTI

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Il PTCP, ovvero il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, disegna il futuro urbanistico del Vicentino per i prossimi anni. Per questo motivo la Confcommecio di Vicenza ha presentato a fine luglio, all’Amministrazione Provinciale, una serie di osservazioni al documento. L’obiettivo è quello di mettere in evidenza, nel momento delle scelte politico-amministrative, le reali esigenze del Terziario di mercato che opera nel nostro territorio. Quale dunque, in estrema sintesi, la posizione espressa dallpiù rappresentativa del comparto a livello provinciale?
Prima di tutto Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Vicenza ha rilevato che gli obiettivi perseguiti nel Ptcp, tra i quali va citato quello della “valorizzazione e salvaguardia del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali e montane...” non si traducono poi effettivamente, nel documento, in azioni coerenti ed efficaci.
In questo senso è proprio la strategia del Piano che non può essere pienamente condivisa da Confcommercio: infatti a fronte delle criticità rilevate (enormi superfici potenzialmente trasformabili; modello insediativo commerciale “spontaneo”, inefficiente e di scarsa qualità; debolezza della rete nei centri storici) la programmazione provinciale rinuncia a contrastare l’ulteriore espansione delle superfici commerciali della grande distribuzione.
Per quanto riguarda, dunque, gli obiettivi e le strategie del Ptcp, Confcommercio ha chiesto di affermare, senza ambiguità, che non c’è più spazio, in provincia di Vicenza, per ulteriori espansioni delle superfici delle grandi strutture di vendita. Ciò in quanto nel nostro territorio il rapporto tra le superfici delle diverse tipologie commerciali è già squilibrato a favore della Gdo, falsando le condizioni di concorrenza. La realizzazione di poli commerciali decentrati, poi, secondo l’Associazione, è spesso incompatibile con le caratteristiche delle infrastrutture viarie, oltre ad avere già innescato fenomeni di “pendolarismo” che è necessario contenere e non aggravare.
Un altro aspetto critico rilevato da Confcommercio nel Ptcp è il fatto che il piano elaborato dalla Provincia salva “a prescindere” le previsioni dei Prg, vale a dire la programmazione dei singoli comuni, già in vigore. Questa impostazione non può essere accettata, in quanto, secondo Confcommercio Vicenza, i guasti e i conflitti creati fino ad oggi e ben descritti proprio nella relazione al Ptcp (centinaia di zone produttive, strade mercato spontanee, disarticolazione della rete insediativa, ecc.) non possono diventare di certo il riferimento su cui basare la localizzazione delle nuove strutture commerciali. Perderebbe poi di significato l’intera riforma urbanistica regionale, dal momento che i nuovi strumenti introdotti proprio dalla riforma (Ptcp, Pati e Pat) dovrebbero limitarsi a confermare quanto già in atto, prevedendone solo l’eventuale ampliamento.
Per Confcommercio Vicenza è invece necessario prendere atto che il riuso o il rinnovamento dei tessuti insediativi esistenti - perché questo è ciò che, essenzialmente, il territorio richiede – ha la necessità di una grande capacità progettuale, scevra da schematismi e scorciatoie, che si prefigga il raggiungimento di una forma di città all’interno di una pluralità di funzioni. In questo senso, compito dei master plan, realizzati al fine di programmare il futuro sviluppo del territorio, dovrebbe essere quello di verificare la fattibilità degli interventi di trasformazione proposti, sia sul piano progettuale e della sostenibilità economica, sia sul piano normativo e del consenso.
Sempre a proposito di commercio, per contrastare la tendenza alla dispersione delle piccole e medie strutture commerciali, il Ptcp dovrebbe, secondo Confcommercio, favorirne il rafforzamento in ambiti commerciali riconoscibili (borghi storici, aree centrali dei quartieri, particolari tratti stradali) mediante, ad esempio, interventi di riqualificazione urbana; potenziamento dell’accessibilità e della sosta; incentivi alla modernizzazione degli esercizi; azioni di promozione e marketing ecc.
Confcommercio interviene infine su un altro tema delicato: quello del turismo, settore dove lo stesso Ptcp delinea non poche criticità, tra le quali una consistente diminuzione delle presenze e un grave sottoutilizzo delle camere d’albergo. In questo senso Confcommercio rileva che il Ptcp si limita a registrare (parzialmente) la situazione in atto, ma non sembra definire una strategia generale per il settore ricettivo-turistico.
Di fronte a questa mancanza di indirizzi specifici, Confcommercio ha ritenuto opportuno ribadire, nelle proprie osservazioni, che non è percorribile l’ipotesi di attivare indiscriminatamente nuove aperture di strutture alberghiere. Al contrario vi è la necessità di riqualificare gli esercizi presenti e di potenziarne i servizi.

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