Comunicato del 28 ottobre 2010" />
CONFCOMMERCIO online
giovedì 28 ottobre 2010

COMUNITA’ MONTANA "SPETTABILE REGGENZA DEI 7 COMUNI" A RISCHIO CHIUSURA? SAREBBE UNA GRAVE PERDITA PER IL TERRITORIO
Comunicato del 28 ottobre 2010

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
La Comunità montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni” rischia di chiudere i battenti e all’appello lanciato anche on line per salvarla (è stato addirittura costituito un gruppo di sostegno su Facebook che ha raggiunto oltre 1300 sostenitori) risponde anche la Confcommercio della provincia di Vicenza. “Di fronte ai tanti enti inutili che appesantiscono la pubblica amministrazione e che andrebbero certamente tagliati, penalizzare la Comunità montana dell’Altopiano di Asiago non mi sembra assolutamente opportuno – afferma il presidente Sergio Rebecca -. Caso mai, qui si tratta di ridare slancio ad un organismo che, a nostro avviso, è certamente utile per la gestione di un territorio molto vasto come quello del nostro Altopiano”.
Purtroppo, invece, la “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni” paga lo scotto di appartenere a quella categoria di enti per i quali il bilancio dello Stato ha deciso di applicare una poderosa cura dimagrante perché, in molti casi, considerati degli inutili “carrozzoni” con tante competenze, ma con un’operatività scarsa se non nulla. A questo proposito le Regioni avevano il compito di attuare un riordino di tali organismi, riordino che in Veneto non è ancora avvenuto con la conseguenza che si sono chiusi i rubinetti dei finanziamenti anche per la Comunità Montana dell’Altopiano, la cui situazione è a questo punto di grave difficoltà con rischio chiusura. “Dopo averci tolto, in passato, l’Azienda di Promozione Turistica ora dovremmo subire questa ennesima perdita – è il commento del presidente del Mandamento Confcommercio di Asiago Corrado Finco-. Si tratta di un ulteriore esempio di come, negli anni, il nostro territorio sia stato spogliato di funzioni, dimostrando poca attenzione ai problemi della montagna. Mi chiedo quali ulteriori iniziative dobbiamo prendere, come operatori economici, per essere ascoltati dalla Regione”.
“Chiudere la Comunità Montana? Per noi sarebbe una grave perdita, anche dal punto di vista turistico – osserva il presidente mandamentale degli albergatori Confcommercio Alberto Vescovi -. La Comunità, infatti, ha svolto fin qui un ottimo lavoro dal punto di vista della manutenzione delle strade nonché per preservare il grande patrimonio delle nostre malghe. Ricordiamoci che sull’Altopiano abbiamo una rete viabilistica di circa 400 chilometri, 70 malghe e un territorio da “gestire” di 476 chilometri quadrati, pari a circa il 20 per cento di tutto il territorio della provincia di Vicenza. Nessuno nega che il legislatore abbia fatto bene a pensare ad una riorganizzazione delle Comunità montane in Italia, perché in alcune aree queste realtà non rendevano un effettivo servizio al territorio e ai cittadini, soprattutto quelle paradossalmente poste al livello del mare, che di montano non avevano proprio nulla. Per quanto riguarda il nostro Altopiano, però, ci sono le ragioni per giustificare l’esistenza di questo ente, che anzi andrebbe rafforzato e non affossato”.
Come, allora, pensare ad un rilancio della “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”?
L’associazione più rappresentativa del Terziario ha, su questo punto, le idee ben chiare. Sarebbe utile, ad esempio aumentare le deleghe da parte dei comuni su temi quali lo sportello per le imprese, i permessi per i funghi e alcuni altri servizi al cittadino e alle aziende. “Basti pensare – spiega il presidente Finco - che nelle realtà più piccole, come ad esempio Foza, Rotzo e Gallio, spesso il poco personale a disposizione si occupa di mille incombenze e normative e ciò va a discapito della specializzazione, a volte richiesta su materie complesse come la disciplina del commercio. A questo proposito la Comunità montana, mettendo assieme più comuni, potrebbe offrire maggiore efficienza e professionalità”. E poi c’è un altro ambito dove l’apporto della Comunità sarebbe estremamente utile: mettere in campo una politica di coordinamento per tutta la pianificazione territoriale. “Mi chiedo
perché – continua Finco – dovremmo creare otto diversi Piani di Assetto Territoriale in altrettanti comuni e non un unico Pati intercomunale. Ci sarebbe un notevole risparmio di spesa e una più coerente pianificazione territoriale. E perché dobbiamo, ad esempio, avere tre fondi rotativi comunali per diminuire il costo del denaro alle imprese quando si potrebbero unire le risorse abbattendo i costi?”
Senza contare, ad esempio, che ad ogni stagione turistica i comuni e le pro loco stampano individualmente materiale promozionale e calendari delle varie manifestazioni, ed invece il visitatore gradirebbe molto di più avere un unico strumento coordinato con tutte le date degli eventi e le proposte dell’intero territorio altopianese. E sarebbe, tra l’altro, anche un bel risparmio economico.
C’è dunque la possibilità di rendere questo ente, che forse qualcuno considera solo come una spesa, un organismo ancor più efficiente ed utile al territorio. Ma, in questo senso, il presidente dei commercianti Finco non pensa che la “Spettabile Reggenza” dovrebbe rimanere così com’è: “Ne va certamente rivisto il funzionamento perché, ad esempio, attualmente consiglio e giunta hanno delle procedure troppo farraginose. E’ invece indispensabile snellire prima di tutto gli organi di governo, tagliando anche sui costi”. Il tempo però stringe, e il rischio è che si lascino a metà del guado anche interventi importanti, uno su tutti il Piano di assetto territoriale intercomunale affidato alla Comunità da sette degli otto comuni del comprensorio (con l’eccezione di Asiago): doveva definire una visione coordinata su temi strategici come la viabilità primaria e secondaria, l’impiantistica per lo sport invernale ed estivo, le attività produttive, malghe e pascoli, risorse ambientali, culturali e paesaggistiche. Tutti temi cruciali anche per lo sviluppo economico dell’Altopiano e che, una volta tanto, si stava cercando di affrontare con un visione d’insieme del territorio. Perché fermarsi qui?

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