CONFCOMMERCIO online
martedì 02 novembre 2010

EMERGENZA ALLUVIONE: CONFCOMMERCIO VICENZA SI ATTIVA
PER UNA LINEA DI CREDITO STRAORDINARIA E CHIEDE IL RINVIO DELLE SCADENZE TRIBUTARIE
Comunicato del 2 novembre 2010

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Tra i cittadini più colpiti dall’alluvione che ha flagellato Vicenza e ampie aree della provincia, ci sono i commercianti e i titolari di pubblici esercizi che nelle zone allagate hanno la loro attività come pure, a volte, l’abitazione.
Fin dai primi minuti di apertura degli uffici, anche alla Confcommercio di Vicenza sono giunte molte telefonate da parte degli imprenditori associati, i quali, oltre a segnalare i danni subiti, chiedevano soprattutto indicazioni su come poter far fronte ad una simile situazione d’emergenza.
Anche se per il momento è impossibile stimare i danni complessivi causati alle attività commerciali, Confcommercio si è già attivata per poter mettere a disposizione, grazie alla partnership con Banca Popolare di Vicenza, una linea di credito straordinaria per tutti gli imprenditori colpiti dall’alluvione. Tale iniziativa vedrà in prima linea la cooperativa di credito Terfidi Veneto che dopodomani riunirà d’urgenza il proprio Consiglio di Amministrazione per decidere le condizioni di miglior favore con cui erogare tale finanziamento straordinario.
Nel frattempo, Confcommercio di Vicenza si è attivata presso gli Enti preposti per chiedere lo stanziamento urgente di fondi a favore delle attività economiche interessate dalla calamità, utili per avviare i primi interventi necessari a far ripartire le attività. In tal senso, la proposta del presidente della CCIAA di Vicenza Vittorio Mincato di stanziare a tale scopo un milione è mezzo di euro è stata subito accolta con favore dai rappresentanti di Confcommercio, che hanno partecipato oggi alla riunione della Giunta camerale assieme alle altre categorie economiche.
“Siamo ancora in piena fase di emergenza - dichiara Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza - e oltre ad essere a fianco delle imprese, stiamo mettendo in campo tutte le possibili iniziative che possano, concretamente, dare una mano per uscire il prima possibile dalla situazione critica. Questo non è il momento né del rimpallo delle responsabilità né delle polemiche di alcun tipo, ma quello di mettere assieme le forze per ripristinare la normalità. Da parte nostra, con la certezza che non possa che essere concesso lo stato di calamità naturale per i territori colpiti dall’alluvione, stiamo interessando dell’emergenza anche le più alte Autorità, con la richiesta, ad esempio, di sospendere per gli imprenditori delle aree colpite, gli adempimenti ed i versamenti tributari, scadenti nel periodo dal 1 novembre 2010 al 31 dicembre 2010. Poi vedremo, nei prossimi giorni, quali altri interventi saranno possibili, alla luce anche di un primo censimento dei Comuni interessati e della reale portata dei danni subiti".
La lettera, indirizzata al Prefetto di Vicenza e al Governatore del Veneto, è partita oggi dalla Confcommercio di Vicenza con la richiesta ufficiale di provvedere, per le persone fisiche (anche in qualità di sostituti d’imposta, con residenza nel territorio della provincia di Vicenza alla data del 1 novembre 2010), nonché per i soggetti diversi dalle persone fisiche (anche in qualità di sostituti d’imposta, aventi la sede legale o la sede operativa nel territorio della provincia di Vicenza alla data del 1 novembre 2010) la sospensione dei termini per gli adempimenti ed i versamenti tributari, scadenti nel periodo dal 1 novembre 2010 al 31 dicembre 2010 e la possibilità di chiedere al sostituto d’imposta di non effettuare le ritenute alla fonte da operare a titolo di acconto. E’ il caso quest’ultimo delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente; sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; sui redditi di lavoro autonomo; sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari; sui compensi per avviamento commerciale e sui contributi degli enti pubblici; su compensi ed altri redditi corrisposti dallo Stato.
Contestualmente alla conta dei danni, commercianti e titolari dei pubblici esercizi stanno in queste ore cercando di capire se sarà possibile ottenere eventuali rimborsi dalle società di assicurazione o dallo Stato.
In questo senso Confcommercio ha consultato, per un parere, anche i vertici provinciali del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (associazione che raggruppa gli operatori del settore e che fa parte del sistema Confcommercio) i quali consigliano prima di tutto un’attenta lettura e analisi delle polizze stipulate. Infatti, per quanto riguarda le coperture standard sui “danni beni”, la quasi totalità dei contratti esclude, dalla garanzia “eventi atmosferici”, calamità come quelle accadute nel Vicentino e in generale, le alluvioni. Spesso tali coperture, essendo classificate come “rischi catastrofali”, sono riconosciute attraverso la stipula di garanzie supplementari (che hanno uno specifico costo) ed in ogni caso prevedono, al momento del rimborso, franchigie e limiti nell’erogazione.
Qualche spiraglio in più, invece, per le polizze delle auto in quanto la normativa prevista dal contratto nella sezione “corpi veicoli terrestri” potrebbe essere meno specifica; in pratica, se la classica RC non garantisce nessuna copertura, le polizze furto, incendio con estensione agli eventi atmosferici potrebbero non escludere specificatamente le alluvioni, aprendo la strada ad una possibile richiesta di rimborso, che sarà valutata dalla compagnia assicurativa. Ovvio, però, che la situazione debba essere vista caso per caso, consultandosi con il proprio assicuratore di fiducia.
L’unica via praticabile per chi non ha alcuna polizza assicurativa utile a coprire i danni subiti è quella derivante dai fondi stanziati se nel territorio sarà riconosciuto lo stato di calamità naturale. In questo caso, però, si tratta di attendere cosa gli enti competenti decreteranno, sia dal punto di vista delle somme messe a disposizione che delle procedure da attivare.

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