CONFCOMMERCIO online
martedì 29 marzo 2011

TERZIARIO: DETASSATO IL SALARIO LEGATO ALLA PRODUTTIVITA’
L’aliquota del 10% si applica grazie all’accordo territoriale siglato da Confcommercio Vicenza e sindacati di categoria
Comunicato del 29 marzo 2011

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Buste paga più pesanti, senza maggiori costi per le aziende. Non è, visti i tempi che corrono, una speranza lontana, ma una concreta realtà per i lavoratori vicentini del Terziario, dipendenti di aziende associate al sistema Confcommercio.
Merito dell’accordo territoriale, siglato lo scorso 25 marzo, tra Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Vicenza e i sindacati di categoria Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL. La firma dell’intesa - che interessa circa 20mila dipendenti berici che lavorano in negozi, bar, ristoranti, aziende dell’ingrosso e in generale nel mondo del commercio, turismo e servizi – permette, infatti, di applicare  su alcune voci dello stipendio l’imposta sostitutiva del 10% introdotta dall’art. 1, comma 47, della Legge 220/2010.
In pratica, nelle aziende che recepiscono l’accordo, le retribuzioni  “riconducibili ad incrementi di  produttività, qualità, innovazione, efficienza organizzativa” vengono tassate meno della metà: a fronte di un’aliquota media, applicata ad esempio sulla busta paga di una commessa, pari al 23%, il Fisco si trattiene solo il 10%.
A beneficiarne sono tutta una serie di voci retributive elencate specificatamente nell’accordo, tra le quali le domeniche o i giorni festivi passati al lavoro, il notturno, gli straordinari e gli eventuali “premi di produzione” (vale a dire i “premi variabili di rendimento”). Altre voci ricomprese nell’accordo sono: il lavoro supplementare, i compensi per clausole elastiche e flessibili, il lavoro a turno e ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Va detto che, spesso, una delle motivazioni che portano i lavoratori a non effettuare, ad esempio, gli straordinari richiesti dalle aziende, sta proprio nella forte tassazione degli emolumenti, che rende poco conveniente il surplus di impegno in azienda. Ora, invece, queste prestazioni trovano una conveniente aliquota secca del 10%, seppure con il limite, comunque ampio, dei 6mila  euro annui qualora il reddito da lavoro dipendente non abbia superato nell’anno 2010 l’importo di  40mila euro.
“Questo accordo è il frutto del buon lavoro di negoziazione reso possibile sul territorio grazie al proficuo dialogo con le organizzazioni sindacali – è il commento del presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca -. Collaborando attivamente abbiamo inteso cogliere un’importante opportunità per lavoratori e aziende, vale a dire incrementare il potere d’acquisto delle famiglie senza aumentare il costo del lavoro aziendale, ma semplicemente risparmiando sul fisco.  L’auspicio è che questo strumento migliori la competitività delle nostre imprese in una fase congiunturale che richiede uno straordinario impegno lavorativo di tutti, titolari e dipendenti, per far fronte all’evoluzione del mercato”.
Le aziende che applicheranno i benefici fiscali previsti dall’accordo  dovranno comunicarlo per iscritto  alle Rsa/Rsu, ai dipendenti interessati e all’Ente Bilaterale Settore Terziario della Provincia di Vicenza ai fini istituzionali di osservatorio.

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