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CONFCOMMERCIO online
lunedì 05 settembre 2011

"SUGLI ORARI DEI NEGOZI VINTA LA NOSTRA BATTAGLIA”
Comunicato del 5 settembre 2011

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO

La mobilitazione di Confcommercio, con le ripetute prese di posizione del presidente nazionale Carlo Sangalli,  pare aver sortito l’effetto sperato, vale a dire vincere la battaglia sula liberalizzazione degli orari dei negozi. Oggi però, alla vigilia della discussione al Senato, si può affermare che la Manovra uscita dalla Commissione Bilancio  ha cancellato l’estensione a tutte le città della sperimentazione sull’allungamento degli orari nei negozi e nei pubblici esercizi. Ciò significa che tale sperimentazione varrà esclusivamente per le città turistiche. “Evidentemente si è capito che tenere aperti 365 giorni all’anno negozi e pubblici esercizi – è il commento del presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca – non avrebbe di certo giovato all’economia del Paese, e avrebbe invece messo in grave difficoltà il mondo della piccola e media distribuzione, già alle prese con una profonda crisi legata al calo dei consumi. D’altronde questa norma era nata da un concetto sbagliato secondo il quale liberalizzare significa togliere tutte le regole, quando invece, così facendo, si rischiava solo di creare un vero e proprio “far west” nella distribuzione, con conseguenze socio-economiche enormi non solo per i titolari dei negozi, costretti in bottega ininterrottamente dal 1. gennaio al 31 dicembre, ma anche per collaboratori e lavoratori”.
Senza contare, rileva Confcommercio Vicenza, che una decisione di così forte impatto sulle aziende del Terziario di mercato era stata presa dal Governo senza il benché minimo confronto con le Organizzazioni di categoria che, dati alla mano, possono facilmente dimostrare come un incremento degli orari e delle giornate di apertura di negozi e pubblici esercizi abbia come prima conseguenza un aumento dei costi per le aziende (a cominciare da quelli per il personale), mentre è ovvio che il budget di spesa dei consumatori rimane sempre uguale e al massimo viene “spalmato” in un periodo più lungo. “Alla base della mobilitazione di tutto il mondo Confcommercio, rappresentato dal nostro presidente nazionale Carlo Sangalli, contro questo articolo della Manovra – continua il presidente Rebecca -  c’erano ragioni obiettive che evidentemente hanno convinto i membri della Commissione Bilancio e che ci auguriamo vengano recepite anche dal Parlamento, evitando qualsiasi altro ‘blitz’ sulla questione”.
La parola ora passa al Senato dove il testo della Manovra, per le molte spinose questioni aperte, sembra comunque destinato a subire un fuoco di fila di emendamenti dall’esito ancora incerto.

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