CONFCOMMERCIO online
venerdì 11 novembre 2011

“SUBITO UN GOVERNO TECNICO
CHE APPROVI LE MISURE NECESSARIE
E LA POLITICA SI ASSUMA FINO IN FONDO
LE PROPRIE RESPONSABILITA’”
L’appello della Giunta di Confcommercio Vicenza, lanciato al termine di una riunione straordinaria convocata per l’analisi della crisi economica e politica in atto
Comunicato dell'11 novembre 2011

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“E’ oramai acclarato che ci troviamo in una situazione di assoluta drammaticità e che è oltremodo urgente uscirne subito con azioni che ridiano immediata fiducia sia agli investitori, sia ai cittadini e alle imprese. Per tale motivo la politica deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, seguendo la via indicata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano”.
Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza, riassume così l’appello degli imprenditori vicentini del commercio, turismo e servizi espresso ieri in una riunione di Giunta convocata urgentemente dall’Associazione di via Faccio per analizzare la situazione venutasi a creare nelle ultime ore.
“Riteniamo – continua Rebecca – che l’unica via di uscita attualmente praticabile per ridare stabilità ai mercati sia quella di un Governo tecnico, che veda alla guida del Paese personalità di riconosciuta competenza, in grado di svolgere con autorevolezza l’incarico affidato. A loro dovrà essere dato il compito di varare alcune fondamentali ed urgenti misure che consentano non solo di mettere al sicuro i conti del Paese, ma anche di ricreare le condizioni per lo sviluppo e per la crescita economica”.
Se questo è l’auspicio espresso dalla Giunta di Confcommercio Vicenza, l’analisi della situazione in atto, caratterizzata da una grande incertezza sulla via di uscita dalla crisi di governo, è comunque motivo di forte preoccupazione: “Chi siede in Parlamento – continua il presidente Rebecca -  deve recuperare il senso dello Stato e in alcuni casi, quello della morale, elementi necessari per imboccare la via maestra della rinascita di un Paese che appare prostrato. Sia chiaro: oggi l’Italia non è più in uno stato emergenziale, è per alcuni versi sull’orlo del precipizio, perché fiaccato da una serie di manovre fiscali che hanno tolto risorse ai cittadini e alle imprese, senza creare  alcuna prospettiva di crescita. Serve dunque un impegno eccezionale  per affrontare una situazione che non ha pari nella storia del nostro Paese dal dopoguerra”.
“La responsabilità della crisi in cui ci troviamo - prosegue il presidente Sergio Rebecca – è anche, indubbiamente, della nostra classe politica, che ha dimostrato una palese incapacità nel prendere, con la dovuta urgenza e autorevolezza, le decisioni necessarie. La genesi di questa inadeguatezza va ricercata anche nelle modalità con cui sono stati eletti coloro che siedono sugli scranni del Parlamento, vale a dire attraverso un meccanismo elettorale che ha tolto la facoltà di scelta ai cittadini per consegnarla nelle mani delle segreterie dei partiti. Per questo, una riforma che non può più essere rinviata e che va assolutamente approvata prima del voto è quella della legge elettorale, per restituire agli italiani il sacrosanto diritto di decidere chi li deve rappresentare. In caso contrario – conclude Sergio Rebecca -  c’è il concreto rischio che, in un Paese come il nostro pesantemente colpito dalle conseguenze di questa crisi,  scoppi la “rivolta di Abele”, vale a dire la ribellione di chi oggi sta, sommessamente, pagando il conto più salato della deriva economica in atto: i lavoratori e il mondo delle imprese, in particolare quelle del terziario”.

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