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ANTICIPAZIONI SUL PUM
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venerdì 20 luglio 2012

ANTICIPAZIONI SUL PUM: CONFCOMMERCIO EVIDEZIA RILEVANTI CRITICITA’

Il vicedirettore Ernesto Boschiero: “L’applicazione pratica del Piano, tra cambi viabilistici e parcheggi eliminati, mette in ginocchio un numero considerevole di attività commerciali”

“Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Piano Urbano della Mobilità del Comune di Vicenza non può che destare forte preoccupazione per l’impatto che avrà sulle attività commerciali della città”. Ernesto Boschiero, vicedirettore della Confcommercio di Vicenza, mette subito in chiaro, al Sindaco Achille Variati, che questo Pum qualche grattacapo lo darà all’Amministrazione, perché la scelta di privilegiare la mobilità sostenibile, largamente condivisibile in linea di principio, rischia di innescare, una volta messa in pratica, parecchie criticità nelle vie dove sorgono negozi e pubblici esercizi che saranno interessate dalle modifiche viabilistiche.
Un primo banco di prova, in questo senso, è quanto sta accadendo in tre zone della città: prima ancora che il Pum sia ufficializzato (ad oggi si ragiona solo su alcune slides, unica documentazione visionata dalle categorie economiche), ad Anconetta e viale Trieste, in viale della Pace e a piazzale Fraccon il Comune ha fatto una sorta di “prova generale” della mobilità dolce. “I tecnici hanno lavorato “di squadra e righello” per tracciare piste ciclabili e corsie preferenziali senza interessarsi, inizialmente, di togliere posti auto vitali alle attività – spiega il vicedirettore Boschiero -. Solo il nostro intervento è le proteste dei titolari delle imprese interessate ha fatto tornare, parzialmente, il Comune sui suoi passi. Ciò non toglie che, pur essendo riusciti a trovare un compromesso sulle situazioni più critiche, almeno una ventina di posti auto saranno “sacrificati” e questo comporterà un notevole danno alle attività delle zone interessate agli interventi. Non stiamo parlando in linea di principio: alcuni nostri sondaggi effettuati in passato nel Vicentino, su attività che hanno subito una limitazione della sosta, hanno evidenziato un calo del fatturato che arriva al 30%. In un periodo di crisi come questo, un’ulteriore flessione delle entrate potrebbe costringere molti alla chiusura, facendo perdere ai cittadini un essenziale servizio di prossimità. Senza contare che dove i negozi spariscono spesso cresce il degrado urbano”.
A proposito dei cambi viabilistici in corso, ieri pomeriggio Achille Variati si è infatti incontrato con i funzionari dell’Associazione di via Faccio. Confcommercio è riuscita ad ottenere il mantenimento di una sufficiente area di sosta all’inizio di viale della Pace (che inizialmente il Comune aveva pensato di eliminare) e la conservazione di un adeguato numero di parcheggi in piazzale Fraccon (dovevano essere tolti per far spazio ad un’area di verde urbano). Su Anconetta e viale Trieste la trattativa è stata serrata e il Comune ha ribadito la propria controproposta, che mantiene i parcheggi nel tratto che va dalla rotatoria di viale Fiume alla rotatoria di via Ragazzi del 99 (spostando sul marciapiede la ciclabile); preserva i parcheggi ad Anconetta, dove però i commercianti perderanno l’attuale possibilità di fermata veloce a bordo strada (per la futura presenza della pista ciclabile) e vengono tolti tutti i parcheggi dal passaggio a livello ferroviario alla rotatoria di viale Fiume.
“Il Sindaco si è incontrato con noi per trovare soluzioni alternative – è il commento del vicedirettore Boschiero – e va riconosciuta la sua disponibilità. Ma il problema sta alla base: di spazio disponibile per piste ciclabili e corsie preferenziali nelle nostre strade ce n’è poco e quindi chi progetta questi interventi, spesso non trova di meglio da fare che togliere parcheggi, ignorando totalmente quanto la sosta e una facile accessibilità all’auto siano fondamentali per le attività commerciali poste nei quartieri e nelle direttrici di traffico”.
Il problema è che il Pum, almeno per quanto se ne conosce oggi in base alle slides presentate e alle dichiarazioni del Sindaco, vuol trasformare la città proprio in questo senso: riservare più spazio a corsie preferenziali per biciclette e autobus, disincentivando anche il movimento in auto con una nuova viabilità che taglia a “spicchi” la città, impedendone l’attraversamento. “Non credo che le conseguenze di queste idee siano state valutate fino in fondo – attacca il vicedirettore di Confcommercio –. La bicicletta, per quanto se ne incentivi l’uso, non è un mezzo per tutti e per tutte le stagioni. Pensiamo ad esempio alle persone anziane: l’età media dei nostri cittadini sarà sempre più elevata, davvero pensiamo che tutti gli anziani avranno la possibilità di scorrazzare in queste belle piste ciclabili? Nel frattempo però, magari proprio a causa dei cambi viabilistici, tanti negozi di prossimità e di quartiere potrebbero chiudere: e allora questi anziani dove andranno a fare la spesa? Mi pare che le conseguenze sociali di certe scelte andrebbero ben valutate”.
Certo, c’è la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico, ma anche questa è una sfida che richiederebbe grandi investimenti: “Invece – spiega Ernesto Boschiero – proprio sul trasporto pubblico locale è caduta la scure dei tagli nei trasferimenti statali, aggravata da un notevole aumento dei costi dei carburanti. In questi giorni si parla proprio di tagli al servizio mobilità di Aim e infatti, anche se l’idea del potenziamento delle linee di forza può essere condivisibile, c’è il rischio che ciò vada a discapito dei collegamenti con le aree più periferiche della città, costringendo molti cittadini ad utilizzare ancor più l’auto, senza però garantire un’adeguata accessibilità e servizi sufficienti alla mobilità privata”.
Già nelle anticipazioni fornite dall’Amministrazione, dunque, questo Pum porta con sé non poche criticità. “Ci auguriamo – conclude il vicedirettore Boschiero - che prima dell’adozione del Piano ci sia, da parte dell’Amministrazione, una profonda riflessione e un serio confronto con la nostra Associazione sulle conseguenze che il Pum avrà nella vita dei cittadini e nell’essenziale servizio che le aziende del commercio garantiscono in centro storico così come nei quartieri periferici. C’è un rischio serio, infatti,  che l’applicazione pratica del Pum, tra cambi viabilistici e parcheggi eliminati, metta in ginocchio e costringa a chiudere un numero considerevole di attività commerciali.  Non vorremmo trovarci a “combattere”, via per via, fra i cambiamenti viabilistici decisi dal Comune e le legittime istanze dei cittadini e delle attività commerciali: non credo che questa prospettiva sia allettante, né per il Sindaco, né per gli stessi commercianti”.

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