CONFCOMMERCIO online
martedì 03 gennaio 2012

AMMORTIZZATORI SOCIALI PER I DIPENDENTI DEL TERZIARIO

L’Ente Bilaterale Settore Terziario interviene finanziariamente, a fianco dell’Inps, per garantire l’indennità di disoccupazione ai lavoratori “in sospensione”

I segnali all’orizzonte non sono rassicuranti, perché a fronte di un 2011 caratterizzato da un netto calo dei consumi, si prospetta un 2012 di recessione economica. Uno scenario che porterà, anche nel Vicentino, le aziende del terziario di mercato a fare i conti con un’ulteriore contrazione delle possibilità di spesa dei consumatori e dunque con minori introiti. Per far fronte ai possibili riflessi occupazionali di questa crisi, la Confcommercio di Vicenza e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil hanno siglato nelle scorse settimane l’accordo di proroga per la gestione della crisi, una misura che consente ai dipendenti del commercio, turismo e servizi di accedere agli ammortizzatori sociali altrimenti non previsti per le pmi del comparto. Il consiglio direttivo dell’Ente Bilaterale Settore Terziario (costituito dalle stesse organizzazioni) ha poi provveduto a deliberare il relativo impegno di spesa.
In questo modo, in caso di grave crisi, l’azienda potrà ricorrere alla sospensione dell’attività dei lavoratori assunti e quindi, essere sgravata dai costi per il personale per un periodo pari a 90 giorni lavorativi nell’anno. Nel caso lo stato di crisi continui, esaurita la sospensione, si potrà accedere alla cassa integrazione in deroga. Ai lavoratori l’indennità di disoccupazione  per i periodi di sospensione sarà erogata dall’INPS, comprensiva della quota integrata dal Fondo stanziato dall’Ente Bilaterale. Tra le misure applicabili c’è anche la possibilità di sottoscrivere dei contratti di solidarietà che prevedono, anche in questo caso, un’integrazione stipendiale da parte dello stesso Fondo.
“La nostra priorità, in questo momento, è quella di garantire alle imprese la possibilità di preservare un patrimonio di professionalità costruito negli anni – spiega Sergio Rebecca, presidente dell’Ente Bilaterale Settore Terziario –. Con questo accordo tra Confcommercio Vicenza e organizzazioni sindacali creiamo una sorta di “paracadute” che permette, da un lato,  alle aziende di ridurre per almeno novanta giorni le spese per il personale, dall’altro ai dipendenti di poter contare su un efficace sistema di ammortizzatori sociali. L’obiettivo finale è quello di evitare licenziamenti che, oltre a rappresentare un dramma per chi li subisce è anche una perdita enorme per le nostre imprese, considerato che le risorse umane sono il principale patrimonio dei nostri negozi, ristoranti, alberghi e per chi eroga servizi alla persona o alle imprese”.
E’ il terzo anno consecutivo che l’Ente Bilaterale Settore Terziario di Vicenza interviene finanziariamente nella gestione degli effetti della crisi. Nel 2011, grazie all’impegno di Confcommercio e sindacati, sono stati siglati 182 accordi sindacali che hanno interessato 860 lavoratori. Coinvolti quasi tutti i settori: commercio all’ingrosso delle forniture industriali, dettaglio (gioielli, mobili, elettrodomestici, abbigliamento, profumerie, ecc.), turismo, agenzie viaggi, ristoranti e mense.
“I risvolti sociali della crisi in atto si percepiscono già da mesi e coinvolgono centinaia lavoratori  anche nel nostro comparto, che per primo paga le conseguenze  delle limitate possibilità di spesa delle famiglie – afferma Enrico De Peron, vicepresidente dell’Ente Bilaterale Settore Terziario e segretario provinciale della Fisascat-Cisl – Garantire la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali è quindi una priorità per l’Ente, che si aggiunge a tutta una serie di altre attività di fondamentale importanza per i dipendenti delle imprese quali l’aggiornamento continuo con la formazione professionale e gli interventi di sussidio. Mai come in questo caso la bilateriltà  e la collaborazione tra i datori di lavoro, rappresentati da Confcommercio, e organizzazioni sindacali  si dimostra in grado di dare risposte efficaci alle istanze che provengono dalle aziende e dai lavoratori”.

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