CONFCOMMERCIO online
martedì 24 aprile 2012

IMU: LETTERA DELLE CATEGORIE ECONOMICHE VICENTINE AI SINDACI

"Deliberate riduzioni di aliquota: l'aumento della pressione fiscale favorisce il fenomeno dell'abbandono di avviate attività"

Il 23 aprile scorso i presidenti delle Categorie Economiche vicentine (Confcommercio, Confindustria, Api, Confartigianato e Coldiretti) hanno scritto una lettera ai sindaci della provincia di Vicenza sull’introduzione dell’Imu, vale a dire l’Imposta sugli Immobili. In particolare le categorie economiche vicentine chiedono ai Sindaci di “non prevedere alcun ulteriore aggravio a carico delle categorie produttive, anzi, nei limiti del possibile di deliberare riduzioni di aliquota, per evitare che un ulteriore aumento della pressione fiscale, anche locale, favorisca il triste fenomeno dell'abbandono di avviate attività economiche”.
Di seguito il testo integrale della lettera inviata.


Pregiatissimo Signor Sindaco,
con l'ormai imminente conversione in legge del decreto legge n.16 del 2 marzo 2012, dovrebbe trovare un primo assestamento la confusa vicenda dell' introduzione anticipata dell'imposta comunale sugli immobili, nota come IMU.
Come rappresentanti delle categorie produttive, desideriamo esprimerle la forte preoccupazione dei nostri associati per l'aumento della pressione fiscale, a livello locale, che l'introduzione della nuova imposta determina sul possesso degli immobili produttivi.
L'aumento delle rendite catastali disposto dal decreto "salva Italia" e l'elevata misura dell'aliquota base provvisoria deii'IMU, ben superiore all'aliquota media della precedente imposta comunale l'ICI, provocano un aggravio di tassazione che ricade sulle imprese, già provate da un lungo periodo di forte crisi economica e di generale contrazione di ricavi e utili.
Entro il prossimo 30 settembre i Comuni potranno esercitare la facoltà di introdurre una maggiorazione o una riduzione della provvisoria aliquota base.
In previsione di questa prossima scadenza, chiediamo a Lei e al Consiglio Comunale di non prevedere alcun ulteriore aggravio a carico delle categorie produttive, anzi, nei limiti del possibile di deliberare riduzioni di aliquota, per evitare che un ulteriore aumento della pressione fiscale, anche locale, favorisca il triste fenomeno dell'abbandono di avviate attività economiche. E' interesse degli stessi comuni non penalizzare le imprese esistenti sul proprio territorio, per non perdere valore aggiunto e posti di lavoro che ridurrebbero la ricchezza della comunità e le entrate dello stesso ente locale.
Siamo consapevoli delle difficoltà finanziarie che il patto di stabilità e i numerosi tagli dei trasferimenti statali provoca alle virtuose amministrazioni locali della nostra provincia, ma confidiamo che i nostri Sindaci sappiano responsabilmente reperire le risorse attraverso i risparmi che possono derivare da una gestione efficiente dei servizi comunali, anche attraverso aggregazioni e condivisioni di servizi.
La ringraziamo per l'attenzione a nome delle migliaia di imprese e lavoratori che con grande difficoltà e impegno, alimentano con il proprio quotidiano lavoro il benessere della nostra comunità.

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