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I sindacati di categoria
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lunedì 13 febbraio 2012

IMPOSSIBILE CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA

I sindacati di categoria protestano contro le aperture festive, con scioperi e presidi tra il 29 gennaio e il 19 febbraio

Il loro dissenso al lavoro 24 ore su 24, 365 giorni l’anno lo hanno fatto sentire proclamando due giornate di sciopero, il 29 gennaio e il 19 febbraio. I sindacati di categoria Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Filcams Cgil sono scesi in campo, nel Vicentino, al fianco dei lavoratori del settore ai quali la deregulation del Governo chiede in sostanza di “dimenticare” le domeniche a casa e di immolare il giorno festivo di riposo sull’altare dell’incremento (tutto da dimostrare) dei consumi e della crescita economica. “I dati parlano chiaro - spiega Grazia Chisin segretario provinciale della Uiltucs-Uil - queste liberalizzazioni non portano nuove assunzioni. Al contrario stiamo verificando che au¬ men¬ tano le richieste ai lavoratori per dare la loro disponibilità a lavorare la domenica, spostando il riposo settimanale in altri giorni. La nostra forte preoccupazione è che questo, di fatto, comporterà l’impossibilità di conciliare la vita lavorativa con quella familiare”.

Senza contare, sottolinea Enrico De Peron, segretario provinciale della Fisascat Cisl “che mentre questi dipendenti lavorano, non viene loro garantita la disponibilità di alcuni servizi essenziali a supporto della famiglia come gli asili”. C’è poi un altro aspetto che De Peron mette in evidenza: “Questa norma incide in modo negativo sull’orario delle lavoratrici. Se da un lato con le contrattazioni territoriale o aziendale si può arrivare a concordare le varie modalità, non è invece accettabile, come sta avvendendo, che queste decisioni vengano prese unilateralmente”.

Per Umberto Marin è proprio questo il punto: “La libertà di apertura si dovrebbe conciliare con la libertà del dipendente di poter decidere se andare a lavora¬ re o no. Invece notiamo la volontà della Gdo di trasformare tutta la settimana in lavoro ordinario, gestendo il personale a disposizione su sette giorni. Alla fine questa deregulation non servirà ad aumentare l’occupazione, ma solo a peggiorare le condizioni di lavoro e di vita, con famiglie che, se passa questa impostazione, rischiano di non ritrovarsi mai riunite”.
La questione delle aperture domenicali sta anche uscendo dai confini veneti e nazionali per assumere un rilevanza europea. Il 4 marzo, infatti, i sindacati del commercio e turismo dei Paesi Ue hanno indetto una “Giornata Europea per le domeniche libere dal lavoro”.

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