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L'interno di un agriturismo
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martedì 11 settembre 2012

AGRITURISMI, LA LEGGE REGIONALE E' UN PASTICCIO!

Per i ristoratori è un netto passo indietro rispetto alla normativa precedente, già aspramente contestata

"È un netto passo indietro rispetto alla normativa precedente, già aspramente contestata e che ora spalanca le porte ad una concorrenza sleale nei confronti di ristoranti, trattorie, pizzerie, ovvero dei pubblici esercizi tradizionali. Va infatti sottolineato, a tal proposito, che i così detti agriturismi usufruiscono di una fiscalità più vantaggiosa e di norme meno rigide rispetto a quelle previste per il settore della somministrazione di alimenti e bevande”.
Non usa mezzi termini Emanuele Canetti, Presidente dell’Associazione provinciale Ristoratori- Confcommercio di Vicenza commentando la recente approvazione della nuova normativa sugli agriturismi, votata dal Consiglio regionale del Veneto: “Siamo di fronte – aggiunge – a una legge confusionaria, raffazzonata e, soprattutto, iniqua e controproducente perché parte da un progetto di legge di due anni fa, rimasto “nel cassetto” per tanti mesi e poi, all’improvviso, approvato dal Consiglio in seduta quasi “balneare” (su 60 consiglieri hanno votato la legge in 38), accogliendo all’ultimo minuto degli emendamenti d’urgenza”.
“Legge iniqua - dice il rappresentante provinciale dei ristoratori vicentini, continuando a spiegare ogni singolo giudizio - perché permette agli agriturismi di trasformarsi in veri e propri ristoranti, con tanti posti a sedere, utilizzando anche prodotti acquistati sul libero mercato e, quindi, senza alcuna connessione con l’azienda agricola. Confusionaria perché mette sullo stesso piano l’agriturismo, il cosiddetto “turismo verde”, con l’ittiturismo e il pescaturismo, chiamati anche “turismo blu”. Sono mondi completamente diversi, che vanno regolati con norme specifiche e settoriali, come ha sottolineato anche in aula più di qualche Consigliere regionale”.
“A ben guardare – puntualizza Canetti – questa è addirittura una legge controproducente per lo stesso settore agrituristico: invece di tutelare e valorizzare le attività agrituristiche serie, che lavorano nel principio della normativa, finisce per dequalificare l’intero comparto. Basti pensare che gli ingredienti dei piatti possono provenire per il 50% da produzioni extra-aziendali, anche al di fuori della Regione Veneto, percentuale che sale addirittura al 75% nelle zone montane del Vicentino, Trevigiano e Bellunese!”.
L’Associazione dei ristoratori si lamenta, quindi, a ragion veduta, della concorrenza sleale che deriva dalle attività agrituristiche: “Non ci va giù – conclude Emanuele Canetti – che gli agriturismi siano visti come i “paladini” della tipicità e della territorialità, quando invece li incontriamo spesso nei centri acquisti a comprare gli stessi prodotti che usiamo noi ristoratori. E che possano, in più, beneficiare di agevolazioni di tutti i tipi, quando invece si trovano a svolgere in modo surrettizio la stessa attività dei ristoranti e trattorie”.

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