CONFCOMMERCIO online
lunedì 16 luglio 2012

LAVORO, UNA RIFORMA DA MIGLIORARE

La posizione di Confcommercio Imprese per l'Italia sulla nuova disciplina, in buona parte operativa dal prossimo 18 luglio

Questa riforma non ha colto nel segno”. E’ il giudizio categorico di Francesco Rivolta, Direttore Generale di Confcommercio nazionale, sul disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, approvato in via definitiva alla Camera nella seduta del 27 giugno. La nuova disciplina entrerà in vigore il 18 luglio 2012, salva la diversa decorrenza prevista da singole norme (le novità e la loro entrata in vigore sono riassunte nella tabella qui a fianco).
L’intervento di Rivolta è stato al centro del convegno sulla riforma del lavoro, incontro organizzato a Roma dalla Confederazione lo scorso 12 luglio, che ha avuto come relatori il Ministro del Welfare e del Lavoro, Elsa Fornero, i Senatori della Commissione Lavoro, Tiziano Treu e Maurizio Castro e i giornalisti economisti, Oscar Giannino e Marco Panara.
L’Europa - ha detto Rivolta - ci chiedeva un riordino degli ammortizzatori sociali e più flessibilità in uscita. Non si doveva modificare la flessibilità in entrata che, grazie alla legge Biagi, ha creato 3 milioni di posti di lavoro”.
Sin dall’inizio - ha continuato Rivolta nella sua relazione - abbiamo evidenziato il rischio che si realizzasse un quadro rigido del mercato del lavoro. Ma il problema più grande del mercato del lavoro italiano non sono i contratti temporanei, bensì la mancanza di percorsi di occupabilità. Per questo sarebbe stato necessario puntare su una maggiore e migliore integrazione tra la scuola e il lavoro oltre, naturalmente, ad una reale ripresa dell’economia e dei consumi interni”. Parlando del sistema degli ammortizzatori, Rivolta ha sottolineato che la riforma, per essere efficace, “deve disporre anche di adeguate risorse pubbliche da investire, a partire dal riorganizzare quanto già si spende e dando vita ad una più efficace rete di servizi, soprattutto riguardo all’impiego, che veda coinvolte le organizzazioni di imprese”.
Il premier Monti e il ministro Fornero - ha concluso Rivolta - si sono detti disponibili a modifiche, vedremo. Per ora la nostra posizione è critica, ma siamo pronti con le nostre proposte a discuterne”.
Dopo gli interventi dei senatori Treu (“La riforma non è perfetta, ma contribuisce all’ammodernamento del Paese” ha detto) e Castro, secondo cui la riforma non ingessa troppo ed è soddisfacente, i lavori sono stati conclusi dal Ministro Fornero (nella foto, il suo intervento). “Convincerò gli scettici che questa è una buona riforma - ha sottolineato-. Abbiamo fatto un lavoro di fino cercando di difendere ciò che di buono c’era in ogni forma contrattuale”. Il ministro ha analizzato le varie forme contrattuali, affrontando il nodo flessibilità ed evidenziando l’importanza dell’apprendistato come modalità per dare professionalità al lavoratore. Fornero ha poi toccato il tema delle partite Iva: “Esistono le vere partite Iva e le false partite Iva. Non può essere una partita Iva un lavoratore che in realtà è un lavoratore dipendente”, e quello dell’articolo 18: “Lo abbiamo modificato - ha detto - sul presupposto che i giudici del lavoro sappiano fare bene il loro mestiere”. Soffermandosi poi sul capitolo ammortizzatori, il ministro ha precisato che “era stato chiesto un rinvio dell’Aspi ma io ho detto no. Deve entrare in vigore l’anno prossimo sia perché è un elemento qualificante della riforma, sia perché’ siamo un Paese dove se rinvii una volta quella cosa non la fai più”.
Come detto la nuova normativa del lavoro entrerà in vigore il 18 luglio 2012. In estrema sintesi, il contenuto del provvedimento (molto corposo) può essere suddiviso in quattro aree.
Flessibilità in entrata. Sono state apportate modifiche alla normativa: sui contratti a tempo determinato; sul lavoro intermittente; sui contratti di inserimento (abrogati dal 1 gennaio 2013); sul lavoro a progetto; sull’Associazione in partecipazione, in cui l’apporto dell’associato consista in una prestazione di lavoro; sul lavoro occasionale accessorio (voucher); sul lavoro autonomo/ partite Iva.
Flessibilità in uscita. Sono intervenute modifiche alla disciplina dei licenziamenti e altri adempimenti a carico delle imprese e lavoratori finalizzati a contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. 
Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. È stata modificata la disciplina della cassa integrazione.
Ammortizzatori sociali successivi alla fine del rapporto di lavoro. Introduzione dell’ASPI (Assicurazione sociale per l’impiego) che sostituisce l’indennità di mobilità, incentivi di mobilità, disoccupazione per apprendisti, una tantum co.co.pro e altre indennità. 
Sulle principali novità apportate Confcommercio Vicenza ha realizzato uno specifico notiziario, già inviato a tutte le aziende con dipendenti (e scaricabile da tutti i soci nell’Area riservata del sito www.ascom. vi.it), mentre un approfondimento sui temi del licenziamento, contratto a chiamata, partite Iva e associazione in partecipazione è presente nell’inserto “Lavoro e Impresa” contenuto in questo numero del giornale.

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