CONFCOMMERCIO online
lunedì 16 aprile 2012

LO STOCCAGGIO E SMALTIMENTO DEGLI OLI DI FRITTURA ESAUSTI

Attenzione al corretto smaltimento degli oli di frittura esausti, le cui procedure sono definiti da una specifica normativa

Attenzione al corretto smaltimento degli oli di frittura esausti, le cui procedure sono definiti da una specifica normativa. A questo proposito va ricordato che due sono gli obblighi da assolvere a norma di legge  da parte delle imprese: l’iscrizione al C.O.N.O.E., il Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti e lo stoccaggio ed il conferimento degli oli ad aziende di raccolta autorizzate dallo stesso C.O.N.O.E. A questo proposito Confcommercio (e le federazioni  Fipe e Federalberghi) aderiscono a CONOE  e ciò garantisce agli esercenti associati il vantaggio, rispetto alle altre imprese,  di non doversi iscrivere al C.O.N.O.E per ottemperare all’obbligo di partecipazione previsto dal D.lgs 152/06 art. 233 comma 15.
Ciò non toglie, per tutti i produttori di oli di frittura, l’obbligo di adempiere direttamente allo stoccaggio e conferimento del rifiuto alle aziende di raccolta autorizzate, mettendosi così al riparo dalla sanzione amministrativa prevista per gli inadempienti, che va dai 260,00 ai 1.550,00 euro. Anche in questo caso, però, Confcommercio Vicenza viene incontro agli associati, avendo stretto specifiche convenzioni con ditte specializzate che si occupano proprio dello smaltimento di questo rifiuto. A tale proposito maggiori informazioni si possono chiedere al  Servizio Sicurezza e Ambiante (tel. 0444 964300). Resta il fatto, poi, che gli obblighi di legge rispondono anche alla necessità di tutelare l’ambiente dagli effetti nocivi di questo rifiuto. 
Versato in uno specchio d’acqua, un solo litro d’olio è capace di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio riducendone pericolosamente l’ossigenazione e di rendere non potabile un milione di litri d’acqua (più o meno il consumo di acqua di un individuo per ben 14 anni). E’ capace, anche, disperso nel suolo, di impedire l’assunzione delle sostanze nutritive da parte della flora e, rientrando nella catena alimentare, come mangime per gli animali ad esempio, ha conseguenze nefaste anche sulla nostra salute.

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